Dettagli progetto

Description

L’elevato livello di contaminazione ambientale della fascia costiera interessata dalle attività del polo petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta e la sua estensione, hanno portato il legislatore nazionale (L. 9 dicembre 1998, n. 426) ad inserire l’area di Priolo tra i Siti di Interesse Nazionale (SIN) e ad elaborare uno specifico “Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale” (DM Ambiente del 18 settembre 2001 n. 468), al fine di consentire, a causa degli elevati costi, il concorso pubblico nella realizzazione di interventi di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati. Si propone un progetto di ricerca e formazione ad elevata valenza ambientale da sviluppare nel SIN di Priolo, che si fonda sullo sviluppo di tecnologie avanzate in grado di suggerire prodotti, processi e servizi eco-compatibili ed eco-sostenibili, finalizzati alla realizzazione di interventi di bonifica, risanamento e recupero di ambienti marini costieri alterati da attività antropiche, stimolando l’interesse verso la maturazione di nuova imprenditoria di qualità che possa trovare inserimento in una nicchia di mercato ancora vacante. Sarà progettata e realizzata un’imbarcazione da lavoro a propulsione ibrida con motori alimentati da fonti di energia alternativa che consentirà di eseguire lavori di posa di opere marittime, l’acquisizione di dati utili al monitoraggio marino costiero e di supportare interventi di riforestazione mediante fanerogame marine.L’intervento di bonifica di siti contaminati e di ripristino dei fondali degradati assumerà un ruolo strategico in quanto concilierà gli obiettivi di risanamento (benefici ambientali) con quelli di sviluppo (positivi risvolti socio-economici), migliorando la qualità dei fondali e delle acque della fascia costiera interessata all’intervento a livelli compatibili con le esigenze di salute pubblica e con il rispetto dell’ambiente.Inoltre, il progetto avrà anche positivi risvolti a livello formativo ed occupazionale attraverso l’attivazione di un Master ad elevato contenuto metodologico pratico nel campo del monitoraggio, della bonifica e del ripristino di aree marine costiere degradate, e di borse di dottorato di ricerca e di assegni di ricerca in percorsi universitari di alta formazione di ricercatori e tecnici. La formazione di specifiche e altamente qualificate figure profesionali costituirà certamente una ulteriore opportunità di nuova occupazione e di mantenimento di quella esistente, oltre che un moltiplicatore di attività come conseguenza dei risultati del progetto.Il progetto di ricerca si articola in interventi pilota finalizzati alla messa a punto di prodotti, processi e servizi per il monitoraggio, la bonifica, il ripristino ambientale, la ricostruzione del paesaggio sommerso ed il recupero e rafforzamento dei beni e servizi prodotti dagli ecosistemi marini costieri alterati da attività antropiche. Nell’ambito del progetto saranno sviluppate e messe a punto tecnologie finalizzate a rendere eco-compatibili gli interventi di bonifica previsti nell’area dal suddetto decreto del MATTM. In tale contesto si inserisce il settore delle tecnologie avanzate nel monitoraggio dell’ambiente marino e delle biotecnologie applicate alla valutazione e conservazione della qualità ambientale, attraverso il biorisanamento (bioremediation), cioè l'utilizzo dei sistemi biologici per la riduzione dell'inquinamento dalle matrici ambientali. Saranno inoltre approfondite, anche attraverso l’utilizzo di brevetti, le conoscenze scientifiche su tecnologie avanzate ed eco-sostenibili di riforestazione con fanerogame marine

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obiettivo finale del progetto è sviluppare tecnologie avanzate in grado di generare prodotti, processi e servizi eco-compatibili ed eco-sostenibili, finalizzati alla realizzazione di interventi di monitoraggio, bonifica, risanamento e recupero di ambienti marini costieri alterati da attività antropiche.Le matrici acqua e sedimento forniscono indicazioni sui contaminanti presenti, ma non garantiscono informazioni sugli effetti ecologici, perché in molti casi i contaminanti presenti nell’ambiente si trovano in forme scarsamente biodisponibili. Per questo motivo gli indicatori biologici hanno assunto negli ultimi anni un ruolo chiave per la valutazione dello stato ecologico dell’ambiente marino. In tale contesto esistono però lacune di conoscenze sia in ambito strettamente ecologico, su approcci sperimentali e descrittori più idonei a quantificare questi beni e servizi chiave degli ecosistemi contaminati, sia in ambito tecnologico e strumentale rivolto a tecniche di monitoraggio innovative su parametri abiotici e biotici. Saranno, pertanto, messe a punto tecnologie orientate a “monitorare per recuperare”, ossia per riportare il sistema costiero ad una elevata naturalità e restituirlo alla comunità intera. Ai fini del risanamento ambientale, particolare attenzione è stata rivolta recentemente al biorisanamento (bioremediation), ossia all'utilizzo dei sistemi biologici per la riduzione dell'inquinamento. In generale vengono utilizzati piante e/o microrganismi. Il principio del biorisanamento è basato sul fatto che questi organismi si nutrono di sostanze inquinanti, bonificando indirettamente l'ambiente. Lo scopo è quello di eliminare l'inquinamento in modo naturale con un basso impatto ambientale. Nel caso specifico di fondali marini con sedimenti contaminati, in ambito costiero si è registrato, negli ultimi anni, un continuo sviluppo del settore delle biotecnologie e la loro applicazione alla valutazione e conservazione della qualità ambientale. I microrganismi sono quelli più usati, data la loro maggiore attitudine a degradare i composti inquinanti in composti semplici (CO2, acqua e sali inorganici). In ambito marino tali applicazioni potranno consentire il riutilizzo dei sedimenti dragati, previa decontaminazione, aprendo scenari interessanti dal punto di vista economico per le aziende che operano nell’ambito delle opere marittime.Il recupero ambientale passa anche attraverso il ripristino degli habitat e tra essi di quelli di particolare pregio ambientale, quali per esempio le prateria di fanerogame marine. Tali ecosistemi presentano anche un elevato valore in base ai beni e servizi offerti risultando il sistema ambientale più importante e produttivo nell’ambiente marino costiero, valutato circa 19,000$ per ettaro all’anno, un valore in media 25 volte più alto di quello dell’ambiente oceanico e di quello terrestre, 3 volte quello delle barriere coralline e 10 volte quello delle foreste tropicali (Costanza et al., 1997). In particolare l’ecosistema Posidonia si caratterizza in condizioni di equilibrio per l’elevato grado di stabilità, il lento ritmo di accrescimento vegetativo ed il ridotto apporto della riproduzione sessuata. Questi elementi limitano fortemente le capacità di ricolonizzazione di fondali non più sottoposti ad impatto antropico. È stato, infatti, stimato che, in condizioni naturali, il ripristino di una prateria degradata si realizza nell’ordine delle centinaia o anche delle migliaia di anni (Meinesz et al., 1991). In tali condizioni la regressione delle praterie diventa un fatto praticamente irreversibile, a meno di fav

Key findings

Ambiente e cambiamento climatico
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva1/1/1212/31/15