Ciò che danno non è

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Abstract

Prendendo spunto da una decisione della sezione lavoro della Cassazione, in tema di danno in caso di conversione di piu`contratti a termine in rapporto di lavoro a tempo indeterminato, l’Autore condivide l’idea che il risarcimento del danno contrattualedebba essere depurato da cio` che e` attuazione satisfattiva (della prestazione e dunque) del diritto. Secondo laCassazione, infatti, l’indennita` ex art. 32, L. n. 183/2010, in quanto ‘‘onnicomprensiva’’, assorbe ogni forma di danno, manon anche cio` che (risarcimento del) ‘‘danno’’ non e` , ovvero quanto comunque spetta al lavoratore (in piu` ) per i periodi lavorati.Alla luce della soluzione cui perviene la sentenza e della ratio decidendi, l’Autore rileva come lo svelamento della duplice anima,risarcitoria e satisfattiva, del danno contrattuale non sarebbe scevra di conseguenze anche operative.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)802-808
Numero di pagine7
RivistaGIURISPRUDENZA ITALIANA
Volume2015
Stato di pubblicazionePublished - 2015

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