L’indirizzo sociale della scienza giuridica europea tra fine Ottocento e primo Novecento

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La ricerca che si chiede di finanziare ha già avuto un primo importante impulso grazie ad una borsa di studio del Max Planck Institut di Francoforte, presso le cui strutture si è avuto modo, nel maggio del 2012, di studiare le opere di quei giuristi francesi, tedeschi e austriaci che dagli ultimi anni dell’Ottocento cominciarono a propugnare, nel segno del «giusliberismo», l’idea di un diritto immerso nella società, vivificato dall’interpretazione di giudici e giuristi attenti al concreto divenire della realtà sociale. La libre recherche scientifique e la Lebenderechtslehre, la Freirechtsbewegung e la freie Rechtsfindung riconducevano la fonte legislativa ad un sistema pluralistico, sottoponendola ad un processo evolutivo ed integrativo (quando non correttivo), conformemente ad una concezione dinamica del diritto, influenzata dal positivismo scientifico, dalla filosofia organicista e da un nuovo giusnaturalismo di marca storicistica. In questo senso, avendo riguardo ai diversi profili teorici, alle scelte di metodo, di contenuto e di stile, non può non rilevarsi l’affinità con quelle tendenze che già all’inizio degli anni Ottanta dell’Ottocento avviarono un processo di rinnovamento nella civilistica italiana. Nel nome di una «concezione sociale» del diritto, un drappello di giuristi, da Vadalà-Papale a Cimbali, da Simoncelli a D’Aguanno, da Gianturco a Salvioli, pose le basi per un recupero della dimensione storico-sociale del fenomeno giuridico, affrancandosi dal dogma legalistico e dal monopolio codicistico. L’influenza del positivismo scientifico, dell’evoluzionismo e dell’organicismo, variamente intrecciati nel bagaglio culturale di ciascun protagonista, contribuiva a consolidare l’idea di un diritto in continua trasformazione, destinato, al pari della società, ad un incessante processo di adattamento. A cavallo fra l’ultimo ventennio dell’Ottocento e il primo quindicennio del Novecento, l’Europa si sarebbe così ritrovata unita da una serie di indirizzi dottrinali e giurisprudenziali, che per quanto lontani nello spazio e nel contesto politico, avrebbero composto un quadro coerente, accomunati dai medesimi presupposti e dalle stesse conclusioni: l’obiettiva osservazione della realtà socio-economica, così diversa rispetto al paesaggio affrescato dai Codici, stravolta rispetto a quella del primo Ottocento, imponeva un rinnovamento del diritto civile e del diritto commerciale che tenesse nel dovuto conto le trasformazioni generate dall’industrializzazione, dall’inurbamento, dall’associazionismo, dalle comunicazioni di massa, dalla laicizzazione dello Stato.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/12 → …

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