CAPITALE SOCIALE E SENSO CIVICO NEL MEZZOGIORNO

Gucciardo G

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Abstract

I saggi che compongono questo libro muovono dall’ambizione di riuscire a vedere il Sud al di là delle spiegazioni sommarie e con spirito scevro da moralismi. Il luogo comune da cui guardarsi è quello per il quale i mali del Sud sono conseguenze di tare ataviche che pertengono alla persistenza di una mentalità chiusa e diffidente. Una mentalità refrattaria, per una sorta di antica e invincibile “cocciutaggine”, alle norme di cooperazione e lealtà astratta che si richiedono in una società complessa; una mentalità incline, per tanto, all’opportunismo. Qui l’autore prova a offrire chiavi descrittive e interpretative diverse. Non l’omertà, non l’arretratezza culturale, non la religiosità tradizionale è ciò a cui fare riferimento per descrivere l’universo delle motivazioni dell’agire sociale degli abitanti del Sud, ma le specifiche forme che queste motivazioni assumono in un contesto che non è più quello della società contadina e semifeudale dell’oleografia del Mezzogiorno. Si potrebbe allora scoprire che il cosiddetto brodo di coltura della mafia, oggi, non è l’omertà ma l’illegalità diffusa come condotta razionale in contesti a elevata diffidenza; che l’abusivismo edilizio non è l’esito della concezione proprietaria contadina che sul podere rivendica piena potestà, ma calcolo economico e patrimoniale razionale; che non è una generica carenza di capitale sociale a generare i problemi tipici del Mezzogiorno, ma una specifica sfiducia o, peggio, diffidenza verso le istituzioni.
Lingua originaleItalian
EditoreSalvatore Sciascia
Numero di pagine152
ISBN (stampa)978-88-8241-279-1
Stato di pubblicazionePublished - 2008

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Gucciardo G (2008). CAPITALE SOCIALE E SENSO CIVICO NEL MEZZOGIORNO. Salvatore Sciascia.

CAPITALE SOCIALE E SENSO CIVICO NEL MEZZOGIORNO. / Gucciardo G.

Salvatore Sciascia, 2008. 152 pag.

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Gucciardo G 2008, CAPITALE SOCIALE E SENSO CIVICO NEL MEZZOGIORNO. Salvatore Sciascia.
Gucciardo G. CAPITALE SOCIALE E SENSO CIVICO NEL MEZZOGIORNO. Salvatore Sciascia, 2008. 152 pag.
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N2 - I saggi che compongono questo libro muovono dall’ambizione di riuscire a vedere il Sud al di là delle spiegazioni sommarie e con spirito scevro da moralismi. Il luogo comune da cui guardarsi è quello per il quale i mali del Sud sono conseguenze di tare ataviche che pertengono alla persistenza di una mentalità chiusa e diffidente. Una mentalità refrattaria, per una sorta di antica e invincibile “cocciutaggine”, alle norme di cooperazione e lealtà astratta che si richiedono in una società complessa; una mentalità incline, per tanto, all’opportunismo. Qui l’autore prova a offrire chiavi descrittive e interpretative diverse. Non l’omertà, non l’arretratezza culturale, non la religiosità tradizionale è ciò a cui fare riferimento per descrivere l’universo delle motivazioni dell’agire sociale degli abitanti del Sud, ma le specifiche forme che queste motivazioni assumono in un contesto che non è più quello della società contadina e semifeudale dell’oleografia del Mezzogiorno. Si potrebbe allora scoprire che il cosiddetto brodo di coltura della mafia, oggi, non è l’omertà ma l’illegalità diffusa come condotta razionale in contesti a elevata diffidenza; che l’abusivismo edilizio non è l’esito della concezione proprietaria contadina che sul podere rivendica piena potestà, ma calcolo economico e patrimoniale razionale; che non è una generica carenza di capitale sociale a generare i problemi tipici del Mezzogiorno, ma una specifica sfiducia o, peggio, diffidenza verso le istituzioni.

AB - I saggi che compongono questo libro muovono dall’ambizione di riuscire a vedere il Sud al di là delle spiegazioni sommarie e con spirito scevro da moralismi. Il luogo comune da cui guardarsi è quello per il quale i mali del Sud sono conseguenze di tare ataviche che pertengono alla persistenza di una mentalità chiusa e diffidente. Una mentalità refrattaria, per una sorta di antica e invincibile “cocciutaggine”, alle norme di cooperazione e lealtà astratta che si richiedono in una società complessa; una mentalità incline, per tanto, all’opportunismo. Qui l’autore prova a offrire chiavi descrittive e interpretative diverse. Non l’omertà, non l’arretratezza culturale, non la religiosità tradizionale è ciò a cui fare riferimento per descrivere l’universo delle motivazioni dell’agire sociale degli abitanti del Sud, ma le specifiche forme che queste motivazioni assumono in un contesto che non è più quello della società contadina e semifeudale dell’oleografia del Mezzogiorno. Si potrebbe allora scoprire che il cosiddetto brodo di coltura della mafia, oggi, non è l’omertà ma l’illegalità diffusa come condotta razionale in contesti a elevata diffidenza; che l’abusivismo edilizio non è l’esito della concezione proprietaria contadina che sul podere rivendica piena potestà, ma calcolo economico e patrimoniale razionale; che non è una generica carenza di capitale sociale a generare i problemi tipici del Mezzogiorno, ma una specifica sfiducia o, peggio, diffidenza verso le istituzioni.

KW - Capitale sociale; senso civico; legalità; clientelismo teoria dei giochi; Mezzogiorno; religiosità

UR - http://hdl.handle.net/10447/45926

M3 - Book

SN - 978-88-8241-279-1

BT - CAPITALE SOCIALE E SENSO CIVICO NEL MEZZOGIORNO

PB - Salvatore Sciascia

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