cervello, mente e linguaggio: Ippocrate contro il cognitivismo

Risultato della ricerca: Otherpeer review

Abstract

A partire dali anni 40 del '900, nelle scienze cognitive è dominante il modello sotteso al cognitivismo classico. Secondo questo modello la mente umana funziona come un computer. In questo modello il cervello, come ogni altr parte fisica del corpo, è l'hardware, la mente incorporea e immateriale è il software, e il linguaggio è un modo di funzionamento della mente individuale, Da questo punto di vista, come ribadisce Chomsky in numerosi suoi contributi, la linguistica è una branca della psicologia. Il presente contributo è un tentativo di dimostrare che un simile modello non è universalemte valido, e in particolare non era valido nella Grecia antica. L'autore del De morbo sacro, trattato incluso nel Corpus Hippocraticum, è infatti convinto che il pensiero sia una proprietà non dell'uomo ma dell'universo, che è semovente e intelligente in quanto fatto d'aria, corpo sottile. L'intelligenza è qui vista come una proprietà del cosmo e della materia. L'uomo dunque non pensa in proprio ma partecipa dell'intelligenza cosmica: e ne partecipa perchè respirando partecipa dell'aria. Il cervello è organo della vita e della respirazione: in quanto tale riceve i dati dell'intelligenza cosmica, rappresentata dall'aria, e li distribuisce e traduce a tutte le altre parti del corpo, fra cui la lingua, con cui l'uomo parla. E' un esempio perfetto di spiegazione della vita e dell'intelligenza in un modello biologico monocentrico, quale sarà anche il cardiocentrismo di Aristotele.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine9
Stato di pubblicazionePublished - 1997

Cita questo