Palermo: quartieri, periferie e città contemporanea

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Testo italianoll programma di ricerca nazionale: Riqualificazione e aggiornamento del patrimonio di edilizia pubblica nell’Italia centro-meridionale. Linee guida per gli interventi nei quartieri innovativi in Toscana, Lazio, Abruzzo e Sicilia, pone attenzione alla forma urbana, scegliendo come punto di vista privilegiato la trama dei tessuti degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica. L’Unità di ricerca di Palermo si inserisce nel programma nazionale, facendo leva sulla nozione di tessuto, studiando le ragioni dell’innovazione e le trasformazioni, architettoniche ed urbane, avvenute o in fieri, generate all’interno dei quartieri e nelle interazioni che questi hanno stabilito con le complesse strutture urbane di alcune città siciliane, anche in relazione alle condizioni di comfort termico, visivo ed acustico e delle prestazioni energetiche degli edifici in ragione del loro stato attuale. Da questa ultima considerazione prende corpo il titolo della ricerca dell’Unità di Palermo: Quartieri, Periferie e Città Contemporanea che consta di due momenti sostanziali: letture orientate e progetti campione; fasi profondamente correlate di un unico programma che può contare su precedenti esperienze didattiche e di ricerca. Utilizzando, per esemplificazione, il caso studio di Palermo, la situazione descritta, che ha sicuramente carattere generale, assume delle specificità molto interessanti. Infatti, passando in rassegna alcuni dei quartieri più esterni rispetto al “centro della città”, si possono osservare dei casi emblematici in cui i tessuti dei quartieri innovativi costituiscono realmente l’unico momento in cui l’espansione di Palermo trova una dimensione pubblica. Questo avviene in maniera evidente in due esempi situati in due versanti opposti della planimetria palermitana, e, fermandosi ad una descrizione di superficie, anche cronologicamente distanti rispetto all’intervallo temporale preso in esame dalla ricerca nazionale. Ci si riferisce al Nucleo Sperimentale nel Borgo Ulivia progettato alla fine degli anni Cinquanta e poi realizzato nei primi anni ’60, a sud del nucleo compatto, e il quartiere Zen 2 progettato nel 1970 e realizzato negli anni Ottanta come presunta conclusione a Nord dell’espansione palermitana. L’approfondimento che si propone può essere suddiviso nelle seguenti fasi di ricerca: attività istruttoria, raccolta dei materiali di base; attività di ricerca volta all’analisi del tema nei suoi caratteri sia generali che locali, raccolta di documentazioni e di rilievi critici e interpretativi, confronti, schede; attività di studio sul campo di applicazione locale, casi di studio, definizione degli strumenti e delle tecniche per ipotesi progettuali ed esemplificazioni progettuali; attività dedicata allo scambio di esperienze, al confronto e alla pubblicazione del lavoro fatto. La ricerca individua i campi di applicazione, cioè quei quartieri, dove effettuare gli approfondimenti conoscitivi – letture orientate – e, successivamente, i progetti campione esemplificativi del modo in cui intendere riqualificazione e aggiornamento. Nelle letture orientate si include, oltre allo studio e alla comparazione dei materiali già a disposizione (planimetrie, statistiche, testi), uno spazio speciale dedicato alla fotografia. Con continuità rispetto alla fase istruttoria, la seconda parte della ricerca, trasformerà gli esiti delle letture in materiali utili al progetto in modo da potere costruire, quartiere per quartiere, programmi funzionali e di intervento che guideranno le singole esplorazioni progettuali.La ricerca si propone come fi

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Testo italianoLa ricerca architettonica, dai primi anni sino alla metà degli anni settanta del XX secolo, si è concentrata quasi esclusivamente sul tema della casa. Tali studi, che hanno avuto il punto più alto nella riflessione del Movimento Moderno, hanno dato qualità e dignità alle abitazioni dei ceti più umili costruendo un ragionamento unico tra abitazioni, quartieri e città. Questo impegno si è progressivamente stemperato ed è stato ridistribuito in diversi ambiti disciplinari. Da qualche anno ci si è accorti che non solo le città continuavano inesorabilmente la loro crescita ma che queste espansioni trovavano un’altra volta come protagonista l’abitazione. Infatti quando si ragiona sulle frange urbane, o sulla campagna urbanizzata o, con locuzione di maggiore successo anche se concettualmente non del tutto coincidente, sulla città diffusa, si deve tenere presente che si parla spesso di abitazioni raccolte intorno a più consistenti telai insediativi. Molti di questi sono quei quartieri degli anni ’60 e ’70, in alcuni casi fusi con le borgate storiche, che hanno costituito dei microcosmi pubblici a cui ha fatto riferimento la più recente espansione di case unifamiliari che, nel loro progredire, hanno dato corpo allo sprawl. Utilizzando, per esemplificazione, il caso studio di Palermo la situazione descritta, che ha sicuramente carattere generale, assume delle specificità molto interessanti. Infatti, passando in rassegna alcuni dei quartieri più esterni rispetto al “centro della città”, un tempo identificabile con l’area compresa fra i teatri Massimo e Politeama, si possono osservare dei casi emblematici in cui i tessuti dei quartieri innovativi costituiscono realmente l’unico momento in cui l’espansione di Palermo trova una dimensione pubblica. Questo avviene in maniera evidente in due esempi situati in due versanti opposti della planimetria palermitana, e, fermandosi ad una descrizione di superficie, anche cronologicamente distanti rispetto all’intervallo temporale preso in esame dalla ricerca nazionale. Ci si riferisce al Nucleo Sperimentale nel Borgo Ulivia (Giuseppe Samonà, Antonio Bonafede, Roberto Calandra, Edoardo Caracciolo) progettato alla fine degli anni Cinquanta e poi realizzato nei primi anni ’60, a sud del nucleo compatto, e il quartiere Zen 2 (Francesco Amoroso, Salvatore Bisogni, Vittorio Gregotti, Hiromichi Matsui, Franco Purini) progettato nel 1970 e realizzato negli anni Ottanta come presunta conclusione a Nord dell’espansione palermitana. Questi due casi limite, rappresentano due differenti paradigmi: il primo immerso in una vasta area di edilizia residenziale pubblica l’unico frammento “urbano” e lo Zen 2, circondato da una puzzle composito formato da recentissime case unifamiliari, da alcune borgate storiche (Pallavicino, Cardillo, Tommaso Natale e Partanna) e da molte delle più prestigiose ville sette-ottocentesche, tappeto di frammenti edilizi che, senza interruzione, raggiungono il golfo di Mondello. Borgo Ulivia e lo Zen costituiscono due esempi particolarmente fecondi che consentono vari tipi di approfondimento, dalla scala dell’alloggio a quella del rapporto tra quartiere e città. richiedendo interventi di riqualificazione, aggiornamento ma anche di completamento. Il degrado in cui Zen 2 versa, dovuto tra l’altro al l’impiego di materiali non appropriati e ad una modalità di fruizione “non governata” delle strutture, pone tuttavia in evidenza il tema della prestazione minima richiesta in funzione della economia della costruzione e dell’eventuale riqualificazione. Insieme a questi due casi rappresentativ
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva9/22/089/22/10