Ampelonimia siciliana e tassonomia popolare: tra nomi e referenti scomparsi

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Abstract

Il contributo parte dall’accertamento in sincronia di tre cataloghi ampelonimici collocabili tra la fine del XVII sec. e la prima metà del XIX: due di questi (l’Hortus Catholicus di padre Francesco Cupani e il Vertunno Etneo di padre Gioacchino Geremia) risultano molti noti ai botanici, uno è un testo inedito (Dizionario botanico siculo-latino di Antonio Bonanno). Nei tre documenti vengono accuratamente descritti vitigni siciliani, di cui vengono forniti la denominazione dialettale e i corrispondenti geosinonimi. Il trattamento linguistico dei tre botanici prevede sempre l’uso della iniziale maiuscola e di norma essi considerano gli ampelonimi come sostantivi autonomi e non come appellativi. Le denominazioni rispondono a motivazioni tassonomicamente fondate sulla provenienza, sulla qualità/quantità dell’uva prodotta, sulla forma o colore degli acini, ecc. Vengono qui riportati soltanto gli ampelonimi connessi, con certezza o per paretimologia, a etnici, antroponimi e toponimi.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)503-532
Numero di pagine30
RivistaRIVISTA ITALIANA DI ONOMASTICA
VolumeRivista italiana di onomastica
Stato di pubblicazionePublished - 2013

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