Atti nazionali inoppugnabili e diritto comunitario tra principio di effettività e competenze di attribuzione

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Abstract

Il lavoro concerne le pronunce in cui la Corte di giustizia affronta ex professo il tema dei rapporti tra il diritto comunitario e gli atti nazionali inoppugnabili . Con quest’ultima espressione ci riferiamo sia alle sentenze nazionali coperte da autorità di cosa giudicata, sia agli atti amministrativi nazionali divenuti inoppugnabili per decorso del prescritto termine decadenziale.Segnatamente, la questione si pone in presenza di una res iudicata nazionale o di una decisione amministrativa nazionale definitiva contrastanti con il diritto comunitario .Si tratta di un tema assai delicato, relativamente al quale la Corte ha finora evitato di enunciare un principio giurisprudenziale unitario suscettibile di applicazione generale. L''approccio dei giudici di Lussemburgo sembra essere piuttosto quello di fornire al giudice del rinvio le indicazioni necessarie per risolvere la causa innanzi ad esso pendente, ancorando i principi giurisprudenziali enunciati alle circostanze della causa a quo.La conseguenza è un quadro giurisprudenziale variegato nel quale risulta poco chiaro il rapporto di ciascuna sentenza con i precedenti giurisprudenziali e, di conseguenza, la sua portata. Ciò, come è ovvio, produce una situazione di incertezza in capo ai giudici nazionali.L''articolo mira a comporre un quadro unitario della giurisprudenza della Corte, raggruppando le sentenze in oggetto in tre distinti filoni giurisprudenziali sulla base del modello di controversia da cui originano. Ciò al fine di vagliare la coerenza di tale corpus giurisprudenziale ed analizzare le singole sentenze che ne fanno parte.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)773-823
RivistaIL DIRITTO DELL'UNIONE EUROPEA
Volume4
Stato di pubblicazionePublished - 2008

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