Progetto "Giovani, Sport e Legalità"

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Il progetto si propone di coniugare il potenziale educativo dello sport con i processi educativi tradizionali; promuovere nei giovani l'assunzione di stili di vita sani e modelli positivi di comportamento attraverso il potenziamento dell’attività sportiva; indagare forme e contenuti della cultura della legalità nell’universo giovanile, tipologie di fenomeni di devianza in esso presenti; diffondere e socializzare l’esperienza e i risultati ottenuti su tutto il territorio di riferimento, al fine di favorire uno scambio di buone prassi. Più specificamente si propone di sostenere l'accesso dei giovani destinatari a specifici percorsi formativi atti all'acquisizione di competenze professionalizzanti e consentire l’acquisizione e/o l’aggiornamento da parte dei giovani destinatari delle competenze necessarie per la partecipazione attiva ai progressi della società civile.

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Contesto e problematicheLe aree geografiche interessate dal progetto in questione sono quelle relative ai territori di Catania e Palermo, con particolare riferimento al bacino di utenza dei rispettivi Istituti Penali per i Minorenni e del Centro per la Giustizia Minorile per la Sicilia cui questi afferiscono. I giovani inseriti nel circuito penale condividono, in linea di massima, la provenienza da famiglie multiproblematiche in cui l'assenza di una condizione economica adeguata, la presenza di prole numerosa, i contesti culturali e ambientali a rischio determinano insufficienti esperienze di relazioni positive sia dal punto di vista pedagogico, che scolastico, che formativo in generale. A tutto ciò si accompagna, altresì, l'esclusione dalle attività ricreative e di gioco, in assenza di un contesto educativo di supporto, che produce ulteriore disagio nelle relazioni interpersonali. Oltre all'appartenenza a contesti sociali marginali ed alla presenza di problematiche di devianza l'ostacolo più rilevante è perciò l'esclusione di tale categoria di giovani dai percorsi formativi, che nega loro qualsiasi tipo di acquisizione professionale e genera pertanto discriminazione. Fenomeno recente per gli Istituti Penali Minorili del Sud-Italia e fortemente problematico è, poi, l’ingresso di minori stranieri non accompagnati, che non hanno alcun riferimento familiare nel nostro territorio e “paradossalmente” trovano nell’Istituto un luogo di accoglienza, reso ancora più confortevole dalla presenza di operatori dell’area tecnica e della polizia penitenziaria che si prendono cura di loro. Alla luce di ciò pare dunque necessario intervenire per ricostruire, anzitutto, un tessuto che permetta un lavoro coerente con le problematiche vissute da questi ragazzi e per affinare l’intervento educativo in loro favore, con l’obiettivo di offrirgli iniziative di aggregazione, di scambio culturale, di formazione sportiva e di supporto nella fase di transizione alla vita adulta e indipendente. La possibilità di effettuare un percorso di educazione alla legalità, ad esempio, potrebbe fornire un contributo importante alla formazione della coscienza etica e civile dei giovani detenuti in senso anticriminale, sollecitandoli a vivere la propria crescita culturale come itinerario di maturazione di una sempre più chiara consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri e quindi di progressiva liberazione dai condizionamenti dei poteri occulti. Tutto ciò consentirebbe a giovani socialmente e culturalmente deprivati, dediti al reato, di sperimentare concrete possibilità di reinserimento sociale, di partecipazione attiva alla comunità locale, affermando con i fatti che, attraverso l’impegno collettivo e la pratica di alcuni strumenti messi a disposizione dalla legislazione italiana, è possibile dare vita a reali processi di trasformazione dei territori e delle vite delle persone che li abitano. A riguardo, l’organizzazione delle attività dovrebbe, però, tendere a sviluppare le integrazioni con la comunità esterna in modo da diminuire le distanze tra il carcere e il territorio e coinvolgere quest’ultimo in un ruolo più responsabile nei confronti dei minori in Istituto. A tal fine, il presente progetto intende intervenire attraverso l’attivazione di specifici servizi rivolti non solo a n. 30 detenuti dell'IPM di Palermo e a n. 10 detenuti dell'IPM di Catania, ma anche a n. 10 minori segnalati dall'USSM di Palermo, i quali potranno svolgere una parte delle attività progettuali presso il Centro Diurno Polifunzionale annesso alla Comunità per Minori di Palermo ed un'altra p

Key findings

Scienze socioeconomiche e umane
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva1/17/171/16/19