Attrazioni fatali: genitori e figli nel quotidiano mafioso

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Abstract

Assumendo una prospettiva di osservazione dall’interno e facendo oggetto di analisi le dinamiche relazionali tra genitori e figli nella vita quotidiana di Cosa Nostra, il contributo intende offrire spunti di riflessione sul tema – finora poco indagato – delle modalità di trasmissione culturale dei ruoli e dei “valori” mafiosi nei contesti criminali di Cosa Nostra e delle ragioni dell’eventuale successo o insuccesso di tale processo di socializzazione. Tenendo sullo sfondo ricerche e dati statistici sulla presenza dei minori in Cosa Nostra, il saggio approfondisce alcune storie significative, che raccontano di percorsi molto variegati e che finiscono per disegnare un universo composito che contempla posizioni di emulazione, di obbedienza, accompagnati da processi di identificazione, ma anche profonde e dolorose lacerazioni che – in alcuni casi – conducono gli eredi di antiche dinastie mafiose a vere e proprie rotture nella tradizione e nei valori familiari. Si parla della “banalità del male”, per dirla con Hannah Arendt, del “disimpasto delle pulsioni” (quelle sessuali e quelle aggressive) cui accenna Renate Siebert o “dell’assenza di coscienza del tragico” cui si riferisce Max Weber; in ogni caso, queste storie mostrano mondi paralleli che consentono alle donne di amare degli assassini, agli uomini di compiere gesti di estremo cinismo e di enorme tenerezza, agli adolescenti di macchiarsi – senza grande consapevolezza – di crimini efferati, alternando nel quotidiano insicurezze infantili e situazioni di degrado esasperate. Una quotidianità abnorme, paradossale, in cui – tuttavia – le contraddizioni vengono vissute senza offrire spazio al dubbio, se non quando ci si trova di fronte ad eventi traumatici. In questo scenario composito, l’interrogativo che ci si pone è quello relativo agli spazi di “libertà” che possono sopravvivere dentro il contesto esasperatamente totalizzate che configura il mondo mafioso. E proprio lo studio dei luoghi e delle situazioni di potenziale frattura, di latente contraddizione, lascia spazio alla speranza in una possibile azione di decostruzione del pensiero unico mafioso.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteAttraverso lo specchio. Scritti in onore di Renate Siebert
Pagine153-175
Numero di pagine23
Stato di pubblicazionePublished - 2012

Cita questo

Dino, A. (2012). Attrazioni fatali: genitori e figli nel quotidiano mafioso. In Attraverso lo specchio. Scritti in onore di Renate Siebert (pagg. 153-175)