‚Meraviglioso’, religione e dottrine esoteriche nell’illuminista Ch. M. Wieland

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La presente ricerca si propone di analizzare tutta l'opera wielandiana, che copre l’intera seconda metà del Settecento, per valutare in essa le trasformazioni del concetto di ‚meraviglioso’, la posizione nei confronti della religione e soprattutto delle dottrine esoteriche. Il periodo preso in considerazione coincide in successione con la fase ‚sentimentale’ dell’illuminismo tedesco, l’Empfindsamkeit, l’età dello Sturm und Drang, la classicità e il primo romanticismo, fino all’inizio dell’Ottocento. Interessa qui studiare non tanto come ogni fase dell’evoluzione culturale tedesca abbia lasciato le sue tracce in Wieland, fra i massimi autori del tempo, quanto come non raramente egli sia il precursore delle trasformazioni in atto. In particolare, si punta però a dimostrare come l’autore riesca a conciliare le concezioni illuministe con un’ansia di ricerca di trascendenza che egli condivide con i suoi contemporanei e connazionali, che non rinuncia al vaglio attento della ragione e al rifiuto fermo di ogni semplificazione e banalizzazione. Si intende anche raffrontare le posizioni di alcuni autori di spicco del tempo, Lessing, Goethe e Schiller, ampiamente studiate, con quelle wielandiane, senz’altro trascurate, per determinare in che misura ciascuno di essi abbia influito sulle correnti culturali successive.

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Un primo obiettivo è, come si è detto, quello di dimostrare come non raramente Wieland sia il precursore delle trasformazioni in atto, come l’autore riesca a conciliare le concezioni illuministe con un’ansia di ricerca di trascendenza che egli condivide con i suoi contemporanei e connazionali, senza però rinunciare al vaglio attento della ragione e al rifiuto di ogni semplificazione e banalizzazione. L’obiettivo principale tuttavia è un altro. Ed è quello di individuare con certezza la posizione wielandiana nel dibattito del Settecento sulle dottrine esoteriche, sulle sétte segrete, dagli Illuminati ai Massoni, sulla religione. Sono note infatti le posizioni di Lessing, Goethe e Schiller, manca del tutto uno studio accurato sulle posizioni wielandiane, che si trasformano nel corso del tempo, e che si distinguono per la loro funzione di mediazione, per la costante ricerca di una verità che si sa sfuggente. Chiarire il pensiero di Wieland in questo contesto significa portare un contributo consistente alla chiarificazione di una discussione che connota tutta l’evoluzione culturale tedesca, fino alla metà del XX secolo. Poichè mancano, diversamente da quanto accade per altri autori, studi specifici sull’esoterismo in Wieland, si tratterà, partendo dagli studi sull’esoterismo nella letteratura tedesca del Settecento, messi a punto da altri studiosi (cfr. la voce ‚Base di partenza ...’), di analizzare i testi letterari wielandiani in chiave di storia letteraria e di storia delle idee, di intertestualità, valutandone gli elementi costitutivi – plot, forma – in base al genere letterario di appartenenza, e cercando riscontri sia negli scritti teorici coevi, sia anche nell’epistolario. Si tratterà però anche di individuare gli eventuali elementi simbolici dei testi, che potrebbero incidere sul ‚senso’ apparente di un episodio o di un’opera, senza opporsi a quel senso, ma stratificandosi, prospettando una polivalenza di significati e di possibili interpretazioni. Un’eventualità tutt’altro che rara nella letteratura tedesca della seconda metà del Settecento.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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