Problemi interpersonali ed obesità: uno studio sul ruolo di mediazione dell'autostima

Progetto: Research project

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L’obesità è una patologia multifattoriale che origina dall’interazione di fattori genetici, metabolici, sociali, comportamentali e culturali. Questa patologia presenta un impatto significativo sulla salute individuale, sul benessere psicosociale sulla qualità della vita delle persone. Negli ultimi anni si è accresciuta la consapevolezza che rispetto a tali patologie croniche, indicatori di outcome quali il benessere psicosociale ed interpersonale siano essenziali nella valutazione del trattamento di questi soggetti. La natura della relazione tra obesità e malessere psicologico è comunque ancora sottoposta ad ampio dibattito da parte di clinici e ricercatori. La letteratura ha spesso evidenziato un elevato tasso di comorbilità tra obesità grave e sintomatologia psicologica, come disturbi del comportamento alimentare (soprattutto binge eating), ansia, depressione e disturbi di personalità (Goldsmith et al., 1992; McElroy, et al., 2004). Molto meno indagata è invece la relazione tra obesità e problemi interpersonali. Sappiamo che i soggetti obesi vivono con grande disagio il proprio aspetto fisico e tendono a sottrarsi maggiormente alle interazioni sociali a causa del loro aspetto rispetto i soggetti con un peso nella norma (Tiggeman, Rothblum, 1988). Il livello e la tipologia di problemi interpersonali può quindi essere considerata una variabile importante da misurare nella valutazione dell’outcome di tali soggetti. La ricerca in questo ambito ha inoltre sottolineato l’utilità di studiare l’effetto di variabili mediatrici nel tentativo di comprendere la relazione tra condizione fisica e problemi di tipo psicologico (Friedman & Brownell, 1995). L’obiettivo di questo progetto di ricerca è di indagare il tipo di problemi interpersonali associati alla condizione di obesità, e di verificare l’ipotesi che la relazione tra livello di sovrappeso e problemi interpersonali possa essere mediata dall’effetto dell’autostima personale. Il disegno della ricerca è di tipo cross-sectional e verranno inclusi duecento soggetti obesi consecutivi afferenti al servizio specialistico CEDIAL dell’AUSL 6 di Palermo. Criterio di inclusione sarà la presenza di un Body Mass Index (BMI, kg/m2) > 30. In parallelo allao screening di tipo medico specialistico, un ricercatore del Dipartimento di Psicologia somministrerà ai partecipanti i seguenti strumenti: Rosenberg Self-Esteem Scale; Obesity-Related Well Being Scale; Inventory of Interpersonal Problems. A livello descrittivo, verranno analizzate le medie, devizioni standard e correlazioni tra le variabili in esame. L’ipotesi relativa all’effetto di mediazione dell’autostima sarà esaminata tramite 2 set di regressioni, in base alle procedure delineate da Baron & Kenny (1986). I risultati di tale studio potranno apportare delle importanti conoscenze relative al trattamento integrato dei soggetti obesi, delineandone specifici patterns di problemi psicologici ed interpersonali.

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Obiettivi: L’obiettivo generale di questo progetto di ricerca è di indagare il tipo di problemi interpersonali associati alla condizione di obesità. Tramite l’utilizzo del modello interpersonale circonflesso (Horowitz et al., 1998) verranno indagate le dimensioni dell’affiliazione e della dominanza. La prima si sviluppa entro le due polarità che vanno dai comportamenti amicali e calorosi a quelli ostili e freddi. La dimensione della dominanza invece comprende un range di comportamenti compreso tra il controllo interpersonale e la dipendenza dall’altro. Il modello consente di classificare i problemi interpersonali tramite la combinazione di questi due fattori. Il primo obiettivo del progetto è quindi di utilizzare tale modello per descrivere la tipologia dei problemi interpersonali dei soggetti obesi, ipotizzando che maggiori livelli di soprappeso, associati ad obesità grave, siano associati ad una minore percezione di problemi interpersonali. La letteratura clinica ha inoltre evidenziato che i problemi relazionali analizzabili con tale modello sono un importante indicatore di malessere psicologico, spesso associato ad una psicopatologia sottostante. L’altro obiettivo principale di questo lavoro è di verificare l’ipotesi che la relazione tra livello di sovrappeso e problemi interpersonali del soggetto possa essere mediata dall’effetto dell’autostima personale. La ricerca ha evidenziato come nella condizione di obesità l’autostima personale sia spesso compromessa o deficitaria. Tale variabile può quindi ricoprire un ruolo importante nella spiegazione del rapporto tra livello di soprappeso del soggetto e problemi interpersonali. Questi ultimi, cioè, più che essere predetti dal semplice Indice di Massa Corporea dei soggetti, subirebbero l’influenza moderatrice del senso personale di autostima. La ricerca clinica sull’obesità d’altronde raccomanda l’importanza di studiare l’effetto di variabili mediatrici nel tentativo di comprendere la relazione tra condizione fisica e problemi di tipo psicologico. Metodologie Il disegno della ricerca è di tipo cross-sectional e naturalistico. Verranno inclusi nello studio duecento soggetti obesi (di ambo i sessi) consecutivi afferenti al servizio specialistico CEDIAL dell’AUSL 6 di Palermo. Criterio di inclusione sarà la presenza di un Body Mass Index (BMI, kg/m2) > 30. Tale valore cut-off è internazionalmente riconosciuto a livello medico quale indicatore di una condizione clinica di obesità. Come criteri di esclusione verranno considerati soltanto la presenza di gravi disturbi mentali di tipo psicotico. Relativamente alla procedura di selezione dei partecipanti, durante l’assessment diagnostico effettuato presso la struttura da personale sanitario specialistico, verrà chiesto ai soggetti l’adesione a partecipare ad uno studio di tipo psicologico. Strumenti Rosenberg Self-Esteem Scale (Rosenberg, 1965): misura dell’autostima self-report del soggetto, composta da 10-items. Misura il valore globale attribuito a se stessi e l’autoaccettazione. Si ottiene un singolo punteggio globale che varia da 10 a 40, con i punteggi più alti indicanti un’autostima maggiore. Obesity-Related Well Being Scale (Mannucci et al., 1999): lo strumento misura la qualità di vita nel paziente obeso, è composta da 18 item che valutano i fattori psicologici di adattamento sociale ed i sintomi fisici. Inventory of Interpersonal Problems (IIP-32) (Horowitz, Rosenberg, Baer, 1988). L’IIP-32 è uno strumento self-report composto da 32-item che valuta la presenza di difficoltà nelle relazioni interpersonali e il livello di adattamento sociale del paziente. Per ciascun item la risposta è su scala Likert a 5 punti. Si ottiene sia un punteggio complessivo, che otto punteggi relativi ai fattori interpersonali inclusi nel modello circonflesso. Analisi statistica A livello descrittivo, verranno analizzate le medie, dev
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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