Reperimento e valutazione del germoplasma orticolo siciliano

    Progetto: Research project

    Dettagli progetto

    Description

    La Sicilia, per la sua posizione geografica e per essere stata tappa obbligata delle numerose correnti colturali e commerciali che si sono sviluppate nei secoli lungo le coste del mediterraneo, è uno dei più importanti centri di origine e di diversificazione di numerose specie orticole spontanee, naturalizzate, acclimatate, ma anche coltivate. In conseguenza di ciò, il patrimonio orticolo siciliano rappresenta un'ampia articolazione di specie e varietà, talvolta poco utilizzata e sfruttata solo localmente, in quanto soltanto in alcune zone dell'isola hanno trovato una precisa collocazione colturale.
    L'ampia variabilità genetica in questi ultimi anni ha manifestato la tendenza, soprattutto nell'ambito delle specie coltivate, di una notevole riduzione, a seguito dell'accentuata specializzazione colturale che ha innescato un processo di erosione genetica. Infatti, le tradizionali popolazioni locali, nel corso dei secoli, vengono sempre più sostituite da varietà ed ibridi F1 di nuova costituzione, spesso molto più produttive ma molto più esigenti di specifici interventi colturali ed assai spesso qualitativamente meno pregiati (esempio conservabilità del melone invernale). In tale contesto l'acquisizione e la conservazione di varietà locali delle specie orticole spontanee e coltivate consentirebbe di rallentare il processo di erosione genetica attualmente in atto e di poterne effettuare la caratterizzazione. Le varietà locali, dotate di elevata rusticità e da una certa adattabilità all'ambiente siciliano, sottoposte ad una semplice pressione selettiva, consentirebbero di contenere l'impiego di pesticidi e fertilizzanti con conseguente ridotto impatto ambientale e notevoli facilitazioni nell'ottenimento di prodotti biologici. Ci si prefigge, quindi, di reperire specie orticole ormai scomparse o in via di estinsione e realizzare una banca di materiale genetico siciliano di notevole valore. Limitatamente al melone invernale verranno studiate le tecniche di moltiplicazione al fine di ottenere piantine di elevato valore biologico. Saranno in particolare valutati i riflessi che gli apporti di nutrienti hanno sulla biomorfologia delle piantine. Le osservazioni effettuate sul materiale di propagazione, trasferito in campo, ci consentiranno di evidenziare gli effetti dei differenziati apporti di elementi nutritivi sulla morfo-biofenologia della pianta e di conseguenza sulle rese unitarie e sugli aspetti qualitativi della produzione. L'attenzione verrà rivolta su 3 ecotipi: il Cartucciaru ed il Purceddu reperiti rispettivamente nella fascia costiera e nell'immediato entroterra del trapanese ed il Giallo di Recattivo recuperato nell'interno collinare siciliano. Nella prova verrà inserito anche l'ibrido Helios che allo stato attuale rappresenta la melonicoltura della Sicilia occidentale.

    Layman's description

    La melonicoltura della Sicilia occidentale da più di un ventennio si regge su ibridi e varietà, creati in altri ambienti, ottimi sotto l'aspetto organolettico ma spesso suscettibili ad attacchi parassitari e con scarsa resistenza a stress termici ed idrici. Il reperimento di ecotipi locali, caratterizzati da buona resistenza ad agenti biotici ed abiotici e con caratteristiche merceologiche di elevato pregio , ha consentito di disporre di un patrimonio genetico valido anche in un'orticoltura biologica. Il successo della coltura viene garantito anche dalla disponibilità di un materiale di propagazione di elevato pregio qualitativo (piantine "sane" e di elevato "vigore").
    Composizione del substrato, forma e dimensione degli alveoli, apporti di elementi fertilizzanti nella prima fase di sviluppo delle piantine sono problematiche che debbono essere affrontate al fine di ottenere un materiale di elevato valore biologico. Obiettivo della presente ricerca è quello di definire i riflessi che l'apporto differenziato di elementi fertilizzanti ha sulla qualità del materiale di propagazione e di conseguenza sugli aspetti quali-quantitativi che caratterizzano la produzione del su menzionato materiale.
    Verificare, inoltre la reattività del materiale ottenuto in vivaio alla pacciamatura con film biodegradabili rappresenta un importante obiettivo che si prefigge la ricerca.
    La ricerca si articola in 2 fasi: la prima in vivaio, in serra condizionata finalizzata alla valutazione della risposta della piantina a trattamenti fertilizzanti differenziati. La seconda in pien'aria, finalizzata alla valutazione del materiale ottenuto in vivaio.
    In vivaio sono previsti trattamenti fertilizzanti in 3 diversi momenti:
    - all'emissione delle foglioline cotiledonari;
    - all'emissione della prima foglia vera;
    - al momento del trapianto.
    Detti interventi verranno effettuati sia per subirrigazione (i contenitori alveolari vengono posti a gallegiare nelle diverse soluzioni nutritive fino al raggiungimento della capacità di campo del substrato) che per aspersione in modo da bagnare uniformemente l'apparato fotosintetizzante.
    I trattamenti verranno effettuati su 3 diversi ecotipi: Cartucciaro, Giallo di Recattivo e Purceddu nonchè sull'ibrido Helios che allo stato attuale rappresenta la melonicoltura della Sicilia occidentale.
    Le ricerche saranno condotte secondo opportuni schemi sperimentali.Allorquando le piantine risultano caratterizzate da un apparato radicale ben conformato, si procederà al trapianto del materiale di propagazione in campo.
    Sia in vivaio che in campo verranno effettuati rilievi morfobiologici e sulla produzione verranno osservati una serie di parametri qualitativi per valutare i riflessi dei trattamenti sperimentali sugli aspetti qualiquantitativi della produzione. La prova in vivaio verrà condotta presso i campi sperimentali di Palermo ubicati in Resuttana Colli mentre la valutazione in campo verrà effettuata in ambienti tipici di coltivazione del melone invernale.
    StatoAttivo
    Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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