POLIMORFISMI GENICI E PROFILI PROTEICI RESPONSABILI DEL PROCESSO DI METASTATIZZAZIONE DEL CARCINOMA COLORETTALE

Progetto: Research project

Description

Il Carcinoma Colorettale (CRC) è una patologia comunemente diagnosticata sia nelle donne che negli uomini. Malgrado negli ultimi 7 anni il tasso di mortalità sia diminuito, principalmente per il carcinoma rettale, l’incidenza è in continuo aumento. Ad oggi, il trattamento chirurgico rappresenta l’approccio standard nei CRC localizzati ma, nonostante questo, circa il 50% dei pazienti con CRC a stadio precoce presentano una ripresa della malattia. Inoltre, circa il 30% dei CRC sono diagnosticati quando ormai si trovano ad uno stadio già avanzato. Il trattamento chemioterapico a base di fluoropirimidine è adesso considerato il trattamento standard per CRC a stadio III, sebbene pazienti con tumore al colon allo stadio B di Duke’s possono anche beneficiare di questo trattamento adiuvante (1,2).Il modello clonale suggerisce che le alterazioni genetiche che si verificano in ogni step della sequenza della progressione tumorale rendono le cellule neoplastiche competenti alla progressione verso uno stadio tumorale più avanzato. In particolare, il modello di Vogelstein (3) ha dimostrato che la progressione del carcinoma colorettale avviene attraverso l’accumulo di alterazioni genetiche a carico principalmente di oncogeni e geni oncosoppressori. Attualmente, lo scopo della ricerca oncologica si basa sia sull’ identificazione di markers molecolari per una più precisa classificazione dei CRC al fine di scoprire nuovi predittori di progressione neoplastica in grado d’ identificare meglio sottogruppi di pazienti a prognosi più infausta che possano beneficiare di specifiche strategie terapeutiche che sull’identificazione di profili genetici caratterizzanti ogni singolo paziente ed in grado di dare una risposta sia agli eventi di iniziazione, progressione e prognosi della malattia che all’esito del trattamento chemioterapico al fine di attuare una strategia terapeutica personalizzata.Sebbene il genoma degli individui sia identico per il 99,9% dei casi, quella piccola differenza dello 0,1% è in grado di dar luogo a qualcosa come 3 milioni di polimorfismi, il più comune di essi caratterizzato dal polimorfismo di un singolo nucleotide (SNP). Alcuni polimorfismi nei centomila o più geni del genoma umano non daranno effetti. Molti comunque influenzeranno l'espressione e la funzione delle proteine e risulteranno in fenotipi che influenzeranno le malattie o la risposta farmacologica. Infatti, è stato riportato che la progressione verso uno stadio più avanzato del tumore o le differenti risposte a particolari trattamenti non sono soltanto dovute a specifiche caratteristiche clinico patologiche del paziente (età, sesso, dieta o la presenza di metastasi) , o a fattori ambientali (tabacco, alcol, esposizioni professionali), ma anche all’origine etnica e al particolare genotipo di un singolo individuo. Inoltre, i geni che codificano per gli enzimi del metabolismo, per i recettori o per le proteine target degli agenti chemioterapici spesso presentano differenti polimorfismi genici che possono influenzare la sensibilità, la tossicità ed il dosaggio del farmaco. Numerosi studi sono stati condotti allo scopo d’identificare specifici SNPs in particolari geni correlati con la risposta al trattamento chemioterapico e con la progressione del CRC. Ad esempio, pazienti con CRC che mostrano triple ripetizioni omozigotiche (3R/3R) di una sequenza polimorfica di 28 nucleotidi presente al promotore del gene codificante per la timidilato sintetase (TS), presentano alti livelli intratumorali di espressione del gene, alti livelli della proteina ed una bassa risposta al trattame

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Creazione di una banca biologica:l’U.O. si propone, nei due anni del progetto, di raccogliere a livello prospettico i prelievi ematici da circa 80 pazienti affetti da CRC a qualsiasi stadio. Qualora i pazienti dovessero essere sottoposti ad intervento chirurgico, il prelievo verrà fatto prima dell’intervento stesso (gruppo A). Inoltre, dagli stessi pazienti sottoposti a trattamento chirurgico verrà raccolto il tessuto congelato (tumore primitivo e mucosa istologicamente sana) (gruppo B). Infine, verrà anche raccolto il prelievo ematico dei pazienti sottoposti a qualsiasi trattamento chirurgico a base di 5-FU prima del trattamento e successivamente a 3, 6 e 12 mesi dopo la prima somministrazione del farmaco chemioterapico (gruppo C). I campioni appartenenti a tale banca biologica verranno messi a disposizione per le indagini delle altre Unità di Ricerca e saranno utilizzati dall’Unità Operativa in questione per portare a termine i seguenti obiettivi: analizzare il profilo SNPs responsabile della predisposizione alla progressione della malattia, analizzare il profilo SNPs responsabile dello sviluppo di una mancata sensibilità al trattamento chemioterapico a base di 5-FU e identificare il profilo proteico a livello del tumore stesso responsabile sia della progressione della malattia che della risposta la trattamento chemioterapico.Metodologia:il prelievo ematico di una popolazione di circa 80 pazienti affetti da CRC sarà analizzato per il profilo SNPs attraverso l’utilizzo di Chip Mapping 100K Array (Affymetrix technology) in grado di ottenere informazioni di circa 100.000 SNPs presenti in tutto il genoma umano. L’intera popolazione (gruppo A) sarà successivamente suddivisa in una serie di classi ciascuna con un differente profilo genotipico, tenendo sempre in considerazione variabili clinico patologiche con un ruolo predominante nella progressione del tumore quali la sede del tumore primitivo. In prima istanza, saranno presi in considerazione i profili genetici dei pazienti che al momento del prelievo ematico non presentano un tumore colorettale metastatico. La stessa cosa verrà fatta, per tutti quei pazienti che presentano un tumore ad uno stadio avanzato. Qualora un gruppo di pazienti metastatici dovesse presentare un profilo SNPs identico a quello di una classe di pazienti con CRC agli stadi iniziali, quel particolare profilo potrebbe essere considerato come un’ indice di maggiore suscettibilità a sviluppare un tumore più aggressivo e con una maggiore probabilità di andare incontro a metastasi. Il profilo genetico della classe dei pazienti sottoposti a trattamento chemioterapico a base di 5-FU (gruppo B) sarà successivamente analizzato mediante lo stesso Chip Mapping 100K Array (Affymetrix technology) e sarà raggruppato in altre due distinte classi in base alla risposta o meno al trattamento. Sarà possibile, in questo modo, identificare uno specifico profilo genetico come marker di risposta al trattamento chemioterapico in pazienti affetti da CRC.Per quanto riguarda l’analisi dei profili proteici, campioni tissutali multipli saranno prelevati dal tumore di pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per CRC a qualsiasi stadio (gruppo C). Un prelievo di una porzione di tessuto il più lontano possibile dal tumore sarà considerata come tessuto normale e sarà utilizzata come fattore normalizzante dei profili proteomici corrispondenti a ciascun paziente. I pazienti reclutati saranno suddivisi in diverse classi a seconda dello stadio di Dukes di appartenenza ed i profili proteici di ciascun gruppo saranno successivamente paragonati tra di

Key findings

Salute
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva1/30/061/30/08