Metodi di analisi per lo sviluppo sostenibile

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Il panorama normativo concernente l'utilizzo delle fonti energetiche è profondamente mutato negli ultimi anni, con l'inclusione delle tematiche ambientali. Si può a giusto titolo affermare che non esiste provvedimento concernente l'energia e, più in generale, lo sviluppo economico, che non contempli l'analisi degli effetti ambientali delle azioni intraprese. L'adozione del protocollo di Kyoto, nonostante i suoi obiettivi siano ben lungi dall'essere raggiunti, ha costituito un importante spartiacque concettuale, a tal riguardo. I provvedimenti sull'assegnazione delle quote nazionali di emissione di CO2, da un lato, e l'adozione delle modalità "in conto energia" nell'incentivazione dei sistemi solari fotovoltaici, costituiscono solo due esempi del mutato scenario energetico. Ma, a ben vedere, non sono ancora molti gli strumenti di analisi che possano consentire agli amministratori ed agli analisti ambientali di valutare in modo sufficientemente affidabile gli effetti ambientali prodotti dalle opzioni politiche concernenti l'energia e, più in generale, il governo del territorio. A parte i cosiddetti metodi "matriciali", che sono costituiti da una tabella più o meno estesa di requisiti e di giudizi "linguistici", gli strumenti più promettenti per affrontare con ragionevole speranza di successo queste tematiche appaiono i nuovi metodi integrati di valutazione, che stanno decisamente prendendo piede in ambito internazionale. Il Dashboard della Sostenibilità e l'Impronta Ecologica sono gli strumenti più noti, a tal riguardo. Il primo si fonda su una rappresentazione grafica molto semplice mediante la quale vengono forniti alcuni giudizi sintetici, utilizzando una predefinita scala cromatica, concernenti ambiti di impatto preventivamente individuati dagli utilizzatori, e concordati con gli "stakeholders" coinvolti. L'impronta ecologica, utilizzando un approccio di contabilità territoriale ed ambientale, restituisce gli effetti delle attività antropiche in termini di superficie di territorio bioproduttivo e superficie marina complessivamente coinvolte, assumendo implicitamente che la risorsa fondamentale sulla quale si fondano e si sviluppano i sistemi umani sia il "capitale naturale". La ricerca, partendo dai risultati conseguiti nel precedente biennio e che ha riguardato l'analisi approfondita dello stato dell'arte di queste metodologie ed una prima applicazione ad alcune realtà locali siciliane, si propone di analizzare del dettaglio la struttura di questi metodi, con particolare riguardo all'applicazione del metodo dell'impronta ecologica all'impatto esercitato dal settore delle costruzioni, che rappresenta un comparto energetico ed economico di primaria importanza nei paesi industrializzati. La ricerca sarà svolta anche in contatto con gli autori dei metodi citati, che operano presso l'università di Vancouver (Impronta Ecologica) e presso il centro europeo di ricerca di Ispra (Dashboard).

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StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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