Normatività del diritto e costituzionalizzazione degli ordinamenti giuridici

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Il tema della normatività del diritto è uno dei loci classici della filosofia del diritto. Occuparsi della normatività del diritto equivale a domandarsi se il diritto costituisca una ragione per l’azione. Il diritto è in grado di imporre obblighi? Che relazione intercorre tra l’obbligo giuridico e l’obbligo morale? L’obbligo giuridico è un obbligo “tutto considerato” o solamente un obbligo prima facie? Queste sono alcune delle domande che, da sempre, si pongono i giusfilosofi e sulle quali si dividono. Semplificando i termini della questione, si può dire che, tradizionalmente, le risposte alle domande precedenti sono riconducibili a due ideal-tipi. Il primo è rappresentato dal “modello del bandito” di ascendenza austiniana. Per Austin (ma le cose non sono molto diverse se si prende in considerazione Kelsen e, in generale, il positivismo giuridico della prima metà del 1900) il diritto è l’insieme dei comandi del sovrano [Cfr. J. AUSTIN, Delimitazione del campo della giurisprudenza, 1995]. Il secondo ideal-tipo è rappresentato dal paradigma giusnaturalista, che considera l’obbligo morale come l’unico obbligo genuino e considera gli obblighi giuridici solo obblighi prima facie [Cfr. J. FINNIS, Legge naturale e diritti naturali, 1996]. Il passaggio dallo Stato di diritto allo Stato costituzionale, unitamente al fenomeno della costituzionalizzazione – che è quel «processo di trasformazione di un ordinamento al termine del quale l’ordinamento in questione risulta totalmente “impregnato” dalle norme costituzionali» [R. GUASTINI, La “costituzionalizzazione” dell’ordinamento italiano, “R. P.”, 1998, pp. 185-206] – hanno contribuito ad un rinnovato vigore del dibattito sulla normatività del diritto, lasciando intravedere una via per uscire dalla rigida antinomia tra i due ideal-tipi brevemente menzionati. L’intuizione, che si deve attribuire ad Hart, è che è possibile distinguere l’obbligo giuridico da un lato dalla coercizione e, dall’altro, dall’obbligo morale. La ricerca che ci proponiamo di compiere consiste in un’analisi del dibattito sulla normatività del diritto che ha preso piede a partire da Hart. Due sono i filoni che ci interessa indagare. Il primo è rappresentato dal convenzionalismo giuridico, per il quale condizione necessaria della normatività del diritto è che ciascuno conformi il proprio comportamento a quanto richiesto dal diritto perché gli altri fanno altrettanto. Il secondo filone – il cui esempio paradigmatico è rappresentato da Nino – accoglie invece la tesi secondo la quale l’unico obbligo genuino è l’obbligo morale ma, al tempo stesso, mantiene ferma l’opzione per il giuspositivismo metodologico e ribadisce la tesi della separabilità tra diritto e morale.

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Gli obiettivi di una ricerca scientifica, in generale, sono molteplici, e possono convenientemente essere distinti, ad esempio, in obiettivi di breve, medio e lungo periodo o, anche, in obiettivi “diretti” ed “indiretti”. Gli obiettivi di questa ricerca – ricerca già in corso e che aspira ad un ampio respiro – direttamente collegati al presente finanziamento ex 60% possono essere sintetizzati in tre punti. 1) Creare un “gruppo di ricerca” in grado di sfruttare adeguatamente le sinergie tra le competenze degli studiosi. Per quanto nelle materie “umanistiche” sia raro che più persone concorrano ad una medesima ricerca, l’ambizione del Responsabile scientifico è proprio quella di perseguire questo obiettivo. A tal proposito vale la pena sottolineare che tutti gli studiosi coinvolti hanno effettivi interessi e competenze sul tema della ricerca e che le loro competenze sono diversificate. A titolo meramente esemplificativo, e prescindendo dalle competenze del responsabile che si possono evincere dalla bibliografia allegata, si rileva che il dott. Maniaci, dottore di ricerca in “filosofia analitica e teoria generale del diritto” presso l’Università statale di Milano, ha sviluppato una competenza sugli aspetti filosofico-generali della ricerca de quo e, in particolare, sulle teorie contemporanee della razionalità pratica; il dott. Cottone, dottorando presso il medesimo corso di dottorato frequentato dal dott. Maniaci, si occupa, in particolare del tema dell’interpretazione giuridica e dei mutamenti che la costituzionalizzazione ed il passaggio dallo stato di diritto allo stato costituzionale ha prodotto in relazione a questa tematica. Per raggiungere tale obiettivo, il Responsabile della ricerca ha già concordato incontri seminariali con gli altri partecipanti per discutere i diversi aspetti del tema della ricerca. Per questi incontri è prevista una cadenza mensile. 2) Produrre, più o meno entro i primi sei mesi, una bibliografia ragionata sul tema della ricerca. L’idea è quella di renderla disponibile sulla rivista on-line “Diritto & questioni pubbliche”, di cui il responsabile scientifico ed il Dott. Maniaci sono condirettori (insieme al Prof. Pino). L’ambizione è quella di stimolare un dibattito più ampio su questo tema e di realizzare, in tempi ragionevoli, un numero monografico della suddetta rivista sulla normatività del diritto. 3) A conclusione dell’anno di ricerca si spera di essere in grado di esitare un volume con saggi dei tre partecipanti alla ricerca che, pur non aspirando ad essere una monografia “a più mani”, raccolga i frutti degli sforzi indicati al punto 1) e, dunque, presenti una sua organicità interna. La destinazione ideale di tale lavoro è la collana di Facoltà appena ricostituita. In generale bisogna rilevare che tutti i partecipanti alla ricerca sono in un certo senso riconducibili alla tradizione di ricerca della filosofia del diritto di indirizzo analitico; questa tradizione di pensiero in Italia è stata introdotta, come è noto, da Norberto Bobbio e, poi, dai suoi allievi, tra i quali meritano di essere ricordati almeno Giovanni Tarello e Uberto Scarpelli. Merita altresì di essere ricordato, a questo proposito, che proprio il dottorato in Filosofia analitica e teoria generale della Statale di Milano – che è stato (o che attualmente è) frequentato da tutti i partecipanti alla ricerca – rappresenta il luogo di elezione per la formazione dei giusfilosofi analitici. Come è noto, una delle caratteristiche della filosofia analitica è la spiccata attenzione ai profili metodologici ed epistemologici e, dunque, si potrebbe dire, in breve, che il metodo, o le metodologie, della presente ricerca sono quelle peculiari della filosofia analitica. In particolare, verrà dedicata un’attenzione particolare alla dimensione metadiscorsiva, vale a dire all’analisi dei “discorsi” di giuristi, giusfilosofi, giuristi pratici (giu
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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