Architettura balneare, un paesaggio artificiale del XX secolo

Risultato della ricerca: Otherpeer review

Abstract

La reversibilità degli interventi è il requisito primario che le normative individuano oggi per le costruzioni in aree considerate di interesse paesaggistico.Esiste una reale alternativa al modello di sostenibilità perseguito da questo approccio? In che misura si può considerare responsabilità collettiva dell’architettura moderna il fatto che la stessa parola cemento sia stata demonizzata?Il saggio cerca di dimostrare come il tipo dell’architettura balneare, così fragile e recente, sia inaspettatamente un terreno di sperimentazione per l’architettura moderna e debba rientrare anche per questo a pieno titolo nel patrimonio da salvaguardare. Con l’auspicio che uno sguardo unitario sul territorio costiero, abitualmente analizzato per singole competenze, rintracci i possibili punti in cui una nuova tutela possa ripartire dal binomio costruito-paesaggio, nella consapevolezza dell’inscindibilità della loro salvaguardia.
Lingua originaleItalian
Pagine905-915
Numero di pagine11
Stato di pubblicazionePublished - 2010

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