SEMIOTICA DELLA SPAZIALITA'

Progetto: Research project

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Lo spazio parla. La spazialità è a tutti gli effetti un linguaggio, non meno importante di quello verbale per quel che riguarda la costruzione e ricostruzione continua delle culture umane. È un linguaggio perché mette in relazione reciproca un piano espressivo (fatto di entità fisiche variamente articolate fra loro) e un piano del contenuto (fatto di significati umani e sociali). Ed è importante perché contribuisce pienamente alla costituzione (sgretolamento, ricostruzione) delle soggettività individuali e collettive, ponendosi altresì, spesso, come soggetto a sé stante. La ricerca si occuperà di mostrare il modo in cui differenti forme di soggettività – ciascuna delle quali è dotata di programmi d’azione e di esperienze affettive – si costituiscano spazialmente, sovrapponendosi e influenzandosi fra loro. Obiettivo della ricerca è la costruzione di una tipologia di forme d'azione e di passione che queste diverse soggettività possono mettere in gioco nelle diverse culture umane.

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OBIETTIVI Questa ricerca insiste soprattutto su tre questioni, di cui ci si occuperà nelle tre fasi principali del alvoro. La prima, di tipo fenomenologico, è che lo spazio è in stretta relazione con il corpo: il corpo vive nello spazio, lo spazio del corpo proprio si espande sulla base delle diverse relazioni intersoggettive; ma il corpo ha anche sue dimensioni specifiche di tipo spaziale che proietta nello spazio esterno antropomorfizzandolo; il corpo ha sue forme di accettazione o rifiuto dello spazio del mondo sulla base delle proprie attività percettive. Da qui il passaggio alla seconda questione: la soggettività del corpo è soggettività a tutti gli effetti; corpo fenomenico, già carico di programmi d’azione che orientano la percezione di sé e del mondo, di sé come essere nel mondo, del mondo come parte di sé. Così, lo spazio significa in quanto, articolandosi, inscrive al suo interno una serie di azioni di coloro i quali lo vivono e lo attraversano. Questa serie di azioni è narrativa, (i) perché le azioni sono articolate in vista di programmi più o meno complessi; gli spazi stimolano (o impediscono) determinate forme di comportamento; (ii) perché al programma d’azione di una certa soggettività si oppone il programma di un’altra soggettività; (iii) perché le azioni e le relazioni intersoggettive sono inscritte nello spazio nel senso per cui esse fanno al posto dei soggetti, assumono su di sé azioni umane, le fanno proprie; le organizzazioni spaziali compiono delle azioni al posto degli uomini. La terza prospettiva d’indagine sta nel fatto che, inscrivendo al proprio interno polemiche e strategie narrative, lo spazio produce passioni. Al di là della dimensione cognitiva, legata alla presenza di un attante osservatore che aspettualizza lo spazio valorizzandolo, lo spazio significa anche nel senso che provoca passioni, ma è appassionato egli stesso: ha le proprie passioni in vece dei soggetti che lo abitano, subisce azioni e patisce. Tutto ciò sarà messo in gioco a partire da alcuni casi studio relativi ad alcuni spazi metropolitani dlel'area mediterraea, analizzati direttamente o attraverso la mediazione di testi e discorsi d'ogni genere: letterario, cinematografico, mediatico, politico, turistico etc. Le città prescelte sono Barcellona, Instanbul, Palermo, Marsiglia, Trieste. METODI A differenza della tradizione filosofica, che tende a distinguere fra uno spazio soggettivo-culturale e uno oggettivo-naturale, nella prospettiva di una teoria della significazione sociale la spazialità è un linguaggio a tutti gli effetti: lo spazio parla d’altro da sé, parla della società, è uno dei modi principali con cui la società si rappresenta, si dà a vedere come realtà significante. Lo spazio è un insieme di entità fisiche diversamente articolate che parla del mondo in cui si dispiega, parla di se stesso ma molto più spesso parla d’altro, parla della società come serbatoio complesso di significati e di valorizzazioni, di progetti d’azione e di tumulti passionali. È un codice sociale che parla dei codici sociali: un modo in cui la società riflette su se stessa, ma anche in cui si riflette in se stessa. Per questa ragione, la questione dello spazio rientra a tutti gli effetti nella semiotica. A rigore, anzi, qualsiasi sguardo semiotico specifico sulla spazialità – sia esso interessato agli edifici, alle città o all’ekfrasis letteraria – trova la sua base concettuale in una più generale semiotica dello spazio, problema teorico dove fenomeni a prima vista eterogenei e questioni apparentemente molto lontane fra loro si intrecciano e si arricchiscono vicendevolmente. Questo avviene non solo perché, per esempio, è impossibile analizzare semioticamente un artefatto architettonico prescindendo dal fatto che in esso si svolgono, o possono svolgersi, determinate relazioni intersoggettive; ma soprattutto perché i meccanismi di articolazione
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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