Approdi e porti turistici

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Abstract

Se si vuole lanciare la portualità nautica del Mezzogiorno, sfruttando una risorsa turistica dalle enormi potenzialità, è inutile pensare ad un mega piano di nuove edificazioni, mentre è invece indispensabile concentrare risorse, attenzioni e progettualità sul marketing. Il vero problema del Mezzogiorno non è tanto la carenza infrastrutturale, che pure esiste e spesso si concretizza in porti e marine inadeguate ai compiti che dovrebbero e potrebbero svolgere, bensì l'incapacità di mettere in rete le risorse esistenti (molte delle quali in stato di abbandono o comunque sottoutilizzate) e di "venderle" ai potenziali utilizzatori. La nautica oggi non è più un fenomeno di élite ma un impiego del tempo libero sempre più generalizzato che può utilizzare un patrimonio naturale come il mare, trasformandolo in una risorsa economica non indifferente. La sola provincia di Palermo (di cui fa parte l'isola di Ustica) si distende su 200 chilometri di costa (e annovera numerose località di interesse culturale, turistico e nautico dove c' è una grande richiesta di posti barca. Nella stessa provincia si prevede di creare 1000 nuovi posti barca, e in tutta la Sicilia di raddoppiarli. Oltre ai posti barca.il recupero di certe aree e la creazione di servizi turistici e di servizi tecnici adeguati potrà dare maggiore visibilità alla Sicilia.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteSTRATEGIE DEL DESIGN PER IL MEDITERRANEO USTICA, DESTAGIONALIZZAZIONE E DESIGN
Pagine47-49
Numero di pagine3
Stato di pubblicazionePublished - 2004

Cita questo

Inzerillo, B. (2004). Approdi e porti turistici. In STRATEGIE DEL DESIGN PER IL MEDITERRANEO USTICA, DESTAGIONALIZZAZIONE E DESIGN (pagg. 47-49)