Come le lucciole. Sperimentazioni artistiche e fermenti culturali tra margini territoriali e disciplinari

Risultato della ricerca: Conference article

Abstract

La rincorsa al progresso, l'ossessione della crescita economica, l'enfatizzarsi del pensiero dicotomico, hanno portato adelle spaccature, delle 'discrepanze', sia dal punto di vista territoriale che disciplinare.Un processo di artificializzazione e desacralizzazione la cui deriva è rappresentata da una progressiva distruzionedello stesso habitat naturale, dalla rottura dei rapporti co-evolutivi tra uomo e ambiente e da una separazioneesponenziale tra soggetto osservante e oggetto osservato, che ha portato a una epistemologia deterministica etecnofila, con il progressivo abbandono e rifiuto dei linguaggi sensibili nel processo di analisi e produzione delterritorio.Facendo ricorso alle teorie dell'urbanesimo planetario come processo che ha portato ad una mondializzazionedell’urbano e alla nascita di nuove forme ibride nelle quali è sempre più difficile riscontrare una differenza netta tracittà e non-città, viene avanzata l'ipotesi che le polarizzazioni centro/periferia, urbano/non urbano possano essereripensate attraverso il ricorso ai linguaggi sensibili e all'arte – nella sua dimensione relazionale e engagée – capace dirispondere alla rottura arrecata dalla modernità, che ha enfatizzato le dicotomie, attraverso una molteplicità dilinguaggi necessari per “rigenerare lo sguardo” e ripensare in maniera altra i territori, agendo come dispositivo per laconoscenza, ri-appropriazione, re-invenzione dello spazio urbano e sociale, dando vita a inedite connessioni.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)1088-1093
Numero di pagine6
RivistaPLANUM
Volume38
Stato di pubblicazionePublished - 2019

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