Performance vegeto-produttiva di cultivar di melo precoci e tardive in risposta all’irrigazione di una porzione della rizosfera

Progetto: Research project

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Le produzioni frutticole nelle regioni siccitose del meridione sono spesso caratterizzate da evapotraspirazione elevata, aumenti di salinità del suolo e scarsa disponibilità idrica. Ciò rende essenziale una massimizzazione delle produzioni con input idrici minimi. L’irrigazione su una porzione della rizosfera (partial rootzone drying, PRD) è una nuova tecnica che è stata sviluppata in Australia per la vite in cui una parte della rizosfera viene mantenuta in asciutto, mentre il resto viene irrigato regolarmente. Le radici in asciutto producono acido abscissico (ABA) che viene trasportato ai germogli indicando la presenza del deficit idrico. Nelle foglie l’ABA induce una parziale chiusura degli stomi che risulta in un aumento dell’efficienza di uso dell’acqua, mentre negli apici vegetativi può causare un minore allungamento del germoglio. Tuttavia, grazie alle condizioni idriche favorevoli di parte della rizosfera, l’effetto sul potenziale idrico della pianta è minimo e gli eventi metabolici e fisiologici normalmente associati allo stress idrico non vengono influenzati negativamente. Al contrario di altre tecniche di irrigazione controllata che causano perdite di produzione nel melo, il PRD dovrebbe mantenere una buona dimensione finale del frutto e rese adeguate. Gli obiettivi delle nostre prove sperimentali sono quelli di verificare se il PRD si possa proporre come una strategia di risparmio dell’acqua d’irrigazione adatta per la coltivazione sia di cultivar tardive che precoci di melo in zone a clima semi-arido, quali quelle dell’entroterra siciliano. Verificheremo inoltre il comportamento fisiologico e gli equilibri vegeto-produttivi di piante di cultivar a maturazione estiva e autunnale che presentano un periodo di sviluppo del frutto diverso per durata e collocazione temporale. In particolare saranno utilizzati alberi di melo Galaxy e Fuji innestati su M9 e sarà adottato un disegno sperimentale a due fattori (tipo di irrigazione e cultivar). Il sistema d’irrigazione verrà modificato per l’attuazione di una tesi Irrigazione Convenzionale dove tutti gli erogatori verranno lasciati aperti ed una tesi Irrigazione Parziale in cui una metà degli erogatori (uno ogni due piante) verrà chiuso. Durante la stagione irrigua verranno monitorati l’umidità del suolo, l’accrescimento del germoglio e del frutto, la conducibilità stomatica, il contenuto idrico relativo della foglia e alcuni parametri climatici. Alla raccolta verranno determinati la produzione, il numero e i parametri qualitativi dei frutti.

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E’ noto dalla letteratura che nel melo il deficit idrico riduce la dimensione finale del frutto. Per questa ragione il contenuto idrico del suolo nei meleti deve essere mantenuto generalmente prossimo alla capacità di campo per tutta la stagione vegetativa. Nei climi semi-aridi come quello dell’entroterra siciliano ciò si traduce in un largo impiego di acqua d’irrigazione nei mesi di minore disponibilità idrica. Al contrario di altre tecniche di irrigazione controllata che provocano un deficit idrico diffuso a tutto l’apparato radicale, l’irrigazione su una porzione della rizosfera (partial rootzone drying, PRD), da risultati di prove già effettuate o in corso su cultivar di melo con epoca di maturazione intermedia, non riduce in maniera significativa il potenziale idrico della pianta e mantiene una buona dimensione finale del frutto e rese paragonabili a quelle di alberi irrigati convenzionalmente. A tale riguardo mancano informazioni dettagliate sul comportamento di cultivar con periodo di sviluppo del frutto breve e maturazione precoce. Il PRD quindi si presenta generalmente come una strategia di risparmio dell’acqua d’irrigazione particolarmente adatta nelle zone a clima semi-arido dell’entroterra siciliano.
In quest’ottica, gli obiettivi delle nostre prove sperimentali sono quelli di verificare se il PRD possa da un lato consentire l’ottenimento di produzioni quantitativamente e qualitativamente simili a quelle ottenute con l’irrigazione convenzionale sia su cultivar di melo tardive che precoci; dall’altro, quello di studiare il comportamento fisiologico e gli equilibri vegeto-produttivi che si verranno a stabilire negli alberi di cultivar con diversa durata e collocazione temporale dello sviluppo del frutto.
In tal modo si cominceranno a raccogliere informazioni utili per le scelte future negli impianti di nuova formazione. Le ricadute a breve termine della presente ricerca riguarderanno principalmente l’economia delle aziende melicole delle regioni meridionali. Infatti, a tale riguardo, i costi di produzione legati, direttamente o indirettamente, all’irrigazione dei meleti incidono in maniera significativa sul bilancio delle aziende e quindi un risparmio del 50% potrebbe incrementare notevolmente il reddito degli imprenditori del settore.
Nel lungo periodo, poi, i vantaggi di tale risparmio idrico potrebbero riflettersi sull’economia agricola del meridione in generale, rafforzando anche il fenomeno di meridionalizzazione che già si osserva per la melicoltura a livello nazionale ed europeo. Ulteriori vantaggi derivanti dall’utilizzo di tale tecnica potrebbero inoltre riguardare non solo una maggiore sostenibilità del processo produttivo anche nelle zone meridionali, ma anche una migliore salvaguardia dell’ambiente intesa come minore spreco energetico, inquinamento e degradazione dei suoli.
La prova si svolgerà nell’arco di almeno tre stagioni produttive e verrà condotta in impianti commerciali di melo situati negli areali dell’entroterra collinare siciliano. In particolare saranno utilizzati alberi di 7 anni delle cultivar Galaxy (precoce) e Fuji (tardiva) innestati su M9, allevati a fusetto e con sesti di 1,5 x 4m.
Sarà adottato un disegno sperimentale a due fattori (tipo di irrigazione e cultivar) con 3 blocchi randomizzati di 20 piante ciascuno (5 per ogni cultivar e tipo di irrigazione). Il sistema d’irrigazione verrà modificato per l’attuazione di due tesi distinte per la quantità e modalità di erogazione dell’acqua. In particolare, per la tesi irrigazione convenzionale (CI) tutti gli erogatori (uno ad ogni spazio interpianta sulla fila) verranno lasciati aperti, mentre per la tesi irrigazione parziale (PRD) una metà degli erogatori (uno ogni due piante) verrà chiuso in maniera tale che le due piante adiacenti sulla fila ricevano il 50% di acqua d’irrigazione localizzato su metà dell’apparato radicale.
In concom
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/05 → …

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