Tradizione e innovazione nella poesia d'amore mediolatina

Progetto: Research project

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Il programma di ricerca dal titolo «Tradizione e innovazione nella poesia d'amore mediolatina» si propone di analizzare sia in prospettiva diacronica (nello svolgimento dei tempi, dall'epoca tardo-antica alla fine del Medioevo), sia in prospettiva sincronica (studio dei temi, delle forme, dei motivi ricorrenti) il ricchissimo panorama di poesia amorosa del Medioevo latino, da Venanzio Fortunato fino al XIII secolo, passando, soprattutto, attraverso le grandi raccolte liriche dei secc. XI-XIII («Carmina Cantabrigiensia», «Carmina Rivipullensia», «Carmina Arundelliana» e, in modo particolare, «Carmina Burana»). In particolare, si cercherà di approfondire, all'interno della produzione amorosa mediolatina (e all'interno di ciascun singolo "pezzo" analizzato) le componenti di "tradizione" (richiami ai classici, in particolare all'Ovidio elegiaco, e alla Bibbia, in particolare il «Cantico dei Cantici») e di "innovazione" (attualizzazione dei temi e delle forme, rapporti con la società contemporanea, nuovi generi letterari, e così via) che contraddistinguono il patrimonio della poesia latina medievale di argomento amoroso. Quando sarà poi necessario, non si mancherà di istituire e stabilire rapporti con la coeva (o di poco posteriore) produzione lirica amorosa in volgare.

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L'obiettivo principale che il programma di ricerca dal titolo «Tradizione e innovazione nella lirica amorosa mediolatina» si prefigge è teso ad identificare i tratti peculiari della produzione lirica latina nel periodo compreso tra la fine dell'evo antico e i prodromi dell'Umanesimo (insomma, dal VI al XIII secolo). Ciò che emergerà da una analisi ampia (ma certo non esaustiva, vista la quantità debordante dei testi) della produzione lirica amorosa in latino nel Medioevo riguarderà l'individuazione di alcuni elementi comuni alla varie composizioni, sia per quanto attiene alle componenti linguistiche e metriche, sia per quanto concerne le caratteristiche contenutistiche, stilistiche, letterarie dei diversi componimenti via via analizzati. In primo luogo sarà necessario ripercorrere i testi e gli autori (i principali e più significativi) che, ovviamente, costituscono il punto di partenza imprescindibile per l'indagine che si propone di effettuare, e cioè, in ordine cronologico, Venanzio Fortunato, Marbodo di Rennes, Balderico di Bourgueil, Ildeberto di Lavardin, Ilario di Orléans e, soprattutto, le grandi sillogi poetiche dei secoli XI-XIII, i «Carmina Cantabrigiensia», i «Carmina Arundelliana», i «Carmina Rivipullensia» e, in modo particolare, i «Carmina Burana» (la seconda sezione della celebre raccolta, quella contenente, appunto, i carmi specificamente "amorosi"). In una fase successiva, l'analisi coinvolgerà anche generi non propriamente "amorosi" (ma nei quali l'elemento amoroso ricopre grande importanza), come la "commedia elegiaca" latina del XII e del XIII secolo la quale, sorprendentemente ma solo in apparenza, apre squarci notevoli sulla coeva lirica erotica e, soprattutto, mostra un sostrato di fondo "ovidiano" che a quella la accomuna significativamente. Non si mancherà poi, di volta in volta, di analizzare le componenti metriche e ritmiche delle poesie oggetto d'indagine: "metriche" e "ritmiche" perché, com è noto, mentre la poesia di stampo amoroso, almeno fino al X-XI secolo, è quasi tutta in versi "quantitativi" (soprattutto distici elegiaci, in virtù della predominante "imitatio" ovidiana), già a partire dall'XI secolo fa la sua comparsa una produzione in versi ritmici "accentuativi" che conoscerà una sbalorditiva espansione nel corso del XII e del XIII secolo (pur non cessando del tutto la contemporanea produzione in versi quantitativi).
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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