Nuovi ritrovamenti di vertebrati fossili della Paleobioprovincia Apulo Abruzzese (Miocene Superiore), Sistematica Evoluzione e Paleo-biogeografia. New find of fossil vertebrates from the Apulia-Abruzzo Paleo Bioprovince (Upper Miocene). Systematic, Evolution, and Paleo-Biogeograpy.

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PREMESSA Il presente progetto prende lo spunto dal ritrovamento di nuovi fossili della paleoboprovincia insulare Garganica. La fauna del Gargano è emblematica per lo studio delle problematiche collegate alle condizioni di insularità ed è forse l’unico esempio nel Mediterraneo che documenta i processi e le caratteristiche evolutive che si possono sviluppare in un arcipelago che è rimasto quasi del tutto isolato dalla terra ferma per un periodo di tempo geologico consistente. I dati paleogeografici e le evidenze faunistiche mostrano infatti che, durante il Miocene, il Gargano costituiva un insieme di terre emerse popolato da una fauna di vertebrati fortemente endemici e con una lunga storia paleobiogeografica alle spalle I fossili provengono da sedimenti derivati da coltri di suoli ossidati, che riempiono le cavità di un esteso sistema carsico sviluppatosi a spese del calcare mesozoico della piattaforma Apula. Gli affioramenti fossiliferi sono localizzati in un’area ristretta che si estende a nord - ovest del piede del monte del Gargano e sono esposti grazie all’intensa attività di estrazione di pietra calcarea da costruzione, concentrata in poche decine di km2 tra Apricena e Poggio Imperiale. Molti depositi a terre rosse presentano una ricchezza impressionante di reperti e fanno di questa area una delle più importanti aree di interesse paleontologico della nostra penisola e forse dell’Europa. Le campagne di recupero del materiale delle terre rosse, messo in luce dal procedere dell’attività estrattiva, si sono concentrate prevalentemente negli anni settanta da parte di ricercatori dell’Università di Leiden (Olanda) e primi anni ottanta da parte del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. La fauna comprende Rettili, Anfibi, Uccelli e Mammiferi. La composizione della fauna a mammiferi è fortemente sbilanciata e presenta tutte le caratteristiche che ci possiamo attendere in un popolamento insulare. Il grosso della associazione è composto da micromammiferi endemici (muridi, insettivori, lagomorfi), alcuni di taglia gigante; i grandi mammiferi comprendono solamente un gruppo di ruminanti a cinque appendici craniali per cui è stata istituita la nuova famiglia Hoplitomericidae e alcune specie dell'insettivoro endemico Deinogalerix un animale divenuto troppo grande per continuare ad essere considerato un “piccolo mammifero”. I carnivori sono rappresentati solamente da una lontra marina. I super-predatori nella fauna garganica si trovano fra i rettili (un coccodrillo e dei grandi serpenti, ma soprattutto nell’avifauna che include un barbagianni gigante (Tyto garganica) e delle aquile giganti. L’età dei riempimenti, in assenza di vincoli cronostratigrafici di sufficiente dettaglio, è tutt’ora incerta e basata su considerazione biostratigrafiche indirette e sulla biocronologia dei mammiferi meno endemizzati. Un età messiniana dei depositi, per alcuni estesa fino a parte del Pliocene inferiore, è comunque ritenuta probabile dalla maggior parte degli autori. I fossili presenti nelle diverse fessure documentano associazioni con composizioni faunistiche e grado di endemizzazione dei taxa che variano in modo coerente. È stato quindi possibile raggruppare le fessure che hanno la stessa associazione faunistica e ordinarle in una successione cronologica relativa. In tal modo è possibile ipotizzare una successione ordinata di fasi di popolamento che documenta una storia evolutiva piuttosto lunga, durante la quale si osservano estinzioni, comparse di nuovi taxa ed evoluzione morfologica, particolarmente evidente nei muridi del genere Mikrotia e nei lagomorfi (Prolagus). Nel gruppo di fessure più antiche sono presenti taxa con modificazioni morfologiche meno marcate assieme a rari taxa che sembrano essere derivati direttamente dagli antenati continentali, senza aver subito grandi modifiche morfologiche. Il personale dell’Università di Torino, guidato da Giulio P
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/12 → …

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