Carlo Scarpa e la Galleria Regionale della Sicilia. L’assenza dell’angelo Gabriele, la presenza di Frank Lloyd Wright e la vertigine

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Abstract

A Palermo in via Alloro, nel Mandamento Tribunali, si trova il Palazzo Abatellis sede dal 1954 della Galleria Regionale della Sicilia, a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli. Varcato il portale, in una giornata di sole, gli occhi dei visitatori scoprono, in modo inconscio, l’alternanza di spazi in ombra e in piena luce, senza ancora sapere che tale sequenza sarà uno dei motivi conduttori dell’allestimento. Tale intuizione, maturata ancor prima di acquistare il biglietto, deve essere preceduta dall’esplicitazione di alcune ragioni del progetto. Innanzitutto ci si chiede perché Carlo Scarpa, nei primi anni Cinquanta del XX secolo, sia presente a Palermo. Si possono distinguere due itinerari che guidano l’architetto veneziano nell’Isola. Il primo è generato da occasioni di lavoro: nel 1952 allestisce, nell’Ala Napoleonica di piazza San Marco a Venezia, una mostra su Toulouse Lautrec, e nel 1953, nel Palazzo municipale di Messina, quella su Antonello da Messina e il Quattrocento siciliano. Sarà Roberto Calandra, favorevolmente impressionato dalla mostra veneziana, a maturare «la decisione di affidare a Scarpa il compito di allestire la rassegna messinese». Il successo nella città dello Stretto motiva l’incarico allo stesso Scarpa da parte di Giorgio Vigni - soprintendente alle Gallerie e alle opere d’arte della Sicilia - del progetto della Galleria Nazionale della Sicilia e conseguentemente del restauro e della sistemazione museale di Palazzo Abatellis.L’articolo è una sintesi della visita guidata che l'autore compie, dalla metà degli anni Novanta del XX secolo, nei suoi corsi di Teorie e tecniche della progettazione architettonica e nei Laboratori di progettazione architettonica, del Corso di Laurea in Architettura, prima della Facoltà di Architettura e, dall’a.a. 2013/2014, del Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi di Palermo. Parte del contenuto dell’articolo è stato pubblicato in «AND», n. 32, giugno-dicembre 2017. La presente stesura, integrata da scritti inediti, costituisce il tentativo di sistematizzazione e sintesi di tematiche costantemente esplorate.
Lingua originaleEnglish
pagine (da-a)30-36
Numero di pagine7
RivistaARCHITETTURA CIVILE
Stato di pubblicazionePublished - 2019

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TY - JOUR

T1 - Carlo Scarpa e la Galleria Regionale della Sicilia. L’assenza dell’angelo Gabriele, la presenza di Frank Lloyd Wright e la vertigine

AU - Sciascia, Andrea

PY - 2019

Y1 - 2019

N2 - A Palermo in via Alloro, nel Mandamento Tribunali, si trova il Palazzo Abatellis sede dal 1954 della Galleria Regionale della Sicilia, a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli. Varcato il portale, in una giornata di sole, gli occhi dei visitatori scoprono, in modo inconscio, l’alternanza di spazi in ombra e in piena luce, senza ancora sapere che tale sequenza sarà uno dei motivi conduttori dell’allestimento. Tale intuizione, maturata ancor prima di acquistare il biglietto, deve essere preceduta dall’esplicitazione di alcune ragioni del progetto. Innanzitutto ci si chiede perché Carlo Scarpa, nei primi anni Cinquanta del XX secolo, sia presente a Palermo. Si possono distinguere due itinerari che guidano l’architetto veneziano nell’Isola. Il primo è generato da occasioni di lavoro: nel 1952 allestisce, nell’Ala Napoleonica di piazza San Marco a Venezia, una mostra su Toulouse Lautrec, e nel 1953, nel Palazzo municipale di Messina, quella su Antonello da Messina e il Quattrocento siciliano. Sarà Roberto Calandra, favorevolmente impressionato dalla mostra veneziana, a maturare «la decisione di affidare a Scarpa il compito di allestire la rassegna messinese». Il successo nella città dello Stretto motiva l’incarico allo stesso Scarpa da parte di Giorgio Vigni - soprintendente alle Gallerie e alle opere d’arte della Sicilia - del progetto della Galleria Nazionale della Sicilia e conseguentemente del restauro e della sistemazione museale di Palazzo Abatellis.L’articolo è una sintesi della visita guidata che l'autore compie, dalla metà degli anni Novanta del XX secolo, nei suoi corsi di Teorie e tecniche della progettazione architettonica e nei Laboratori di progettazione architettonica, del Corso di Laurea in Architettura, prima della Facoltà di Architettura e, dall’a.a. 2013/2014, del Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi di Palermo. Parte del contenuto dell’articolo è stato pubblicato in «AND», n. 32, giugno-dicembre 2017. La presente stesura, integrata da scritti inediti, costituisce il tentativo di sistematizzazione e sintesi di tematiche costantemente esplorate.

AB - A Palermo in via Alloro, nel Mandamento Tribunali, si trova il Palazzo Abatellis sede dal 1954 della Galleria Regionale della Sicilia, a pochi metri dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli. Varcato il portale, in una giornata di sole, gli occhi dei visitatori scoprono, in modo inconscio, l’alternanza di spazi in ombra e in piena luce, senza ancora sapere che tale sequenza sarà uno dei motivi conduttori dell’allestimento. Tale intuizione, maturata ancor prima di acquistare il biglietto, deve essere preceduta dall’esplicitazione di alcune ragioni del progetto. Innanzitutto ci si chiede perché Carlo Scarpa, nei primi anni Cinquanta del XX secolo, sia presente a Palermo. Si possono distinguere due itinerari che guidano l’architetto veneziano nell’Isola. Il primo è generato da occasioni di lavoro: nel 1952 allestisce, nell’Ala Napoleonica di piazza San Marco a Venezia, una mostra su Toulouse Lautrec, e nel 1953, nel Palazzo municipale di Messina, quella su Antonello da Messina e il Quattrocento siciliano. Sarà Roberto Calandra, favorevolmente impressionato dalla mostra veneziana, a maturare «la decisione di affidare a Scarpa il compito di allestire la rassegna messinese». Il successo nella città dello Stretto motiva l’incarico allo stesso Scarpa da parte di Giorgio Vigni - soprintendente alle Gallerie e alle opere d’arte della Sicilia - del progetto della Galleria Nazionale della Sicilia e conseguentemente del restauro e della sistemazione museale di Palazzo Abatellis.L’articolo è una sintesi della visita guidata che l'autore compie, dalla metà degli anni Novanta del XX secolo, nei suoi corsi di Teorie e tecniche della progettazione architettonica e nei Laboratori di progettazione architettonica, del Corso di Laurea in Architettura, prima della Facoltà di Architettura e, dall’a.a. 2013/2014, del Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi di Palermo. Parte del contenuto dell’articolo è stato pubblicato in «AND», n. 32, giugno-dicembre 2017. La presente stesura, integrata da scritti inediti, costituisce il tentativo di sistematizzazione e sintesi di tematiche costantemente esplorate.

UR - http://hdl.handle.net/10447/366046

M3 - Article

SP - 30

EP - 36

JO - ARCHITETTURA CIVILE

JF - ARCHITETTURA CIVILE

SN - 2281-5996

ER -