Studi sulla tutela dei rapporti di vicinanza tra fondi in diritto romano

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La ricerca ha ad oggetto il tentativo di ricostruzione delle prime forme di tutela che furono ideate dai giuristi romani intorno al meccanismo della prohibitio extraprocessuale allo scopo di risolvere le controversie nei rapporti di vicinanza tra fondi. In particolare, l'indagine sarà incentrata nell'analisi dell'ampio travaglio giurisprudenziale che operò nel tentativo di escogitare forme di tutela per tutti quei nuovi rapporti che emersero a partire dal secondo secolo avanti Cristo e che furono solo in prosieguo di tempo concettualizzati come iura praediorum urbanorum. La prima forma di tutela fu appunto ideata intorno al meccanismo della prohibitio extraprocessuale, uno strumento di tutela che affondava le proprie radici in rituali simbolici di autodifesa privata di età risalente e che aveva la funzione di bloccare il tentativo di violazione altrui rendendo possibile, in tal modo, l'uso di strumenti di difesa caratterizzati sempre dall'intervento dell'autorità che incanalava la controversia nelle vie di una contesa giudiziale. Essa costituiva, in particolare, uno strumento di autodifesa privata esercitabile, in origine, legittimamente solo in suo ed in risposta a tentativi di violazione che operavano in alieno. Messa in atto in forma simbolica, essa diveniva funzionale all'intervento del magistraro che operava con lo scopo di regolare l'esercizio dell'autodifesa privata, trasferendone le sorti in campo processuale. Si trattò di una forma di tutela possessoria realizzata, come dicevamo, grazie all'operare di meccanismi processuali che scaturivano dall'esercizio di tale prohibitio e dall'intervento pretorio che essa determinava. Allo scopo di rintracciare le caratteristiche originarie di tali meccanismi processuali e l'evoluzione che essi subirono saranno preliminarmente analizzate forme e conseguenza di due tipi di prohibitio: prohibitio c.d. in suo e prohibitio c.d. in alieno. Quest'analisi permetterà di giungere al tentativo di ricostruzione di un'ipotesi di applicazione in quest'ambito dell'interdictum uti possidetis e, più in particolare, delle prime ipotesi di applicazioni di uno strumento di tutela che ebbe una diffusa applicazione nell'esperienza giuridica romana: la operis novi nuntiatio. A questo strumento ed ad un tentativo di ricostruzione dell'originario carattere della procedura che ad essa poteva far seguito sarà dedicata l'ultima parte della ricerca.

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Studi sulla tutela dei rapporti di vicinanza tra fondi in diritto romano
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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