Conferimento condizionato di azienda “negativa” e concordato preventivo di gruppo

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Abstract

L’articolo ha per oggetto la valutazione giuridica – a partire da un caso concreto – di pretesi “conferimenti” di complessi aziendali, da parte dei soci accomandatari di una s.a.s. poi fallita, contraddistinti dall’essere a saldo patrimoniale negativo e sottoposti alla condizione risolutiva, rappresentata dalla mancata definitiva omologazione da parte del Tribunale competente del concordato preventivo proposto dalla società conferitaria. Si tratta, in particolare, di esaminare profili e valenze di diritto societario di una peculiare applicazione – qui osservata nella prospettiva del suo insuccesso e delle problematiche conseguenze che ne discendono – della controversa tecnica di unificazione delle società facenti parte di un gruppo in crisi, consistente nella confluenza mediante apporto dei rispettivi patrimoni in una società di persone neocostituita, cui consentire la presentazione di un’unitaria proposta di concordato preventivo “di gruppo”.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)611-646
Numero di pagine36
RivistaRIVISTA DEL DIRITTO COMMERCIALE E DEL DIRITTO GENERALE DELLE OBBLIGAZIONI
VolumeCXV
Stato di pubblicazionePublished - 2017

Cita questo

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author = "Michele Perrino",
year = "2017",
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pages = "611--646",
journal = "RIVISTA DEL DIRITTO COMMERCIALE E DEL DIRITTO GENERALE DELLE OBBLIGAZIONI",
issn = "0035-5887",

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TY - JOUR

T1 - Conferimento condizionato di azienda “negativa” e concordato preventivo di gruppo

AU - Perrino, Michele

PY - 2017

Y1 - 2017

N2 - L’articolo ha per oggetto la valutazione giuridica – a partire da un caso concreto – di pretesi “conferimenti” di complessi aziendali, da parte dei soci accomandatari di una s.a.s. poi fallita, contraddistinti dall’essere a saldo patrimoniale negativo e sottoposti alla condizione risolutiva, rappresentata dalla mancata definitiva omologazione da parte del Tribunale competente del concordato preventivo proposto dalla società conferitaria. Si tratta, in particolare, di esaminare profili e valenze di diritto societario di una peculiare applicazione – qui osservata nella prospettiva del suo insuccesso e delle problematiche conseguenze che ne discendono – della controversa tecnica di unificazione delle società facenti parte di un gruppo in crisi, consistente nella confluenza mediante apporto dei rispettivi patrimoni in una società di persone neocostituita, cui consentire la presentazione di un’unitaria proposta di concordato preventivo “di gruppo”.

AB - L’articolo ha per oggetto la valutazione giuridica – a partire da un caso concreto – di pretesi “conferimenti” di complessi aziendali, da parte dei soci accomandatari di una s.a.s. poi fallita, contraddistinti dall’essere a saldo patrimoniale negativo e sottoposti alla condizione risolutiva, rappresentata dalla mancata definitiva omologazione da parte del Tribunale competente del concordato preventivo proposto dalla società conferitaria. Si tratta, in particolare, di esaminare profili e valenze di diritto societario di una peculiare applicazione – qui osservata nella prospettiva del suo insuccesso e delle problematiche conseguenze che ne discendono – della controversa tecnica di unificazione delle società facenti parte di un gruppo in crisi, consistente nella confluenza mediante apporto dei rispettivi patrimoni in una società di persone neocostituita, cui consentire la presentazione di un’unitaria proposta di concordato preventivo “di gruppo”.

UR - http://hdl.handle.net/10447/287337

M3 - Article

VL - CXV

SP - 611

EP - 646

JO - RIVISTA DEL DIRITTO COMMERCIALE E DEL DIRITTO GENERALE DELLE OBBLIGAZIONI

JF - RIVISTA DEL DIRITTO COMMERCIALE E DEL DIRITTO GENERALE DELLE OBBLIGAZIONI

SN - 0035-5887

ER -