Testi numerologici e Pronostici nella tradizione germanica medievale

Progetto: Research project

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Nell’ambito della letteratura di tipo pseudo-scientifico e della cultura cosiddetta “popolare” che circolava in Europa in epoca medievale – in particolare in area germanica – si annoverano delle categorie di testi di natura eterogenea, che esprimono un aspetto rilevante della civiltà umana e della trasmissione del sapere, sia attraverso la tradizione latina che attraverso quella volgare. Si tratta di una gamma di documenti di vario genere, che comprende testi computistici, testi numerologici (che indagano sul simbolismo mistico dei numeri) e ancora testi di carattere astrologico-profetico, trattati divinatori, i cosiddetti pronostici. Questi ultimi rappresentano strumenti codificati per la predizione – basata sull’interpretazione di elementi naturali – di eventi futuri riguardanti sia la vita di singoli individui che il destino di intere comunità. In relazione alla diversa natura dei segni naturali e cosmologici interpretati, si distinguono vari tipi di pronostici: i lunari, che – basati sull’osservazione delle fasi lunari – formulavano previsioni sulla nascite, sui periodi di degenza, sul periodo in cui effettuare i salassi e sul significato dei sogni; i libri dei sogni; testi sull’interpretazione dei tuoni (brontoscopia); trattati che, in base al calendario, pronosticavano i giorni infausti dell’anno, ovvero i cosiddetti giorni egiziani (quando si credeva che Dio avesse inviato le piaghe d’Egitto);trattati in cui le previsioni si basavano sul giorno della settimana in cui cadeva il Natale o il Capodanno, le cui versioni latine sono tramandate di frequente sotto il nome di Esdra. La ricerca prevede, in primo luogo, l'analisi della natura e delle tipologie di tali testi nella tradizione germanica medievale, con particolare riguardo per le versioni attestate nelle Isole Britanniche sia in antico inglese, che in latino. Nel corso del progetto si esamineranno anche i rapporti che intercorrono tra tali testimonianze e testi appartenenti ad altri generi letterari, come alcune opere di carattere escatologico, in particolare, la leggenda dei quindici segni del giudizio universale o quella dei sette giorni antecedenti la fine del mondo (tematiche che, peraltro, rientrano negli interessi scentifici del responsabile della ricerca). In particolare, si segnalano alcune analogie tra i pronostici e le liste dei segni del giudizio, come l’impiego di topoi numerologici e l’associazione dei fenomeni predetti ad alcuni giorni specifici. Non è casuale l’occorrenza di tali testi nelle stesse compilazioni enciclopediche, come i Collectanea Pseudo-Bedae, che include una sezione di testi numerologici (tra cui i De Quindecim Signis e De duodecim lapidibus) e il ms Oxford, St John’s College 17 (XII sec.) che tramanda, assieme a testi computistici e divintatori, una versione dei quindici segni di Pier Damiani. Evidentemente questi testi, in virtù delle affinità che presentano, sono percepiti come analoghi e interconnessi e perciò trovano posto nelle stesse miscellanee.

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Obiettivo del progetto sarà lo studio dei testi numerologici e divinatori che circolavano nell’Inghilterra anglosassone, in special modo alla luce dei rapporti con opere di genere escatologico. Si focalizzerà l’attenzione su alcuni temi e motivi che i pronostici condividono con la leggenda dei segni del giudizio, ovvero il ricorso a moduli numerologici e la collocazione degli eventi predetti in giorni determinati. La ricerca si prefigge anche di individuare il tipo di relazione che lega due opere contenute nel ms St John’s College 17, ovvero la versione dei quindici segni del giudizio di Pier damiani e la cosiddetta Revelatio Esdrae, un trattato di genere profetico (le cui versioni latine sono talvolta tramandate anche sotto il nome di Ezechiele), che predice il tempo atmosferico ed altri eventi (per lo più relativi ai raccolti agricoli) per l’anno entrante, in considerazione del giorno della settimana in cui cade il Natale o il Capodanno. L’attribuzione ad Esdra si deve probabilmente al ruolo che questa figura letteraria ricopre nella tradizione apocalittica e profetica. In tal senso, il IV libro di Esdra (I sec. d. C.), opera indubbiamente nota nei circoli intellettuali Irlandesi, viene considerata come una delle fonti che sta alla base della elaborazione di alcuni segni premonitori del giudizio universale (come la rugiada di sangue che stilla dalle piante; il vagare senza meta delle bestie selvatiche; la perdita di senno degli esseri umani; il verificarsi di terremoti). Oggetto di studio saranno le versioni latine della Revelatio Esdrae (preservate nei mss Cotton Tiberius A iii, Cotton Titus D. xxvi, Cottonm Titus D. xxvii, Harley 3017) e quelle in antico inglese (attestate nei mss Cotton Tiberius A iii, Cotton Vespasian D. xiv, Hatton 115), in connessione al contesto codicologico in cui si trovano inserite e – più specificatamente – in rapporto ad altre versioni della leggenda dei quindici segni. L’intento è quello di rintracciare un trait d’union tra i pronostici e le opere escatologiche. Un altro caso emblematico sul quale indagare è rappresentato dal ms Cotton Vespasian D. xiv, in cui la versione anglosassone dei quindici segni del giudizio è seguita da un testo divinatorio in antico inglese, basato sull’interpretazione del tuono; inoltre lo stesso codice tramanda (f. 75v) una versione in vernacolo della Revelatio Esdrae. Si segnala, inoltre, che su questi temi il responsabile della ricerca ha riferito in un convegno presso l’Università di Leida nel 2005 e che sta preparando un articolo da pubblicarsi prossimamente in un numero speciale di Mediaevalia Groningana. Metodologie Il progetto prevede la raccolta del materiale bibliografico necessario allo svolgimento della ricerca, nonché il reperimento di microfilm e facsimili di manoscritti di area anglosassone che tramandano opere di carattere profetico, escatologico e numerologico. In particolare si dovranno recuperare i mss. che contengono le versioni latine della Revelatio Esdrae (London, British Library, Cotton Tiberius A iii; London, British Library, Cotton Titus D. xxvi; London, British Library, Cotton Titus D. xxvii; London, British Library, Harley 3017) e quelle in antico inglese (London, British Library, Cotton Tiberius A iii; London, British Library, Cotton Vespasian D. xiv; Oxford, Bodleian Library, Hatton 115). In una seconda fase, si renderà necessaria anche l’ispezione di tali codici e si condurrà un’approfondito esame dei testi in essi contenuti, delle loro relazioni reciproche, del loro stile e delle loro caratteristiche strutturali e tematiche. I risultati della ricerca saranno presentati nel corso di alcuni convegni e seminari e approderanno infine in una serie di articoli da pubblicarsi in riviste nazionali ed internazionali.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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