Voce senso forma del discorso filosofico

Progetto: Research project

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Le forme del pensiero secondo il suo sviluppo storico assumono, attraverso la voce degli autori, senso ulteriore nelle variabili del discorso interpretativo.
I concetti fondamentali della tradizione filosofica occidentale generano aporie tali da rendere il nesso pensiero-logos commisurabile alla mobilità di una frantumata e multiforme esperienza esistenziale.
L’enigmaticità dell’esistenza induce il pensiero astratto alla necessità di ritornare sui propri passi nel tentativo di un cominciare assoluto, cui corrisponde l’interrogazione sulla possibilità di senso del tempo e dello spazio riguardo al principio.
Rispetto a queste questioni la ricerca si avvale delle competenze nei diversi ambiti del discorso filosofico (logico, ermeneutico, metafisico, etico, teologico) e propone un confronto sui temi più cogenti del dibattito filosofico attuale e sulle loro radici storiche e teoretiche.
Il logos prende forma in un ‘racconto’ di sé che è il suo tempo e lo spazio della sua concreta esistenza: questo racconto, nonostante ogni sua eventuale interruzione o sospensione rende possibile analizzare il logos al di qua di ogni presunzione di una sua compiutezza o assolutezza.
Filosofia, letteratura, religione, scienza e arti condividono il campo senza confini della narrazione, cioè della parola (e del silenzio), della luce (e delle ombre), secondo intenzionalità differenti che, mediante il senso, creano spazi sempre ulteriori, spesso dividendo e non unendo.
La ricerca trova il suo cominciamento immediato nell’evidenza della molteplicità delle differenze attraverso cui il logos manifesta il suo dispiegarsi e a cui autori ed interpreti danno voce secondo i molteplici punti di vista che le raccontano.
Se i concetti hanno vita e se la realtà è tale solo perché riconducibile ad una visione di eventi, elemento essenziale del discorso appare l’esperienza del “punto di vista”, perché per immagini e parole esso tende ad un assoluto che, come tale, ingloba in uno spazio definito e contemporaneamente stimola al suo superamento e alla creazione di ogni possibile spazio esplorabile. Ma si tratta, in analogia all’arte del cinema, di un’assolutezza fondata sull’illusione del movimento e prodotta dall’estrema frammentazione delle riprese e delle inquadrature che può essere condotta all’infinito?
Questo progetto assume, dunque, come proprio soggetto il rapporto tra logos e racconto e mette in gioco il tempo, secondo la sua realtà aporetica per la filosofia, per la scienza, non meno che per l’esistenza.
Il tempo diventa una possibile chiave di lettura che chiama in giudizio alcuni momenti critici del pensare antico, medievale, moderno e contemporaneo, secondo un confronto che problematizza la posizione stessa e l’originario muoversi di ogni filosofo e discorso interpellati.
Il tempo espone, tra logos e racconto, la sua stessa realtà enigmatica e aporetica nella quale hanno origine ed espressione forme di pensiero e concetti, ma anche immagini e metafore che intessono l’inesauribile ‘storia’ del logos. La storia del pensiero filosofico e scientifico, le arti come anche la letteratura offrono un ampio e significativo terreno di verifica di questa chiave problematica, capace di istituire un’efficace dinamica di incontro e confronto critico di differenti ambiti disciplinari.
‘Voce’, ‘senso’, ‘forma’ indicano così un percorso di approfondimento del soggetto, dato dalla relazione tra logos e racconto, e riflettono nello loro stesso proporsi come termini del logos i punti nodali del suo movimento segnato dalla sua multiforme difficile realtà: ‘voce’, ‘senso’, ‘forma’ costituiscono quasi le stazioni obbligate di un percorso che intende tematizzare la realtà del logos nelle sue possibili espressioni (scientifica, psicologica, letteraria, artistica, logica, teologica, filosofica), non astrattamente, ma attraverso un’indagine a più voci per testimoniare la
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/12 → …

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