Linguaggio,persuasione e desiderio nella filosofia aristotelica

Progetto: Research project

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La ricerca si colloca nell'ambito dell'attuale rivalutazione della retorica come disciplina filosofica. Obiettivo generale del progetto è mostrare la fecondità teorica del punto di vista di Aristotele sui rapporti tra persuasione, linguaggio e natura umana, con particolare riferimento al nesso tra il linguaggio e l'universo dei desideri. La convinzione di fondo che guida l'intera ricerca è che nel Corpus aristotelico si trovi una teoria della persuasione in grado di entrare a pieno titolo nel dibattito-filosofico-linguistico contemporaneo. Più esattamente, la posizione aristotelica, se opportunamente riletta, può rivelarsi euristicamente più produttiva di molte delle teorie contemporanee suolla persuasione. Rispetto ad esse, il punto di vista di Aristotele presenta vantaggi teorici importanti, consistenti essenzialmente nel superamento di alcune tradizionali contrapposizioni (verità/persuasione; conoscenza/piacere; razionale/emotivo; prova/tropo). L'ipotesi che si intende mettere alla prova è che la persuasione rappresenti uno dei luoghi nei quali si manifesta quell'intreccio inestricabile tra lingustico e non linguistico che caratterizza la natura umana.

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Obiettivo generale del progetto è mostrare la fecondità teorica del punto di vista aristotelico sui rapporti tra linguaggio e desiderio e, più esattamente, come la concezione aristotelica della pesuasione sia in grado di gettare luce sul nesso tra sfera linguistica e dimensione emotiva. Il lavoro svolto nello scorso anno ha mostrato l'effettiva possibilità di individuare nel Corpus aristotelico, e in particolare nella Retorica, una teoria della persuasione non solo genericamente attuale ma anche euristicamente più produttiva di molte teorie contemporanee. Rispetto ad esse la posizione aristotelica presenta vantaggi teorici importanti, consistenti essenzialmente nel superamento di alcune tradizionali opposiozioni: 1. Non contrappone la persuasione alla verità, consentendo così di ripensare in termini nuovi il rapporto tra il discorso retorico e le altre pratiche discorsive umane; 2. Non separa la conoscenza dal piacere e non è pertanto spinta a svalutare il discorso retorico considerandolo mera lusinga; 3.Da 1 e 3 deriva la possibilità di superare la contrapposizione tra "vie razionali" (strettamente argomentative) e "vie emotive" (l'appello alle emozioni dell'uditorio) considerando così la persuasione come un processo unitario che deve tenere conto della complessità dell'essere umano nella sua interezza. 4. Per le stesse ragioni, la posizione aristotelica consente infine di superare anche una delle contrapposizioni più perniciose per la comprensione del fenomeno della persuasione: quella tra prova e tropo. Metodi: Il lavoro si svolgerà essenzialmente attraverso una rilettura (ed eventuale traduzione difforme da quelle tradizionali) delle opere del Corpus aristotelico nelle quali si trova, in forma talvolta implicita, la teoria aristotelica del discorso persuasivo. Ciò significa che, oltre alla Retorica nella sua interezza, verranno presi in considerazione numerosi passi di altre opere, generalmente non messi in relazione tra loro (in particolare: Etica Nicomachea,De Anima, Politica, Analitici Primi, Topici e Confutazioni Sofistiche). Una parte di questo lavoro di rilettura è già stato realizzato (soprattutto in riferimento all'Etica Nicomachea e alla Politica) e rappresenterà il punto di partenza del lavoro da svolgere.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/05 → …

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