(Co) Abitare luoghi plurali per la costruzione dello spazio (pubblico) della democrazia.

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Abstract

Tesi sostenuta: A fronte di una generale crisi della rappresentanza politica, ed in particolar modo in contesti di diffusa erosione dello spazio pubblico e caratterizzati da tradizioni istituzionali poco inclini a modalità ‘inclusive’ di decisione (Brand e Gaffikin, 2007), (in)sorgono nuove convivenze e conflitti, che inducono a riflettere su forme alternative di democrazia e sulle conseguenti pratiche partecipative nella pianificazione. Gli esiti di questi fenomeni se da un lato possono essere letti come elementi di crisi e incancrenirsi di problemi, dall’altro sembrano dare vita – in alcuni casi, e in termini comunque problematici – a nuove forme di espressione della socialità. In questo paper sarà ridiscusso il concetto di spazio pubblico e di partecipazione, alla luce degli scritti di Hannah Arendt (1964; 1995), e con lo scopo di analizzare ruolo e potenzialità di alcune ‘aree di soglia’ in cui le azioni intraprese da gruppi minoritari danno luogo a forme alternative di democrazia. Se la classica nozione di spazio pubblico come luogo inclusivo e democratico trova rari riscontri nella realtà urbana contemporanea (Mitchell, 2003), la nozione arendtiana di spazio pubblico della pluralità può risultare fertile strumento di riferimento teorico per la costruzione di pratiche relazionali di cittadinanza attiva.Campo entro il quale la tesi trova argomentazione: A Palermo, e in generale in contesti ‘fragili’, caratterizzati da scarsi livelli di partecipazione attiva e di costruzione democratica delle proposte politiche (urbane e non), nuove forme della socialità – intraprese da gruppi minoritari che si manifestano attraverso esperienze significative – si coagulano in aree critiche o ‘di soglia’, inducendo a ridiscutere il concetto di spazio pubblico e forme alternative di democrazia. Il paper esplorerà, a partire da esperienze pregresse e conseguenti riflessioni (Bonafede e Lo Piccolo, 2010), alcuni esempi significativi a riguardo, al fine di verificare le potenzialità applicative e disciplinari della tesi sostenuta.Prospettive di lavoro: I casi che saranno descritti non sono tutti direttamente ascrivibili a forme istituzionali di pratiche di pianificazione, ma rappresentano potenziali significativi in tal senso. Tutti, in ogni caso, illustrano modalità e tentativi di dar vita a forme di spazio della democrazia così come teorizzato da Hannah Arendt, testimoniando una pluralità di prassi ed esperienze che ampliano la sfera del ‘diritto alla città’ e rafforzano l’ipotesi arendtiana di una concezione plurale (e articolata localmente) dello spazio pubblico, radicata nella fisicità dei luoghi della città e nei suoi processi di trasformazione e governo.
Lingua originaleItalian
Pagine1-8
Numero di pagine8
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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