APPROCCIO CLINICO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE PROTESIZZATO D'ARTO INFERIORE

Risultato della ricerca: Chapter

Abstract

Nella chirurgia sostitutiva protesica, ripercorrendo le tappe riabilitative e analizzandone le modalità e letecniche, si evince che è possibile permettere al paziente il riapprendimento della corretta deambulazione con la riorganizzazione di tutte le fasi e della gestualità corrente per il reinserimento efficace nel contesto sociale di appartenenza.Oltre che dal punto di vista puramente motorio, il soggetto deve essere seguito anche sotto l’aspetto della psicomotricità e nel rispetto di importanti esigenze psicologiche. Viene sorretto, incoraggiato, ma soprattutto responsabilizzato sul fatto che per la ripresa completa si rende indispensabile la sua partecipazione attiva e la costanza dell’impegno. I riflessi pratici di una guarigione efficace e completa sono quindi estremamente proficui per il soggetto, il quale avverte in sé la capacità di ottemperare all’impegno del proprio recupero; seppur con stati d’ansia che insidiano il suo equilibrio, egli tenderà a proiettarsi nel suo futuro che quindi non apparirà denso di incognite. Non vi sarà commiserazione né emarginazione, ma voglia di vivere in una società che, anche se disumanizza i rapporti fra le differenti fasce di età, offre interessi e spazi per quanti sappiano organizzare la propria esistenza senza frustrazioni, remore e tentennamenti. La riabilitazione del protesizzato è un processo complesso perché non riguarda solamente il recupero della funzionalità della singola articolazione ma è rivolto a un riaddestramento globale del soggetto a una nuova modalità di vita relazionale.Il programma riabilitativo, quindi, deve essere personalizzato sul singolo e deve proporsi obiettivi differenti in base alle condizioni generali (anche cognitive). È necessario rendere possibile il raggiungimento di un livello di autosufficienza e autonomia motoria tale da permettere il ritorno alle normali attività di vita quotidiana.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteNUOVO TRATTATO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE
Pagine2039-2058
Numero di pagine20
Stato di pubblicazionePublished - 2008

Cita questo

Letizia Mauro, G., Sanfilippo, A., Cataldo, P., & Maltese, V. (2008). APPROCCIO CLINICO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE PROTESIZZATO D'ARTO INFERIORE. In NUOVO TRATTATO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE (pagg. 2039-2058)

APPROCCIO CLINICO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE PROTESIZZATO D'ARTO INFERIORE. / Letizia Mauro, Giulia; Sanfilippo, Antonino; Cataldo, Pietro; Maltese, Vincenzo.

NUOVO TRATTATO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE. 2008. pag. 2039-2058.

Risultato della ricerca: Chapter

Letizia Mauro, G, Sanfilippo, A, Cataldo, P & Maltese, V 2008, APPROCCIO CLINICO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE PROTESIZZATO D'ARTO INFERIORE. in NUOVO TRATTATO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE. pagg. 2039-2058.
Letizia Mauro G, Sanfilippo A, Cataldo P, Maltese V. APPROCCIO CLINICO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE PROTESIZZATO D'ARTO INFERIORE. In NUOVO TRATTATO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE. 2008. pag. 2039-2058
Letizia Mauro, Giulia ; Sanfilippo, Antonino ; Cataldo, Pietro ; Maltese, Vincenzo. / APPROCCIO CLINICO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE PROTESIZZATO D'ARTO INFERIORE. NUOVO TRATTATO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE. 2008. pagg. 2039-2058
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T1 - APPROCCIO CLINICO E RIABILITATIVO AL PAZIENTE PROTESIZZATO D'ARTO INFERIORE

AU - Letizia Mauro, Giulia

AU - Sanfilippo, Antonino

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PY - 2008

Y1 - 2008

N2 - Nella chirurgia sostitutiva protesica, ripercorrendo le tappe riabilitative e analizzandone le modalità e letecniche, si evince che è possibile permettere al paziente il riapprendimento della corretta deambulazione con la riorganizzazione di tutte le fasi e della gestualità corrente per il reinserimento efficace nel contesto sociale di appartenenza.Oltre che dal punto di vista puramente motorio, il soggetto deve essere seguito anche sotto l’aspetto della psicomotricità e nel rispetto di importanti esigenze psicologiche. Viene sorretto, incoraggiato, ma soprattutto responsabilizzato sul fatto che per la ripresa completa si rende indispensabile la sua partecipazione attiva e la costanza dell’impegno. I riflessi pratici di una guarigione efficace e completa sono quindi estremamente proficui per il soggetto, il quale avverte in sé la capacità di ottemperare all’impegno del proprio recupero; seppur con stati d’ansia che insidiano il suo equilibrio, egli tenderà a proiettarsi nel suo futuro che quindi non apparirà denso di incognite. Non vi sarà commiserazione né emarginazione, ma voglia di vivere in una società che, anche se disumanizza i rapporti fra le differenti fasce di età, offre interessi e spazi per quanti sappiano organizzare la propria esistenza senza frustrazioni, remore e tentennamenti. La riabilitazione del protesizzato è un processo complesso perché non riguarda solamente il recupero della funzionalità della singola articolazione ma è rivolto a un riaddestramento globale del soggetto a una nuova modalità di vita relazionale.Il programma riabilitativo, quindi, deve essere personalizzato sul singolo e deve proporsi obiettivi differenti in base alle condizioni generali (anche cognitive). È necessario rendere possibile il raggiungimento di un livello di autosufficienza e autonomia motoria tale da permettere il ritorno alle normali attività di vita quotidiana.

AB - Nella chirurgia sostitutiva protesica, ripercorrendo le tappe riabilitative e analizzandone le modalità e letecniche, si evince che è possibile permettere al paziente il riapprendimento della corretta deambulazione con la riorganizzazione di tutte le fasi e della gestualità corrente per il reinserimento efficace nel contesto sociale di appartenenza.Oltre che dal punto di vista puramente motorio, il soggetto deve essere seguito anche sotto l’aspetto della psicomotricità e nel rispetto di importanti esigenze psicologiche. Viene sorretto, incoraggiato, ma soprattutto responsabilizzato sul fatto che per la ripresa completa si rende indispensabile la sua partecipazione attiva e la costanza dell’impegno. I riflessi pratici di una guarigione efficace e completa sono quindi estremamente proficui per il soggetto, il quale avverte in sé la capacità di ottemperare all’impegno del proprio recupero; seppur con stati d’ansia che insidiano il suo equilibrio, egli tenderà a proiettarsi nel suo futuro che quindi non apparirà denso di incognite. Non vi sarà commiserazione né emarginazione, ma voglia di vivere in una società che, anche se disumanizza i rapporti fra le differenti fasce di età, offre interessi e spazi per quanti sappiano organizzare la propria esistenza senza frustrazioni, remore e tentennamenti. La riabilitazione del protesizzato è un processo complesso perché non riguarda solamente il recupero della funzionalità della singola articolazione ma è rivolto a un riaddestramento globale del soggetto a una nuova modalità di vita relazionale.Il programma riabilitativo, quindi, deve essere personalizzato sul singolo e deve proporsi obiettivi differenti in base alle condizioni generali (anche cognitive). È necessario rendere possibile il raggiungimento di un livello di autosufficienza e autonomia motoria tale da permettere il ritorno alle normali attività di vita quotidiana.

KW - ARTO INFERIORE

KW - PROTESI

KW - RIABILITAZIONE

UR - http://hdl.handle.net/10447/42743

M3 - Chapter

SN - 978-88-02-08028-4

SP - 2039

EP - 2058

BT - NUOVO TRATTATO DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE

ER -