Testi escatologici del medioevo germanico

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Il tema della transitorietà della vita terrena, strettamente correlato all’idea di un’inevitabile fine del mondo e del genere umano, ha origini antichissime, che risalgono agli albori della civiltà, sebbene l’escatologia in quanto dottrina sulle «cose ultime», ossia come interpretazione del destino finale dell’uomo e del mondo, trovi piena elaborazione nelle grandi religioni monoteistiche. Con il Cristianesimo si afferma l’idea che la conclusione della storia terrena sia preceduta dalla parusia e dal Giudizio Universale. Riferimenti ad alcuni dei segni che annunciano tali eventi compaiono sia nell’Antico, che nel Nuovo Testamento e, ovviamente, nell’Apocalisse di Giovanni. Numerosi riferimenti escatologici sono contenuti anche negli apocrifi, come, ad esempio, nel IV Libro di Esdra. In quest’ambito nasce e si sviluppa la leggenda dei quindici segni premonitori del Giudizio Universale, ossia di prodigi ed eventi funesti che dovrebbero verificarsi nelle ultime due settimane antecedenti la fine del mondo. La leggenda prende forma in epoca medievale, attraverso la rielaborazione di temi e materiali desunti soprattutto da fonti patristiche (come le Divinae Institutiones di Lattanzio) e gode di ampia circolazione fino all’età moderna. I più antichi testi che contengono un elenco dei quindici segni distribuiti in quindici giorni sono una redazione in passato attribuita a Beda, l’Epistola de die iudicii di Pier Damiani, la Historia scholastica di Pietro Comestore, un testo anglonormanno (ms. 927, Bibliothèque Municipale di Tours) e una versione inserita nella Legenda Aurea di Iacopo da Varazze. Tali opere costituiscono gli archetipi cui si fanno risalire altrettante famiglie che raggruppano le numerose elencazioni in prosa e in poesia dei segni del Giudizio finora conosciute. La leggenda dei quindici segni premonitori del Giudizio Universale approda anche nelle tradizioni letterarie germaniche. Sono note trenta versioni tedesche, una medio-nederlandese, una antico-frisone e diciannove inglesi. La ricerca si propone di analizzare le versioni germaniche continentali più antiche (con particolare riguardo per quelle tedesche), al fine di individuare le tipologie di appartenenza, le analogie, le differenze e le peculiarità. Le liste dei segni del Giudizio sono tra loro interrelate e la loro articolazione interna presenta non di rado influssi reciproci, tanto che l’attribuzione a delle categorie prestabilite risulta talvolta un’operazione forzosa e non sempre applicabile. Attraverso i confronti tra tali redazioni si tenterà di far luce sui possibili rapporti di dipendenza o di filiazione di un testo da un altro, e di rintracciare, in ultima analisi, un eventuale filo conduttore che lega i temi e i motivi escatologici presenti nelle produzioni letterarie germaniche

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Nel medioevo europeo la leggenda dei segni del Giudizio Universale è stata elaborata a vari livelli e sotto numerose forme, sia poetiche che prosastiche. Uno studio di tale materia, attraverso l’analisi delle versioni continentali più antiche (in lingua tedesca, nederlandese, frisone), può rivelarsi estremamente utile per un’indagine di tipo comparativo che possa far luce sugli aspetti peculiari che la tradizione escatologica assume nel mondo germanico medievale. La ricerca si prefigge lo scopo di verificare come i motivi escatologici, e in particolare la leggenda dei quindici segni del Giudizio, siano rimaneggiati e sviluppati nel mondo germanico, modificando, talvolta in maniera sensibile, la rappresentazione dei singoli segni rispetto alle fonti latine. L’obiettivo di questo studio consiste nell’identificazione di alcuni tratti caratterizzanti della leggenda – quali, ad esempio, il movimento delle acque, la lotta delle pietre, la morte di tutti gli animali, il livellamento di monti e valli, il crollo delle città e, ancora, la grande conflagrazione universale – e nell’analisi delle trasformazioni che tali motivi subiscono nelle singole redazioni esaminate. Occorre individuare i casi di interferenza tra la leggenda dei segni del Giudizio ed altri filoni escatologici – quali, ad esempio, la leggenda dell’Anticristo (Tractatus de Antichristo di Adsone di Montier-en-Der) – che si manifestano attraverso l’introduzione nella leggenda di fenomeni e prodigi estranei alla narrazione tradizionale dei segni. Analogamente, andranno studiate le eventuali interpolazioni di tematiche proprie di altri generi letterari, come nel caso della ibridazione tra la letteratura del Fisiologo e la leggenda dei segni del Giudizio, che si riscontra nella versione del ms. 717 della Bayerische Staatsbibliothek di Monaco, in cui, nei segni del sesto e del settimo giorno, si trovano inserite due digressioni dedicate alla ‘natura’ di tre animali del bestiario: l’idrope (o antilope), la pantera e la fenice. Un aspetto interessante su cui indagare è anche rappresentato dalla destinazione d’uso di tali testi, che svolgevano un ruolo di primo piano anche come strumenti didattici nelle istituzioni scolastiche. In tal senso è indispensabile un esame delle redazioni dei segni del Giudizio in relazione al contesto codicologico cui appartengono, tenendo conto della tipologia degli altri documenti attestati nei manoscritti e della presenza di un eventuale apparato iconografico. Metodologie La ricerca verrà avviata con una raccolta preliminare di facsimili e microfilm dei manoscritti che contengono i testi più antichi sui segni del Giudizio di area continentale, tra i quali il ms. Vorau, Stiftsbibliothek, 276 per le versioni di Frau Ava e l’Erste Rüstringer Handschrift del Niedersächsisches Staatsarchiv di Oldenburg per la versione antico frisone. I codici vanno catalogati e analizzati sia dal punto di vista del contenuto, che sul piano della distribuzione dei documenti. Si procederà quindi alla trascrizione, e successivamente al confronto sistematico delle diverse redazioni sui segni del Giudizio, allo scopo di far emergere le differenze nella trattazione e nella successione dei singoli segni, sottolineando gli aspetti innovativi e specifici di ogni lista di segni rispetto al repertorio tradizionale della leggenda. La ricerca va poi focalizzata sull’analisi filologica delle versioni più significative della leggenda, di cui occorrerà approntare la traduzione e l’edizione critica, a seguito di un’opportuna ispezione dei manoscritti. I risultati ottenuti andranno pubblicati in un’opera globale che si propone di offrire una rappresentazione il più possibile ampia e dettagliata delle tematiche escatologiche nel patrimonio germanico continentale.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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