Modificazione nell’efficienza produttiva, nell’architettura della chioma, nelle caratteristiche eco fisiologiche e nella qualità del prodotto in impianti superintensivi di olivo (Olea europea L.) sottoposti a interventi di potatura meccanica ai fini della riduzione dei costi di gestione colturale

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

In olivicoltura, partire dagli anni ‘90, in Spagna, sono stati sviluppati nuovi modelli d'impianto basati su tre cultivar (Arbequina, Arbosana e Koroneiki)
contraddistinte da ridotto vigore e con precoce fruttificazione. Le piante, allevate ad asse centrale e appoggiate ad una struttura costituita con pali e fili di ferro,
disposte secondo un sesto rettangolare, danno luogo a pareti fruttifere che consentono la meccanizzazione della raccolta "in continuo", con l'ausilio di macchine
scavallatrici. Esperienze condotte in Spagna hanno evidenziato marcate riduzioni nei livelli produttivi degli impianti superintensivi una volta superati i 10.000 m3/ha
di volume complessivo delle chiome. Al di sopra di tali valori si innescano infatti fenomeni di ombreggiamento intra-pianta e tra piante contigue, che determinano la
progressiva riduzione dell'attività fotosintetica, con effetti negativi sul rinnovo vegetativo, sulla fertilità complessiva della pianta e sulla regolare crescita dei frutti. I
risultati di tali esperienze assumono particolare importanza per l'olivicoltura italiana, larga parte della quale ricade in un'area geografica che si estende per circa 6
gradi di latitudine (37°- 43 ° Lat. N.) e ad un'altitudine comprese tra il livello mare e i 400 m. s. l. m. Diversi studi di ecofisiologia hanno infatti evidenziato
l'importanza di adattare lo schema d'impianto alle condizioni climatiche del sito di coltivazione. Tali osservazioni hanno inoltre suscitato serie riserve sulla effettiva
possibilità di mantenere gli impianti superintensivi efficienti per almeno 15 anni, periodo di tempo ritenuto necessario per rendere gli investimenti convenienti dal
punto di vista economico. Sono emerse, in particolare, notevoli difficoltà di gestione colturale delle tipologie d'impianto in argomento, soprattutto per quanto attiene
agli interventi da praticare alla chioma in rapporto alle caratteristiche climatiche dell'ambiente di coltivazione. In relazione a quanto appena evidenziato assume
grande interesse comprendere la flessibilità nell'adattamento degli impianti superintensivi al variare dei parametri ambientali. A tale obiettivo si ritiene poter
pervenire attraverso ricerche collegiali che saranno condotte da quattro diverse UUOO, che operano nelle principali regioni olivicole italiane, su altrettanti impianti.
Nell'ambito della ricerca collegiale, obiettivo dell' UO è studiare il comportamento vegetativo e produttivo, alle latitudini della Sicilia, di piante di quattro cultivar di
olivo, in contesti colturali tipici degli impianti superintensivi. In dettaglio, oltre alle cv Arbequina, Arbosana e Koroneiki, ampiamente diffuse negli impianti
superintesivi, sarà presa in condiderazione la Bancolilla, l'unica cv di origine autoctona a presentare caratteristiche vegetative idonee ai suddetti tipi di impianto. Le
osservazioni, mirate al rilevamento di parametri relativi allo studio della crescita vegetativa, dell'attività riproduttiva e dei fattori ecofisiologici che possono
influenzare le relazioni idriche e gli scambi gassosi della pianta, saranno effettuate con le medesime metodiche, in impianti superintensivi costituiti con tre cultivar in
comune (Arbequina, Arbosana e Koroneiki) e almeno una di origine locale, specifica per ciascuna UUOO. Inoltre, in considerazione degli elevati costi della potatura
manuale e della carenza di personale con specifiche competenze rispetto alla pratica in argomento questa UO ritiene di grande interesse, ai fini dello sviluppo di
modelli di gestione economicamente sostenibile degli impianti intensivi, studiare le modificazioni indotte nell'architettura della chioma da interventi di potatura
meccanica rispetto a quelli di tipo manuale. In dettaglio tali interventi saranno mirati a contenere lo sviluppo verticale (topping) e orizzontale (hedging) della chioma
al fine di poter ricondurre le piante entro dimensioni compatibili con la fruttificazio
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva3/22/103/21/12

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