Convergenza economica e mobilità territoriale

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Abstract

In questi ultimi anni è ripresa l’emigrazione dal Mezzogiorno. Secondo gli ultimi dati Svimez (2004) sarebbero 130mila le persone che, nel quinquennio 1996-2001, sono partite dalle loro regioni di residenza per cercar lavoro nelle regioni del Nord-Est o del Centro. Relativamente alla Sicilia, una indagine condotta dalla Scuola di Giornalismo di Palermo (Il Messaggero, 2004) prova a tracciare un profilo del “nuovo emigrante”: è un “pendolare” che raggiunge, prevalentemente con il pullman, le “mete ambite” (Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, ma anche Germania, Belgio, Danimarca, Olanda) per poi far ritorno a casa dopo due o tre settimane o anche dopo due o tre mesi. I demografi parlano di “una nuova dimensione della mobilità” (Golini, 2004), i media di una emigrazione ”mordi e fuggi”! . Nel lavoro, sulla base dei risultati degli studi sulla convergenza e dei dati sulla mobilità delle popolazioni, mostreremo che le migrazioni intensive del periodo ’50-’60 hanno favorito la convergenza tra aree a diverso livello di sviluppo e che la convergenza ha, poi, causato un’attenuazione delle correnti migratorie e questo processo ha continuato il suo corso in una sorta di ciclo: più intense migrazioni, convergenza, attenuazione delle migrazioni, divergenza, più intense migrazioni e così via.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)61-78
RivistaRIVISTA ITALIANA DI ECONOMIA, DEMOGRAFIA E STATISTICA
Volume1-2
Stato di pubblicazionePublished - 2005

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