Agrigento nell'Ottocento: Schinkel, i viaggiatori e la cultura municipale

Risultato della ricerca: Otherpeer review

Abstract

A metà del A metà del XVIII secolo Winckelmann rilancia sulla ribalta internazionale l’interesse per le antichità agrigentine, di cui in realtà non si era mai persa la memoria e di cui rimanevano alcune prestigiose vestigia, ma che da quel momento in poi diventeranno una delle tappe obbligate del “grand tour” nell’isola. I “visitatori”che, sempre più numerosi durante i decenni successivi, si recheranno nella città dei templi – fra cui anche Schinkel nel 1804 – restituiranno un’immagine della città assolutamente contraddittoria: da una parte le rovine dell’antica Akrágas, dall’altra le deludenti architetture della contemporanea Girgenti; da una parte una élite municipale che nel frattempo aveva saputo promuovere la cultura letteraria ed antiquaria, dall’altra un’immagine della società agrigentina sprofondata nell’arretratezza e nell’incuria.In the mid-eighteenth century, Winckelmann raised interest in the international spotlight on the antiquities of Agrigento, which in fact had never lost the memory of which remained some vestiges prestigious, but from then on become one of the musts "grand tour" there. The "visitors" that more and more numerous during the following decades, will meet in the city of temples - including even Schinkel in 1804 - will return an image of the city is absolutely contradictory: on one hand the ruins of the ancient Akragas other the contemporary architecture of Girgenti disappointing; on one hand an elite city in the meantime had been able to promote literary and antiquarian, on the other an image of the Agrigento society backward and neglected.
Lingua originaleItalian
Pagine151-157
Stato di pubblicazionePublished - 2006

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