Opera italiana e teatro europeo: circolazione di soggetti e influenze drammaturgiche

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La ricerca si propone di evidenziare l’influenza sull’opera italiana di drammaturgie e pratiche teatrali provenienti da altri paesi europei, sia per quel che riguarda la circolazione di soggetti e libretti, sia per quel riguarda la drammaturgia utilizzata e l’orizzonte teorico di riferimento. Si svilupperà in due filoni, articolati volutamente su due diversi momenti cronologici: il primo indaga l’influenza del teatro spagnolo del siglo de oro sull’opera italiana del Seicento; il secondo prende in esame l’influenza del grand opéra sul melodramma italiano dell’Ottocento e nello specifico si pone come obiettivo lo studio dell’adattamento italiano di soggetti e testi di grands opéras francesi.
Nel primo caso, la ricerca si soffermerà principalmente sulle figure di Jacopo e di Giacinto Andrea Cicognini, e sul Giasone (1649) di quest’ultimo, messo in musica da Francesco Cavalli, che si può senz’altro considerare il primo grande successo popolare dell’opera italiana. Numerosi studi hanno posto in rilievo la centralità di Giacinto Andrea nella diffusione e rielaborazione di testi del teatro spagnolo e della sua drammaturgia, basata sulla centralità dell’intreccio ed incurante delle regole del teatro classico. La ricerca si propone di mettere a confronto ed analizzare due versioni del Giasone e degli Amori di Alessandro di Rossane, stese da Cicognini rispettivamente come testo per musica e come testo teatrale, due lavori che furono certamente influenzati dalla drammaturgia spagnola. Inoltre si propone il censimento delle numerose varianti del Giasone per una eventuale edizione critica.
Il secondo filone della ricerca prevede l’esame di due opere italiane basate su libretti di grands opéras: 1) “Fenella” di Gaetano Rossi per la musica di Stefano Pavesi (prima rappresentazione: Venezia, Teatro La Fenice, 5 febbraio 1831) derivata da “La muette de Portici” di Eugène Scribe e Germain Delavigne, musica di Daniel-François-Esprit Auber, Parigi 1828;
2) “Caterina Cornaro” di Giacomo Sacchero, musica di Gaetano Donizetti (prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 18 gennaio 1844), basata sul libretto de “La Reine de Chypre” di Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, musica di Jacques Fromental Halévy, Parigi 1841.
Come è noto, la piena diffusione italiana del grand opéra ha inizio nel 1840 con la rappresentazione a Firenze di “Robert le Diable” e de “Les Huguenots” di Giacomo Meyerbeer l’anno successivo. Dunque “Caterina Cornaro” e, soprattutto, “Fenella”, rappresentata nel 1831 a pochi anni da “La Muette” dimostrano un precoce interesse per questo nuovo genere teatrale o quantomeno per la novità dei suoi soggetti. Il lavoro di ricerca punta a comprendere quanto della novità dell’impianto drammaturgico originale del grand opéra sia rimasto in questi primi adattamenti italiani.

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L’obiettivo principale del programma di ricerca è verificare le modalità di appropriazione e di rielaborazione di modelli drammaturgici europei (il teatro del siglo de oro da una parte e il grand opéra dall’altra) da parte di librettisti e compositori italiani. Tale verifica riguarda diversi aspetti:
1) l’utilizzazione di soggetti derivati dal teatro spagnolo seicentesco e dal grand opéra nei libretti d’opera italiani del Seicento e del primo Ottocento;
2) l’utilizzazione di testi drammatici e/o libretti (nel caso francese) come fonte per libretti italiani;
3) i meccanismi di trasformazione del testo e/o libretto originale in base all’esigenze della drammaturgia operistica italiana (ad esempio: trasformazione dei monologhi in arie; semplificazione dell’intreccio; introduzione od eliminazione di personaggi).
4) l’analisi delle soluzioni musicali adottate di volta in volta dai singoli compositori.
Per quel che riguarda il problema della drammaturgia spagnola, ci si propone l’esame dei libretti di G.A. Cicognini, ed in particolare l’esame comparato della doppia versione (libretto per musica e testo teatrale) di Giasone (1649) e de Gli amori di Alessandro e Rossane (1651). Lo scopo di tale esame è quello di analizzare la diversa impostazione drammaturgica di un testo espressamente pensato per essere messo in musica e di un testo pensato per la recitazione, e forse di svelare la specificità del testo per musica rispetto al testo teatrale. Per il Giasone sarà necessario prendere in esame le numerose varianti testuali, d’autore e non. Dunque ci si propone l’acquisizione in microfilm di tutte le varianti significative del libretto e della versione in prosa e l’edizione critica dei due testi.
Nel caso delle opere italiane derivate dai grand opéras, si è pensato per il momento di limitare l’indagine agli anni 1828-1850 circa, partendo cioè dagli anni a ridosso della creazione del nuovo genere operistico (La muette de Portici 1828, Guillaume Tell 1829, Robert le Diable 1831 La Juive 1835) per arrivare al primo decennio della recezione italiana dei grands opéras di Giacomo Meyerbeer, che fu il principale esponente del nuovo genere (1840-50). Le opere prese in esame si basano su libretti di grands opéras (ossia non ne utilizzano il solo soggetto ma l’intero testo). Sono: 1) “Fenella” di G. Rossi per la musica di S. Pavesi (Venezia, Teatro La Fenice, 5 febbraio 1831) derivata da “La muette de Portici” di E. Scribe e G. Delavigne, musica di D. Auber, Parigi 1828; 2) “Caterina Cornaro” di G. Sacchero, musica di G. Donizetti (Napoli, Teatro San Carlo, 18 gennaio 1844), basata sul libretto de “La Reine de Chypre” di J. Vernoy de Saint-Georges, musica di J. Halévy, Parigi 1841. Il lavoro di ricerca punta a comprendere quanto della novità dell’impianto drammaturgico e musicale originale sia rimasto in questi primi adattamenti italiani. Entrambi i testi verranno inseriti nel corpus librettistico pubblicato sul sito “Opera Liber” (Biblioteca Digitale del Libretto d’Opera).

Le metodologie utilizzate sono quelle tradizionali della ricerca storica. La prima tappa sarà l’acquisizione delle fonti (libretti e partiture), della bibliografia e di tutta la documentazione utile ad analizzare il fenomeno oggetto d’indagine, ad esempio lettere di compositori e librettisti, documentazione d’archivio dei teatri, cronache coeve e recensioni giornalistiche (per l’Ottocento).
Per la collazione e l’edizione dei testi verranno utilizzati i criteri della moderna filologia testuale e musicale.
Per l’analisi del testo musicale ci si avvarrà prevalentemente di modelli d’analisi incentrati sulla drammaturgia musicale, ossia l’analisi del rapporto testo-musica e delle strategie narrative utilizzate dal compositore.
Per quel che riguarda il censimento delle fonti del Giasone di G. A. Cicognini (libretto e testo teatrale) sarà necessaria innanzitutto la creazione
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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