Contro il paternalismo giuridico

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Abstract

SommarioIn questo articolo, si argomenterà che il paternalismo giuridico non è una concezione etico-politica condivisibile. In base a tale concezione, infatti, lo Stato può usare la forza, contro la volontà di un individuo adulto, anche qualora le sue scelte siano razionali e libere da coazione altrui, al fine di tutelare (ciò che si pretende sia) il suo bene. In particolare, si argomenterà che quello dell’autonomia individuale sia un argomento, in favore dell’antipaternalismo, più forte e condivisibile dei due principali argomenti in favore del paternalismo, quello utilitarista/organicista e quello perfezionista. Questi ultimi due argomenti, correttamente interpretati, sono, infatti, incompatibili con alcuni principi costituzionali adottati, o con principi morali condivisi da molte persone, in molti Stati occidentali (oltre che, ça va sans dire, dall’autore).AbstractIn this article, it is argued that legal paternalism is a wrong conception. According to legal paternalism, the State can use coercion, against the will of an adult agent, even if his choice is rational and free, for promoting (what the State pretends to be) his good. In particular, it is argued that the argument of individual autonomy, in favor of legal antipaternalism, is stronger than two main arguments in favor of legal paternalism, the utilitarian and the perfectionist argument. Both last arguments are contrary to some constitutional principles adopted, and to some moral principles shared by many people, in many Occidental countries (as well as, ça va sans dire, by the author).
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)133-159
Numero di pagine27
RivistaMateriali per una Storia della Cultura Giuridica
VolumeXLI
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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