Ancora sulle pitture con Arianna e Leda a Sabratha

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Abstract

ANCORA SULLE PITTURE CON ARIANNA E LEDA A SABRATHAIl contributo prende in esame la decorazione pittorica della volta e di gran parte di due pareti di un piccolo ambiente, rinvenuta in frammenti nello scavo della Casa di Leda (Regio II, ins. 6) e oggi esposta nella “Sala di Arianna e di Leda” del Museo Archeologico di Sabratha. Lo studio delle pitture, conosciute finora solo grazie a una breve nota di Gennaro Pesce apparsa sul Bollettino d’Arte nel 1951, rientra in una ricerca sull'edilizia privata di Sabratha coordinata da chi scrive, nell’ambito del progetto di studio e di pubblicazione dei vecchi scavi italiani condotto dalla Missione archeologica dell’Università di Palermo a Sabratha. I soggetti principali, raffigurati sui pannelli delle due pareti, sono il ritrovamento di Arianna da parte di Dioniso e gli amori di Leda e Zeus. La struttura architettonica e le dimensioni del piccolo vano sono compatibili con quelle dell’alcova di un cubiculum e il tema erotico che accomuna i soggetti scelti per la decorazione pittorica è ricorrente in questo tipo di ambiente. Dall’esame di questi affreschi sono emerse indicazioni interessanti (ad esempio per quanto riguarda gli elementi individuabili nella composizione del pannello di Arianna, non tutti riconducibili a modelli pittorici, ma anche al repertorio del rilievo neoattico, o ancora per la scelta, in quello di Leda, di un tipo iconografico del symplegma non comune in pittura), utili nell’analisi del ruolo delle maestranze locali anche in rapporto ai modelli impiegati, e del problema aperto dei centri d’irradiamento. Altra questione rilevante affrontata è quella della presenza a Sabratha della rappresentazione dell'epifania dionisiaca all’interno del repertorio decorativo parietale di tre diverse abitazioni: la diffusione del soggetto viene indagata in rapporto ai meccanismi di scelta da parte dei committenti delle scene da destinare alla decorazione della casa, in una città dove il culto di Dioniso/Liber Pater era particolarmente sentito. Ci si occupa infine dell’inquadramento cronologico degli affreschi della Casa di Leda, per il quale si fa riferimento, condividendone le ragioni di fondo, allo sviluppo della pittura parietale in Tripolitania tratteggiato da Antonino Di Vita, ma anche alle indicazioni emerse dai saggi inglesi condotti nella fascia settentrionale dell’isolato.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)83-94
Numero di pagine12
RivistaRIVISTA DELL' ISTITUTO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL' ARTE
Volume60 (2005)
Stato di pubblicazionePublished - 2010

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