Studio di comparazione sull’apoptosi delle cellule del cumulo ooforo in pazienti trattate con r-FSH e pazienti trattate con FSH+LH urinario.

Progetto: Research project

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L’apoptosi, è un particolare tipo di morte cellulare responsabile dell’eliminazione di singole cellule. In determinati momenti dello sviluppo, o in condizioni di stress, le cellule possono attivare un programma genetico che, attraverso una serie di eventi specifici, le portano alla morte. Si tratta di un processo che coinvolge una serie di vie metaboliche che conducono a sostanziali modificazioni della cellula che così si orienta verso il suicidio. L’apoptosi è stata riconosciuta come un punto cruciale per contenere l’eccessiva proliferazione cellulare, per il mantenimento dell’omeostasi dell’organismo, strategia che controlla il numero delle cellule durante lo sviluppo e il differenziamento. Ma consente anche l’eliminazione di cellule che hanno subito danni irreversibili al DNA e dunque dannose per l’organismo stesso. Questo processo che viene usato dagli organismi durante lo sviluppo, è altamente conservato (Ellis R.E. et al., 1991). Si manifesta in tutte le specie di organismi, diversi filogeneticamente, come in nematodi, insetti, ricci di mare, anfibi, piante, pesci, uccelli e mammiferi. Nell’uomo, eventi di morte cellulare apoptotica sono coinvolti in processi quali: lo sviluppo embrionale, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, l’atrofia tessutale endocrino-dipendente, il ricambio cellulare, la selezione dei timociti, l’uccisione di cellule che sono andate incontro a citotossicità. La morte apoptotica si verifica anche durante l’organogenesi di molti organi, quali il cuore (James T.N., 1994), il duodeno, il pancreas (Sancito F. et al., 1994), e il tratto urogenitale (Coucoiuvanis E.C. et al., 1993). Diversi studi hanno dimostrato che lo sviluppo di embrioni sani è strettamente connesso e coordinato al processo di maturazione ovocitaria prima dell’ovulazione (Vinatier et al., 1996, Billing et al 1995). E’ stato dimostrato che la maturazione ovocitaria, sia in vitro sia in vivo, dipende dalla maturazione nucleare e citoplasmatica, nonchè dal loro sincronismo. Un ruolo molto importante in questo complesso processo viene svolto dalle cellule del cumulo attraverso le “gap junctions” che realizzano un collegamento fisico tra le cellule stesse e l’ oocita. Tale ipotesi è suffragata da studi (Oosterhuis et al., 1998) effettuati su cellule del cumulo di donne che, mediante la tecnica FIVET (Fecondazione in vitro con trasferimento embrionario), hanno ottenuto la gravidanza; si è visto infatti che la percentuale di cellule apoptotiche era sensibilmente più bassa rispetto a donne che non ottenevano la gravidanza. Da studi precedenti è stato dimostrato che più del 99% dei follicoli ovarici è soggetto a processi degenerativi portando alla cosiddetta atresia follicolare durante la vita riproduttiva (Baker T.G., 1963). Due milioni di oociti sono presenti nell’ovaio umano alla nascita, di cui solo 400 mila rimangono all’inizio della pubertà. Di questi 400 mila solo 400 sono selezionati alla fine per l’ovulazione, mentre la maggioranza della restante parte è soggetta all’atresia (Byskov A.G., 1978). E’, dunque, normale per un follicolo, morire piuttosto che ovulare. E’ stato documentato, da iniziali analisi morfologiche, che l’atresia è un processo irreversibile: non appena un follicolo ha iniziato il processo di atresia, ritornare al pathway ovulatorio è impossibile. In più, alterazioni morfologiche riguardanti l’atresia, sono caratterizzate dalla formazione di nuclei picnotici all’interno delle cellule della granulosa. Il fenomeno dei nuclei picnotici e l’irreversibilità sono entrambi marcatori di apoptosi, suggerendo che la morte cellula
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/08 → …