Valutazione della biodiversità, dei meccanismi di dispersione e della capacità di colonizzazione del fitoplancton in un sistema di stagni Mediterranei (Biviere di Gela e stagni temporanei di Piana del Signore).

Progetto: Research project

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Il funzionamento di un ecosistema acquatico dipende in larga misura dalla diversità morfologica e funzionale dei suoi popolamenti fitoplanctonici. Tale diversità è a sua volta generata dalla esistenza di filtri ambientali che consentono lo sviluppo e determinano la struttura del fitoplancton. La disponibilità di risorse (in primis nutrienti e luce), l'idrodinamismo, le variazioni di temperatura sono i fattori che maggiormente contribuiscono a definire la struttura dei popolamenti fitoplanctonici negli ecosistemi acquatici continentali e numerosi studi ne hanno confermato l'importanza. Al contrario, i fattori che consentono a questi organismi di disperdersi e colonizzare un ambiente acquatico sono poco studiati. I corpi idrici continentali possono essere infatti considerati alla stregua di isole e gli organismi che li popolano devono essere in grado di superare la barriera costituita dagli ecosistemi terrestri che li circondano per poter colonizzare un nuovo ecosistema. L’evidenza dei fatti (non esiste virtualmente ecosistema acquatico continentale privo di fitoplancton) dimostra che gli organismi fitoplanctonici hanno una elevata capacità di dispersione e colonizzazione. Tuttavia non esistono dati certi relativi ai meccanismi che permettono tale dispersione e tantomeno sui fattori che determinano il successo di una nuova colonizzazione. La comprensione di questi meccanismi è di fondamentale importanza per la valutazione della biodiversità regionale anche in relazione alle eventuali modificazioni ambientali indotte dai cambiamenti climatici. La presente indagine ha per obiettivo lo studio dei meccanismi di dispersione e colonizzazione del fitoplancton in un sistema di stagni mediterranei: il Biviere di Gela e gli stagni di Piana del Signore.
Il Biviere di Gela, localizzato in provincia di Caltanissetta e separato dal mare da un cordone dunale, è il più importante lago naturale costiero siciliano nonché una area umida di importanza internazionale per l’avifauna migratoria, come evidenziato dalla sua designazione come sito Ramsar (www.ramsar.org). Il lago è oggi protetto come Riserva Naturale Orientata affidata in gestione alla LIPU. Nel corso della sua storia recente il lago stesso e il suo bacino idrografico sono stati interessati da numerosi interventi antropici che ne hanno incrementato la produttività. Inoltre, le caratteristiche chimiche delle acque e l’idroperiodo stesso del lago sono cambiati più volte da dolce a salmastro o iperalino, e da permanente ad astatico o temporaneo, con sensibili conseguenze sulla natura del biota ospitato. Una emunzione d’acqua eccessiva e uno scarico di inquinanti incontrollato ha portato negli scorsi anni ad un collasso dell’ecosistema, attualmente in fase di lenta ripresa. In prossimità del Biviere di Gela è presente un sistema di pantani temporanei costieri che sopravvivono nella piana di Gela e che non sono ad oggi sottoposti ad un piano specifico di tutela malgrado il loro elevato valore conservazionistico. I pantani superstiti, che fanno parte di un sistema che in passato si sviluppava lungo tutta la costa meridionale della Sicilia, si sviluppano da Manfria a Piana del Signore, mostrando un gradiente di salinità crescente in direzione NO-SE.
L’ipotesi su cui si fonda la presente indagine è che lo stagno permanente Biviere di Gela costituisca il centro di dispersione principale dei popolamenti fitoplanctonici nel sistema di stagni della piana di Gela. Si suppone inoltre che gli stagni temporanei circostanti, asciutti durante il periodo estivo, vengano annualmente colonizzati da inoculi provenienti dal Biviere di Gela e che l’eventuale diversità tra gli stagni temporanei possa dipendere dalla loro distanza rispetto al centro di dispersione e dall'effetto generato dai filtri ambientali (p.es. il gradiente di salinità che li caratterizza).
Nei due anni di indagine ci si propone pertanto di analizzare la struttura dei popolamenti fitoplanc
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/12 → …

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