Modelli statistici per lo studio delle transizioni allo stato adulto e comportamento riproduttivo di un campione di giovani

Progetto: Research project

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Dal secondo dopoguerra ad oggi l’Europa ha vissuto una profonda trasformazione nella scena sociale ed economica. Su tale sfondo la popolazione è aumentata e invecchiata, ha modificato la sua struttura e abitudini e comportamenti. In particolare nel Sud Europa si è assistito ad uno slittamento dell’età e delle motivazioni dell’uscita dalla famiglia d’origine che si sono ripercossi sull’età al primo ingresso nel mercato del lavoro, alla prima unione e, in particolare, sull’intensità e la cadenza della fecondità, mentre nell’Europa del Nord e in quella continentale la situazione è notevolmente differente. I Paesi europei si differenziano per diversi elementi quali la dimensione e l’ampiezza della famiglia, sempre più ampia al sud di quanto non sia nei Paesi del nord; i livelli di fecondità, in genere molto più bassi nei paesi del sud; le nascite fuori dal matrimonio molto numerose al nord (40%, 50% del totale delle nascite); percentuale di donne giovani non inserite nel mercato del lavoro, molto contenuta al sud (intorno al 40-50); giovani che vivono insieme senza essere sposati, pochissimi al sud (intorno al 10%), e moltissimi al nord (72% in Danimarca, 46% in Francia, 54% in Olanda); i giovani entro i 30 anni di età che vivono ancora con i genitori, numero considerevole in tutta Europa raggiungendo però il 65% in Italia, il 22% in Finlandia, il 25% in Danimarca, il 33% in Svezia e in Germania, il 41% in Francia. Il ritardo nel processo di transizione allo stato adulto, particolarmente evidente nei paesi a modello mediterraneo, è accentuato dalla rigida sincronizzazione tra il momento dell'uscita dalla famiglia d'origine e la formazione di una prima unione (prevalentemente il matrimonio) dove il ritardo nell’uscire da casa si ripercuote direttamente in un ritardo nella formazione delle unioni e nel comportamento riproduttivo (Blossfeld, De Rose, 1992; Iacovou 1998). Proprio per questa interconnessione tra gli eventi legati alla scelte riproduttive e familiari ed eventi che costituiscono la pre-condizione per la transizione allo stato adulto risulta indispensabile analizzare in un’ottica integrata l’uscita alla famiglia d’origine, le scelte familiari e riproduttive. Nel corso dell’ultimo decennio alcune tematiche proprie della demografia sia per contenuti sia per metodologia (approccio per coorti, attraverso lo studio del movimento della popolazione inteso come risultato di esperienze individuali) sono diventate oggetto di studio anche della statistica sociale. Infatti con l’uso delle tecniche di indagine longitudinale si è potuto affiancare, al più tradizionale approccio di analisi un approccio più ricco sul piano analitico e esplicativo. Per individuare strumenti capaci di spiegare i comportamenti si è rinunciato allo studio per coorte in favore di un approccio metodologico in cui l’individuo non è, come in passato, una unità elementare 'implicita', ma è autonomamente e specificatamente tenuto in considerazione nella sua intera biografia.

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l progetto nasce dalla necessità di delineare le tendenze attuali inerenti le dinamiche di coppie e i processi riproduttivi in atto in Europa. In particolare, in un’ottica comparativa, si vuole studiare se i giovani che si allontanano precocemente da casa (per motivi di studio o di lavoro) siano più o meno pronti ad adottare nuove forme di convivenza e comportamenti riproduttivi non tradizionali. In quest’ottica si tenterà di tratteggiare gli attuali percorsi di transizione allo stato adulto in modo da indicare possibili politiche rivolte al sostegno della bassissima e bassa fecondità attraverso il potenziamento degli elementi di novità già presenti in alcuni paesi europei o in alcune specifiche coorti. Particolare attenzione verrà data alle cause, ed alle conseguenze riproduttive dei nuovi comportamenti familiari come convivenze e convivenze allargate. Lo studio intenderà anche analizzare i meccanismi di creazione, funzionamento, rottura e nuova formazione degli equilibri familiari. Tenendo sempre presente una prospettiva per genere, coorte e paese, il presente lavoro si pro-pone di: delineare le tendenze attuali inerenti la transizione allo stato adulto e i processi riproduttivi; individuare le determinanti dei diversi percorsi di transizione allo stato adulto e delle diverse storie riproduttive; analizzare i meccanismi di creazione, funzionamento, di rottura e nuova formazione delle coppie e delle famiglie; individuare percorsi di vita “virtuosi” e “viziosi” in termini di fecondità e transizione allo stato adulto e conseguenti possibili politiche rivolte al sostegno della fecondità italiana. L'analisi delle caratteristiche dei comportamenti riproduttivi delle coorti, la recente evoluzione temporale, le particolarità dei differenziali geografici, sarà realizzata distinguendo fra fattori che condizionano la fecondità a livello individuale e a livello collettivo. Si cercherà inoltre di collocare nel contesto europeo la formazione della famiglia in Italia, mettendone in luce le principali peculiarità, anche attraverso un'analisi della ampia letteratura esistente in materia a livello europeo e nazionale, sfruttando in particolare le indagini esistenti. Per sfruttare al massimo le fonti già esistenti ideate per scopi specifici (come la conoscenza dei percorsi di uscita dalla famiglia d’origine, la formazione della coppia, la vita riproduttiva, la situazione lavorativa e reddito, le opinioni e aspettative), lo studio dei comportamenti sarà condotto: (a) a livello individuale e familiare (micro e meso) attraverso l’utilizzo delle indagini ad hoc e congiuntamente attraverso altre indagini, che forniscano informazioni sulla situazione economica e valoriale della famiglia; (b) a livello aggregato (macro) verranno studiate le relazioni tra lavoro e comportamento fecondo, tra tipologia-numerosità del nucleo familiare e comportamento riproduttivo, tra fecondità e caratteristiche socio economiche della famiglia. Nel corso dell’ultimo decennio la demografia si è sviluppata, nell’ambito dell’approccio per coorti, attraverso lo studio del movimento della popolazione inteso come il 'prodotto' di esperienze individuali di tipo biografico. Con i progressi ottenuti nelle tecniche di indagine longitudinale, più propriamente statistiche, si è potuto affiancare, al più tradizionale approccio di analisi macro-dinamico, quello micro-dinamico più ricco sul piano analitico e esplicativo, e si è aperto la strada ad approcci metodologici diretti in maniera progressivamente più efficace verso più convincenti sbocchi conoscitivi che facciano dialogare la demografia con la statistica. Per individuare strumenti idonei a spiegare i comportamenti demografici si è rinunciato allo studio per macro-unità coorte, in favore di un approccio metodologico in cui la biografia è tenuta in conto come processo stoca-stico complesso: ci si riferisce, com’è evidente, all
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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