Ruolo della simbiosi micorrizica sull'efficienza di utilizzazione dell'azoto in differenti genotipi di frumento

Progetto: Research project

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Description

Le micorrize sono associazioni mutualistiche altamente coevolute tra funghi tellurici e piante superiori. Tali simbiosi possono stimolare la crescita delle colture e influenzare positivamente i pattern di assorbimento di elementi poco mobili, soprattutto in condizioni di carenza o di stress, con risvolti positivi di natura ecologica ed economica. Inoltre, diversi autori hanno ipotizzato che i AMF possono incrementare le disponibilità di elementi (principalmente P ed N) per la specie ospite incentivando i processi di mineralizzazione della sostanza organica del suolo.
Pertanto, considerando i vantaggi che le simbiosi micorriziche sono potenzialmente capaci di offrire, la presente ricerca si propone di valutare gli effetti della simbiosi micorrizica nel frumento duro sulle asportazioni di azoto cercando inoltre di differenziarne la provenienza (riserve organiche, disponibilità minerali), informazioni queste indispensabili per una corretta pianificazione delle strategie di fertilizzazione in agricoltura biologica ed in ambiente mediterraneo.

Layman's description

Obiettivo della presente ricerca è valutare, in differenti genotipi di frumento duro, gli effetti della simbiosi micorrizica sulle asportazioni di azoto, differenziandone inoltre la provenienza (riserve organiche native o apportate, disponibilità minerali). L’acquisizione di tali informazioni potrà essere di estrema utilità ai fini della pianificazione di razionali strategie per il soddisfacimento delle esigenze nutrizionali delle colture cerealicole in ambiente mediterraneo.
La prova verrà realizzata in vasi cilindrici (diametro 11 cm, altezza 40 cm). Il substrato utilizzato sarà composto per il 30 % di perlite espansa e per la rimanente parte da terreno, entrambi sottoposti a sterilizzazione; prima di tale operazione, dal terreno sarà isolata tutta la biomassa microbica, eccetto le spore micorriziche, attraverso lavaggio e filtrazione con filtri in microfibra di vetro (pori da 22 micrometri); dopo la sterilizzazione, la biomassa microbica isolata verrà reinoculata al terreno.
Saranno studiati, adottando uno schema randomizzato con 4 ripetizioni. i seguenti fattori:
F1 - biomassa interrata: 1) foglie di mais (5 g kg-1 terreno) marcate con 15N (elemento tracciante); 2) steli di mais (5 g kg-1 terreno) marcati con 15N; 3) nessuna (controllo);
F2 - simbiosi AM: 1) inoculo con spore degli AMF Glomus intraradices e Glomus mosseae ottenute da un inoculo commerciale; 2) nessun inoculo (controllo)
F3 - genotipo di frumento: 1) una cultivar moderna (Simeto); 2) una cv antica (Cappelli); 3) un ecotipo siciliano (Russello).
Durante la prova, i vasi verranno mantenuti in condizione di umidità ottimale.
Da ogni vaso (unità sperimentale), a circa 60 gg dalla semina (GDS) verrà prelevata la fitomassa ipogeica ed epigeica prodotta; quest’ultima verrà suddivisa nelle differenti frazioni botaniche (foglie, culmi, materiale secco e senescente). Campioni di fitomassa epigeica ed ipogeica verranno inoltre liofilizzati per la determinazione della % di sostanza secca e del contenuto in zuccheri solubili, P, N e della relativa concentrazione isotopica (15N).
Il grado di micorrizazione verrà determinato utilizzando il metodo di Phillips e Hayman (1970). La simbiosi sarà inoltre scomposta nelle tre parti anatomiche (vescicole, arbuscoli ed ife) mediante analisi di 30 segmenti di radici (1 cm per segmento).
I dati verranno quindi sottoposti ad analisi della varianza (ANOVA) mediante il programma SAS/STAT (2002).
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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