Architettura stratigrafica ed evoluzione del Golfo di Pozzuoli negli ultimi 15 ka:una nuova prospettiva sulla caldera del Tufo Giallo Napoletano,Campi Flegrei, margine tirrenico orientale.

Risultato della ricerca: Other

Abstract

I Campi Flegrei rappresentano un distretto vulcanico attivo che si sviluppa al confine tra il settore emersoe sommerso del margine continentale campano. Il distretto vulcanico occupa una superficie di circa 200 km2,è strutturalmente dominato da una caldera di collasso del diametro di circa 8 km formatasi in seguitoall’eruzione del Tufo Giallo Napoletano (TGN), un deposito ignimbritico del volume di 30-50 km3 DenseRock Equivalent, datato a 15 ka B.P. circa, ed è attivo da almeno 78 ka B.P circa.L’obiettivo di questo lavoro è di ricostruire l’architettura stratigrafica e l’evoluzione vulcanotettonicatardo-Quaternaria del sistema caldera di collasso - faglia anulare - risorgenza intra-calderica del settoresommerso della caldera del TGN. A tal fine è stata analizzata una fitta maglia di profili sismici a riflessionemonocanale di alta (Sparker) ed altissima (Subbottom Chirp) risoluzione. I dati sismici sono statisuccessivamente integrati sia con quelli ottenuti dall’analisi di carotaggi a gravità e batimetrici multibeamche con quelli disponibili in letteratura e, nell’insieme, analizzati in ambiente GIS.I nuovi dati indicano che il settore interno dell’area collassata a seguito dell’eruzione del TGN evolveinizialmente in condizioni di mare basso. L’area intra-calderica viene successivamente interessata dallaformazione di una struttura antiforme (risorgenza intra-calderica) il cui tasso di sollevamento è statocomparabile con l’innalzamento eustatico nell’intervallo Pleistocene superiore – Olocene [Lambeck et al.,2011]. A circa 10 ka B.P. il settore centrale della struttura risorgente raggiunge l’esposizione subaerea(terrazzo morfologico de “La Starza”).La calibrazione dei profili sismici Chirp con markers tefro-stratigrafici riconosciuti in un carotaggio edatati al 1538 A.D., 79 A.D. indica l’instaurarsi di un periodo di subsidenza in epoca post-Romana, registratodall’annegamento di 10-25 m del cuneo di progradazione infralittorale rispetto alle profondità di equilibriofunzionale attualmente segnalate in area Mediterranea. L’interpretazione sismostratigrafica rivela, inoltre, lapresenza di fluidi che risalgono attraverso la zona di faglia anulare che delimita la caldera del TGN.BibliografiaLambeck, K., Antonioli, F., Anzidei, M., Ferranti, L., Leoni, G., Scicchitano, G., Silenzi, S., (2011). Sealevel change along the Italian coast during the holocene and projections for the future. QuaternaryInternational, 232, 250-257.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2013

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