Sistema giuridico, Rule of law e pluralismo

Progetto: Research project

Description

L’obiettivo generale della ricerca è quello di rivisitare la teoria tradizionale del sistema giuridico alla luce dell’evoluzione attuale del diritto positivo, delle sue fonti e della sua struttura con specifica attenzione al pluralismo dei valori costituzionali e internazionali. Rispetto agli obiettivi specifici indicati nel progetto nazionale, l’unità locale approfondirà in particolare il primo ed il terzo. L’idea che il diritto sia un sistema di norme è, come è noto, assai controversa. Anche coloro i quali ritengono appropriato descrivere il fenomeno giuridico in chiave sistematica, riconoscono, perlopiù, che il sistema non è un carattere intrinseco del diritto, ma ne rappresenta un modello estrinseco (cfr. M. Barberis, L’evoluzione del diritto, Torino, 1998). La ricerca è articolata in tre parti: esposizione delle teorie dell’ordinamento giuridico, analisi delle concezioni del pluralismo giuridico con specifica attenzione al pluralismo dei valori giuridici, analisi critica delle teorie riguardanti la soluzione dei problemi posti dal pluralismo dei valori all’unità del diritto positivo. Nella prima parte della ricerca non ci si limiterà alla ricostruzione dei caratteri tradizionalmente attribuiti al sistema giuridico (unità, chiusura, coerenza e completezza), ma anche si metteranno a confronto le teorie del passato che considerano il diritto un sistema con quelle del presente. Tra queste ultime, si porrà attenzione al neoistituzionalismo giuridico nella forma e nella direzione che è stata sviluppata da Neil MacCormick (cfr. Institutions of Law: an Essay in Legal Theory, Oxford, 2007). Uno degli obiettivi particolari di questa prima parte della ricerca è quello: 1) di rilevare con chiarezza le differenze tra un modello di sistema di questo tipo ed i modelli tradizionali; 2) di saggiare se questa concezione sia accettabile sul piano teorico e, nel caso che lo sia, 3) se sia applicabile in ambiti più vasti rispetto a quelli del diritto comunitario. In generale, bisogna valutare se, e in caso di risposta affermativa, fino a che punto un ordinamento giuridico possa sopportare il riconoscimento valoriale dell’equivalenza di altri differenti regimi giuridici senza perdere la propria identità (su cui cfr. L. Torchia, Il governo delle differenze, Bologna 2006). La seconda parte della ricerca prende l’avvio dalla constatazione che nello Stato costituzionale di diritto la norma di chiusura dell’ordinamento è la costituzione stessa. Ma ciò non significa che i confini dell’ordinamento siano chiaramente tracciati, a meno di non sostenere una visione statalistica del costituzionalismo. Come si evidenza anche nel programma nazionale, «è da tempo in corso un complesso processo di costituzionalizzazione degli ordinamenti giuridici, propiziato dalla rigidità e dalla generalità del testo costituzionale, e concretizzatosi nella pervasività del "judicial review" e nella sovra-interpretazione delle disposizioni costituzionali». Ora la costituzione è fonte di pluralismo sotto molteplici aspetti: la molteplicità delle interpretazioni dei valori costituzionali, la defettibilità dei principi, il conflitto dei diritti, il pluralismo istituzionale che spesso si dimostra ingovernabile, ecc. La terza parte dell’indagine riguarderà uno studio specifico dei princìpi del "Rule of law" presuntivamente ritenuti come capaci di consentire un dialogo interculturale all’interno dell’ordinamento e nei rapporti di questo con altri ordinamenti. I vantaggi offerti dal ricorso a tali princìpi sono ovviamente quelli di trovare un punto d’incontro fra esperienze giuridiche diffe

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L’obiettivo generale della ricerca è quello di rivisitare la teoria tradizionale del sistema giuridico alla luce dell’evoluzione attuale del diritto positivo, delle sue fonti e della sua struttura con specifica attenzione al pluralismo dei valori costituzionali e internazionali. Rispetto agli obiettivi specifici indicati nel progetto nazionale, l’unità locale approfondirà in particolare il primo ed il terzo. L’idea che il diritto sia un sistema di norme è, come è noto, assai controversa. Anche coloro i quali ritengono appropriato descrivere il fenomeno giuridico in chiave sistematica, riconoscono, perlopiù, che il sistema non è un carattere intrinseco del diritto, ma ne rappresenta un modello estrinseco (cfr. M. Barberis, L’evoluzione del diritto, Torino, 1998). Secondo l’epistemologia contemporanea (cfr., per tutti, M. Hesse, Modelli e analogie nelle scienze, Milano, 1980), un modello è una rappresentazione semplificata e non esclusiva di qualcosa (nel nostro caso, del diritto). Ciò implica che il diritto possa essere ricostruito anche in chiave non sistematica e che l’opportunità o meno di considerare il diritto come sistema dipenda, almeno in una certa misura, dagli scopi che si intendono perseguire attraverso l’uso di tale modello. Evidentemente, la tesi che il sistema è un modello estrinseco e non un carattere intrinseco del diritto, sarà oggetto di un approfondimento preliminare dall’unità locale, tenendo nel debito conto le “trasformazioni in atto nel diritto e nella cultura giuridica contemporanei”. La ricerca è articolata in tre parti: esposizione delle teorie dell’ordinamento giuridico, analisi delle concezioni del pluralismo giuridico con specifica attenzione al pluralismo dei valori giuridici, analisi critica delle teorie riguardanti la soluzione dei problemi posti dal pluralismo dei valori all’unità del diritto positivo. Nella prima parte della ricerca non ci si limiterà alla ricostruzione dei caratteri tradizionalmente attribuiti al sistema giuridico (unità, chiusura, coerenza e completezza), ma anche si metteranno a confronto le teorie del passato che considerano il diritto un sistema con quelle del presente. Tra queste ultime, si porrà attenzione al neoistituzionalismo giuridico nella forma e nella direzione che è stata sviluppata da Neil MacCormick (cfr. "Il diritto come istituzione", tr. it., Milano 1990, ed il recente, "Institutions of Law: an Essay in Legal Theory", Oxford, 2007). L’interesse per questa concezione è fondato sul tentativo di coniugare il concetto di diritto come pratica sociale con la nozione di istituzione al fine di superare la rigidità delle tradizionali concezioni del sistema giuridico. Questa teoria è stata applicata agli ordinamenti giuridici dell’Unione Europea. Secondo MacCormick, all’interno dell’ordinamento europeo esisterebbe una regola di riconoscimento articolata per cui ogni ordinamento riconosce la validità dell’altro (Cfr. N. MacCormick, La sovranità in discussione. Diritto, stato e nazione nel «commonwealth» europeo, tr. it., Bologna 2003 ed anche Id. (a cura di), Constructing Legal Systems. “European Union” in Legal Theory, Dordrecht 1997). Alla gerarchia subentra la mutua compatibilità. L’architettura dell’Unione Europea non è governata dal principio della divisione dei poteri e del riparto delle competenze, ma dal principio dell’equilibrio istituzionale. Ciò consentirebbe una concezione essenzialmente pluralista dell’ordinamento giuridico: distinti ordinamenti possono coesistere senza che ognuno di essi neghi l’indipendenza e la natura normativa dell’altro. Pertanto, tra le regol

Key findings

Scienze socioeconomiche e umane
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …