Analisi della relazione fra estremi di precipitazione sub-oraria e temperatura superficiale in Sicilia

Arnone, E.

Risultato della ricerca: Paper

Abstract

La temperatura atmosferica influenza fortemente la precipitazione, in quanto l'aria più calda è in grado di contenere, sotto forma di vapore, più acqua rispetto all'aria più fredda e quindi ha un potenziale maggiore in termini di acqua disponibile per eventuali eventi meteorici. L’equazione termodinamica di Clausius-Clapeyron (CC) descrive la relazione tra pressione di vapore saturo e temperatura assoluta dell’aria. Considerando solo la zona superficiale dell’atmosfera a contatto con il suolo, in cui la pressione di vapore è pressoché costante e nell’ordine dell’1% della pressione assoluta, si può ipotizzare che l’umidità dell’aria cresca esponenzialmente con la temperatura secondo un tasso (CC-rate) pari a quello derivabile dall’equazione CC, cioè pari a circa il 7% per °C per temperature prossime a 0°C e 6%°C-1 per temperature superiori ai 24°C. Nell’ultimo decennio, la comunità scientifica ha dedicato grande attenzione alla verifica dell’esistenza di tale tipo di relazione in varie parti del mondo e all’analisi del rate e dei fattori che lo influenzano. Lenderink e van Meijgaard (2008) sono tra i pionieri di tale ricerca, avendo condotto un’analisi nei Paesi Bassi su un database di precipitazioni massime orarie con intensità sopra un determinato percentile e corrispondente temperatura superficiale. La stessa metodologia, con opportune varianti, è stata utilizzata in altri studi in varie regioni del mondo, dall’Europa (Lenderink and Van Meijgaard, 2008; Berg and Haerter, 2013; Berg et al., 2013; Loriaux et al., 2013; Blenkinsop et al., 2015) all’Oceania (Hardwick-Jones et al., 2010), dal Nord America (Shaw et al., 2011; Mishra et al., 2012b) all’Asia (Utsumi et al., 2011; Yu and Li, 2012). Dai vari studi emerge che la relazione tra temperature e precipitazioni estreme osservate non sempre è caratterizzabile dal tasso teorico (CC-rate), mostrando talvolta valori significativamente diversi, sia superiori (super-CC) che inferiori (sub-CC). Studi di questo tipo in regioni aride e semi-aride sono piuttosto limitati in letteratura; pertanto, l’obiettivo di questo lavoro è di valutare lo scaling-rate tra temperatura giornaliera e precipitazioni estreme (sia sub-orarie che orarie) in una regione semi-arida come la Sicilia (Italia).
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2018

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author = "{Arnone, E.} and Dario Pumo and Leonardo Noto and Giuseppina Carlino",
year = "2018",
language = "Italian",

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TY - CONF

T1 - Analisi della relazione fra estremi di precipitazione sub-oraria e temperatura superficiale in Sicilia

AU - Arnone, E.

AU - Pumo, Dario

AU - Noto, Leonardo

AU - Carlino, Giuseppina

PY - 2018

Y1 - 2018

N2 - La temperatura atmosferica influenza fortemente la precipitazione, in quanto l'aria più calda è in grado di contenere, sotto forma di vapore, più acqua rispetto all'aria più fredda e quindi ha un potenziale maggiore in termini di acqua disponibile per eventuali eventi meteorici. L’equazione termodinamica di Clausius-Clapeyron (CC) descrive la relazione tra pressione di vapore saturo e temperatura assoluta dell’aria. Considerando solo la zona superficiale dell’atmosfera a contatto con il suolo, in cui la pressione di vapore è pressoché costante e nell’ordine dell’1% della pressione assoluta, si può ipotizzare che l’umidità dell’aria cresca esponenzialmente con la temperatura secondo un tasso (CC-rate) pari a quello derivabile dall’equazione CC, cioè pari a circa il 7% per °C per temperature prossime a 0°C e 6%°C-1 per temperature superiori ai 24°C. Nell’ultimo decennio, la comunità scientifica ha dedicato grande attenzione alla verifica dell’esistenza di tale tipo di relazione in varie parti del mondo e all’analisi del rate e dei fattori che lo influenzano. Lenderink e van Meijgaard (2008) sono tra i pionieri di tale ricerca, avendo condotto un’analisi nei Paesi Bassi su un database di precipitazioni massime orarie con intensità sopra un determinato percentile e corrispondente temperatura superficiale. La stessa metodologia, con opportune varianti, è stata utilizzata in altri studi in varie regioni del mondo, dall’Europa (Lenderink and Van Meijgaard, 2008; Berg and Haerter, 2013; Berg et al., 2013; Loriaux et al., 2013; Blenkinsop et al., 2015) all’Oceania (Hardwick-Jones et al., 2010), dal Nord America (Shaw et al., 2011; Mishra et al., 2012b) all’Asia (Utsumi et al., 2011; Yu and Li, 2012). Dai vari studi emerge che la relazione tra temperature e precipitazioni estreme osservate non sempre è caratterizzabile dal tasso teorico (CC-rate), mostrando talvolta valori significativamente diversi, sia superiori (super-CC) che inferiori (sub-CC). Studi di questo tipo in regioni aride e semi-aride sono piuttosto limitati in letteratura; pertanto, l’obiettivo di questo lavoro è di valutare lo scaling-rate tra temperatura giornaliera e precipitazioni estreme (sia sub-orarie che orarie) in una regione semi-arida come la Sicilia (Italia).

AB - La temperatura atmosferica influenza fortemente la precipitazione, in quanto l'aria più calda è in grado di contenere, sotto forma di vapore, più acqua rispetto all'aria più fredda e quindi ha un potenziale maggiore in termini di acqua disponibile per eventuali eventi meteorici. L’equazione termodinamica di Clausius-Clapeyron (CC) descrive la relazione tra pressione di vapore saturo e temperatura assoluta dell’aria. Considerando solo la zona superficiale dell’atmosfera a contatto con il suolo, in cui la pressione di vapore è pressoché costante e nell’ordine dell’1% della pressione assoluta, si può ipotizzare che l’umidità dell’aria cresca esponenzialmente con la temperatura secondo un tasso (CC-rate) pari a quello derivabile dall’equazione CC, cioè pari a circa il 7% per °C per temperature prossime a 0°C e 6%°C-1 per temperature superiori ai 24°C. Nell’ultimo decennio, la comunità scientifica ha dedicato grande attenzione alla verifica dell’esistenza di tale tipo di relazione in varie parti del mondo e all’analisi del rate e dei fattori che lo influenzano. Lenderink e van Meijgaard (2008) sono tra i pionieri di tale ricerca, avendo condotto un’analisi nei Paesi Bassi su un database di precipitazioni massime orarie con intensità sopra un determinato percentile e corrispondente temperatura superficiale. La stessa metodologia, con opportune varianti, è stata utilizzata in altri studi in varie regioni del mondo, dall’Europa (Lenderink and Van Meijgaard, 2008; Berg and Haerter, 2013; Berg et al., 2013; Loriaux et al., 2013; Blenkinsop et al., 2015) all’Oceania (Hardwick-Jones et al., 2010), dal Nord America (Shaw et al., 2011; Mishra et al., 2012b) all’Asia (Utsumi et al., 2011; Yu and Li, 2012). Dai vari studi emerge che la relazione tra temperature e precipitazioni estreme osservate non sempre è caratterizzabile dal tasso teorico (CC-rate), mostrando talvolta valori significativamente diversi, sia superiori (super-CC) che inferiori (sub-CC). Studi di questo tipo in regioni aride e semi-aride sono piuttosto limitati in letteratura; pertanto, l’obiettivo di questo lavoro è di valutare lo scaling-rate tra temperatura giornaliera e precipitazioni estreme (sia sub-orarie che orarie) in una regione semi-arida come la Sicilia (Italia).

UR - http://hdl.handle.net/10447/302410

M3 - Paper

ER -