Controllo dell’informazione e rischio democratico

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Abstract

Il saggio analizza il rapporto tra controllo dell’informazione e rischio democratico. Si parte dall’analisi del nesso che lega sapere e potere per esplorare sia gli aspetti più oscuri connessi all’esercizio della cosiddetta violenza simbolica, sia – al contrario – la possibilità di utilizzare la teoria criminologica come “arma di pacificazione” e strumento per fare emergere il nesso che lega pace e giustizia sociale. Di fronte al pericolo di una incipiente normalizzazione – anche cognitiva – dell’illegalità occorre recuperare un uso del sapere come strumento di promozione della persona e “arma” di disvelamento delle iniquità. Se la tendenza attuale ci prospetta un progressivo e planetario tentativo di omologazione delle componenti più deboli e minoritarie, ridotte all’obbedienza o alla compiacenza bisogna, utilizzare il proprio sapere per mostrare che tale processo non è né l’esito inevitabile di un positivo trend di sviluppo che finirà per migliorare le condizioni di tutti, né una neutra applicazione di meccanismi di governo e di gestione della cosa pubblica, tipici di sistemi democratici; ma si tratta solo della semplice forma di imposizione di un potere di parte, attraverso l’uso di un compiacente e ruffiano sistema di sapere.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospitePoteri criminali e crisi della democrazia
Pagine205-217
Numero di pagine13
Stato di pubblicazionePublished - 2011

Serie di pubblicazioni

NomeETEROTOPIE

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