Studio sperimentale di processi di alterazione subiti da manufatti ceramici in seguito al contatto prolungato con acqua di mare.

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

L'alterazione e/o il degrado dei manufatti ceramici in ambiente marino sono processi molto complessi a causa delle numerose variabili coinvolte. Essi dipendono sia dalle caratteristiche intrinseche dell'impasto ceramico stesso (addensamento, dimensione e composizione del degrassante sabbioso, composizione e tessitura della massa di fondo, struttura del reticolo poroso, etc..) che dalle condizioni del mezzo acquoso (temperatura, salinità, pH, Eh, attività biologica, etc..). Gli studi scientifici focalizzati sul degrado dei materiali ceramici nel corso del seppellimento sono ad oggi inspiegabilmente carenti, soprattutto per ciò che concerne i ritrovamenti in ambiente subacqueo. Ciò contrasta con il fatto che tali tematiche siano state ben presto oggetto della ricerca archeometrica a partire dalla fine degli anni '60. Il presente progetto di ricerca risulta incentrato sullo studio delle variazioni chimiche, mineralogiche e fisiche che i manufatti ceramici subiscono in funzione delle loro differenti caratteristiche tessiturali e composizionali durante il periodo di permanenza nel fondale marino. Lo scopo principale di questo progetto è lo studio delle implicazioni che i processi di alterazione e/o degrado hanno sulle concentrazioni di determinati elementi nei reperti ceramici, ed il loro effetto sul trattamento dei dati chimici con il fine ultimo di identificare l'area di produzione a supporto delle ipotesi archeologiche formulate solo su una base stilistico-tipologica. Il progetto verrà articolato in tre fasi. La prima fase comprenderà il completamento delle ricerche bibliografiche ed un esame critico degli studi esistenti, con l'intento anche di indirizzare la successiva fase sperimentale. La seconda fase è finalizzata soprattutto all'ampliamento delle conoscenze sui processi di alterazione subiti dai manufatti ceramici in ambiente marino mediante l'acquisizione di dati su un numero significativo di campioni (prevalentemente anfore da trasporto fornite dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia), che verranno sottoposti ad analisi in microscopia ottica, XRD, XRF, SEM-EDS e, limitatamente ad un numero selezionato di campioni, anche ad analisi mediante ICP/MS ed ICP/OES (dosaggio più accurato degli elementi in traccia). Durante questa fase verranno altresì preparati dei provini sperimentali di impasti ceramici a composizione, tessitura, T di cottura ragionata e controllata, anche per lo sviluppo di specifiche caratteristiche nella distribuzione della dimensione dei pori. La terza fase, interamente sperimentale, consisterà nel porre i provini ceramici in vasche a sistema chiuso per simulare l'interazione con l'ambiente marino. Sui provini e sull'acqua di mare dopo tempi di interazione prefissati e crescenti (3, 6, 12, 18 mesi) verranno eseguite varie analisi di controllo per verificare e quantificare le modificazioni avvenute. Nei provini ceramici verranno monitorate le variazioni nella composizione mineralogica e nella composizione chimica; nell'acqua di mare, oltre la composizione chimica verranno misurati periodicamente le variazioni di pH ed Eh. Attraverso la verifica dell'entità della perturbazione indotta nella composizione dei provini ceramici sarà sviluppata una base di interpretazione quantitativa, verificando anche la possibilità di identificare specifici fattori di correzione validi per gli elementi maggiori o in traccia maggiormente coinvolti. I dati acquisiti risulteranno trasferibili ed utilizzabili per una migliore interpretazione, o per la soluzione, di svariati casi di studio archeologici, contribuendo ad allargar

Layman's description

Il progetto di ricerca proposto dall'Unità di Palermo, con piena consapevolezza della crescente attenzione da parte della comunità scientifica nei confronti del patrimonio archeologico sommerso considerato nel suo complesso, è finalizzato allo studio dei processi di alterazione subiti dai manufatti ceramici in seguito al contatto prolungato con acqua di mare. In primo luogo, le modificazioni indotte dalle peculiari condizioni ambientali in cui si rinvengono i reperti, ovvero le trasformazioni chimiche, mineralogiche e fisiche subite dagli stessi durante i lunghi periodi di interazione con l'acqua di mare, possono portare ad interpretazioni quantomeno difficoltose (talora anche del tutto erronee) nell'ambito di diverse problematiche puramente archeometriche, ed in particolare nel caso dei cosiddetti “studi di provenienza”. Pertanto, il presente progetto è prioritariamente finalizzato allo studio approfondito dei più diffusi meccanismi di alterazione riscontrati nei reperti ceramici provenienti da relitti sommersi e, attraverso un innovativo approccio sperimentale, intende verificare l'entità della perturbazione indotta nella “bulk composition” dei campioni ceramici ed anche, nel contempo, cercare di sviluppare una base di interpretazione quantitativa di tali fenomeni, verificando un eventuale utilizzo per il calcolo di specifici fattori di correzione validi per gli elementi maggiori o in traccia maggiormente coinvolti, sia per incremento (deposito entro gli spazi dei pori ed incrostazioni superficiali) che, al contrario, per sottrazione (dissoluzione). Gli obiettivi del progetto possono essere schematicamente riassunti nel modo seguente: 1. Valutare e correlare le trasformazioni chimiche, mineralogiche e fisiche indotte dal contatto prolungato con acqua di mare con le differenti caratteristiche tessiturali, mineralogiche, chimiche e porosimetriche di “campioni ceramici ideali” al fine di trarre indicazioni utili per lo studio di “campioni ceramici reali” (trasferibilità). 2. Valutare quantitativamente, per determinati elementi maggiori e/o in traccia, l'influenza che il contatto prolungato con acqua di mare può esercitare su manufatti ceramici già identificati come appartenenti a specifici “gruppi composizionali” chimicamente e mineralogicamente ben conosciuti, ovvero a semplici “Compositional Paste Reference Units (PCRU's)”. Conseguentemente, essere in grado di decidere se utilizzare o meno un reperto ceramico alterato in ambiente sommerso per l'istituzione di un eventuale gruppo composizionale o PCRU, anche attraverso l'uso di opportuni fattori di correzione. 3. Valutare le variazioni della composizione mineralogica dei campioni ceramici in stretta correlazione con i cambiamenti del chimismo in modo funzionale alla progettazione di procedure ottimali in fase di restauro e musealizzazione dei reperti. Il presente progetto verrà articolato in tre fasi principali. La prima fase, di tipo esclusivamente conoscitivo, verrà espletata attraverso ricerche bibliografiche ed un esame critico degli studi esistenti, con l'intento di raccogliere il maggior numero di informazioni circa i processi di alterazione e/o contaminazione dei reperti ceramici in ambiente subacqueo. Essa risulta essenziale al fine di orientare nella giusta direzione la metodologia analitica e l'apparato sperimentale, oltre che di ordinare le diverse indagini di laboratorio sulla base delle specificità emerse. La seconda fase è eminentemente diagnostica ed è finalizzata alla verifica ed all'ampliamento delle conoscenze sui processi di alterazione subiti dai manufatti ceramici

Key findings

Altro
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/09 → …