MAPPAEMUNDI NELL’INGHILTERRA ANGLOSASSONE: TIPOLOGIE, TRADIZIONI E CONTESTI

Progetto: Research project

Dettagli progetto

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La percezione e la rappresentazione della terra in epoca medievale è stata oggetto d’indagine principalmente della cartografia, che ha studiato le mappaemundi del tempo dal punto di vista della loro tipologia e della loro evoluzione nel tempo, senza tenere in considerazione le differenze che caratterizzano le diverse aree culturali dell’Europa medievale.

Allo stato attuale non esiste nessuna catalogazione, seppure parziale, delle mappaemundi che circolavano nell’Inghilterra anglosassone, nonostante queste facessero sicuramente parte del bagaglio di opere disponibili nelle scuole monastiche del tempo, come ci è testimoniato dai numerosi manoscritti che le conservano.

Per comprendere quale fosse la percezione e il relativo sistema di rappresentazione della terra che avevano gli anglosassoni e la loro evoluzione nel tempo, nonché la loro diffusione territoriale, si rende, dunque, necessario uno studio approfondito di tutte le mappaemundi anglosassoni esistenti, che parta dalla loro individuazione e dalla loro catalogazione tipologica (mappe di tipo T-O, mappe zonali, etc., e vari sottogruppi) per proseguire con l’analisi delle tradizioni culturali dalle quali derivano (patristica, greca, etc.), delle opere alle quali sono associate (Isidoro, Beda, Macrobio, etc.) e dei contesti in cui ricorrono (opere enciclopediche, opere di computistica, etc.).

Tale studio costituisce l’obiettivo del presente progetto di ricerca, che mirerà, inoltre, tramite l’analisi comparativa delle mappaemundi individuate e catalogate, a porre in evidenza eventuali relazioni di parentela tra le varie mappaemundi trovate e quindi tra i manoscritti che le conservano (ed in ultima analisi, là dove è nota l’origine dei manoscritti in questione, tra i centri scrittori dove si sono originate).

Layman's description

Il presente programma di ricerca mira ad effettuare uno studio approfondito della percezione della terra e delle sue rappresentazioni nell’Inghilterra anglosassone.

Allo stato attuale non esiste nessuna catalogazione, seppure parziale, delle mappaemundi anglosassoni, nonostante queste facessero sicuramente parte del bagaglio di opere disponibili nelle scuole monastiche anglosassoni, come ci è testimoniato dai numerosi manoscritti che le conservano.

Il primo obiettivo della ricerca, che ha formato l'oggetto dei primi 12 mesi, è stato quindi quello di operare una ricognizione (più completa possibile) di tutte le mappaemundi esistenti e di catalogarle tipologicamente (mappe di tipo T-O, mappe zonali, etc., articolando la catalogazione in gruppi e sottogruppi) tenendo conto delle tradizioni culturali dalle quali tali rappresentazioni derivano, ovvero delle opere alle quali sono generalmente associate (Isidoro, Beda, Macrobio, opere di astronomia, etc.).

Partendo da tale catalogazione, nei successivi 12 mesi si procederà all’analisi comparativa delle mappeamundi individuate, mirante a porre in evidenza eventuali relazioni di parentela tra le varie mappaemundi e quindi tra i manoscritti che le conservano (ed in ultima analisi, là dove è nota l’origine dei manoscritti in questione, ad eventuali relazioni tra centri scrittori diversi, anche continentali).

Si vedrà, inoltre, se è possibile riscontrare un’evoluzione temporale delle mappaemundi così catalogate o una loro particolare distribuzione spaziale (in quanto certe rappresentazioni potrebbero essere legate a un periodo storico particolare o a un centro scrittorio specifico piuttosto che a un altro).

Parallelamente, a un livello più generale, si studierà il contesto di occorrenza delle mappaemundi, sia a livello della singola opera nella quale ricorrono o alla quale sono associate (le mappaemundi ‘indipendenti’ sono piuttosto rare), sia a livello del tipo di manoscritto che le contiene (opere di astronomia, opere enciclopediche, raccolte miscellanee, etc.), analizzando altresì eventuali modifiche o trasformazioni, o migrazioni ad altre opere o ad altri contesti.

Sulla base, infine, dei contesti di occorrenza citati si cercherà di individuare eventuali altre mappe sfuggite alla catalogazione, esaminando sistematicamente tutti i manoscritti che conservano le opere in cui ricorrono tali mappe.

Il lavoro della seconda fase della ricerca, come già esplicitato, procederà in molteplici direzioni. Si partirà dalle mappaemundi anglosassoni catalogate nella prima fase della ricerca e delle opere in cui ricorrono o alle quali sono associate, e si analizzerrano tutte le altre copie anglosassoni esistenti della stessa opera per individuare eventuali altre mappe. Il numero di opere associabili a mappaemundi è in realtà limitato (soprattutto Isidoro, Beda, Macrobio e opere di computistica) ma il numero di manoscritti esistenti è piuttosto elevato, e sono sparpagliati in varie biblioteche d’Europa (e persino d’America), per cui saranno necessarie numerose missioni a biblioteche diverse e numerosi ordini di microfilm o copie di altra natura. Una volta ottenuta una catalogazione quanto più completa possibile delle varie mappaemundi trovate si procederà a una loro analisi tipologica, in parte già effettuata nella prima fase della ricerca, e alla individuazione di affinità e differenze volta a riscontrare: a) eventuali preponderanze di una tipologia rispetto ad un'altra in un determinato periodo o in un determinato centro scrittoio (là dove l’origine dei manoscritti è nota); b) eventuali rapporti di parentela tra manoscritti, là dove non ancora noti e riscontrabili mediante affinità tra le relative rappresentazioni. Infine si procederà ad uno studio più generale del contesto di occorrenza delle varie tipologie e al modo in cui i vari contesti si differenziano o si influenzano l’u
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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