Letteratura italiana e identità: ricognizione del ‘campo’ letterario moderno, archeologia dei modelli, analisi dei temi e nuove prospettive metodologiche

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Se si vagliasse criticamente «l’ordine del discorso» che fonda la grande narrazione dell’identità letteraria italiana moderna e della storia ufficiale che la presuppone, probabilmente si potrebbe cominciare a elaborarne una contro-versione: bisognerebbe accettare in primo luogo l’assunto per il quale questa presunta identità, come d’altronde tutte le presunte identità nazionali, non è un dato a-storico, universale, trascendentale, ma piuttosto storicamente (e materialisticamente) determinato, parziale, immanente quand’anche dominante; e soprattutto considerando che essa è l’esito dell’esercizio di uno o più poteri socialmente e culturalmente assoggettanti. Quello dell’identità collettiva è del resto, foucaultianamente, un ‘discorso’ del potere. In secondo luogo si dovrebbe ponderare il concetto di «invenzione della tradizione», elaborato dagli storici Eric Hobsbawm e Terence Ranger. Da tutto questo si deve dedurre che per ogni identità ‘nazionale’ ufficiale, maggioritaria e dominante, sono esistite, esistono, molteplici alterità oppresse, minoritarie ed emarginate e che il processo di formazione di una tradizione identitaria è tutt’altro che uniforme e lineare, ma discontinuo e fortemente dialettico, nonché determinato da una selezione nient’affatto casuale o neutra di quella memoria collettiva (nel nostro caso specificamente letteraria) che concorre a fondarla.

È soprattutto alla letteratura e alla sue interpretazioni, come è noto, che si è attinto per reperire fonti e materiali utili a definire (o a ‘inventare’) lo statuto dell’identità culturale degli italiani, facendo del canone letterario nazionale un indispensabile repertorio identitario, dal 1861 in poi. Ma in una produzione letteraria vasta e articolata come quella italiana, se è facile reperire opere, passi, personaggi, episodi, modelli che attestino presunti caratteri identitari, sarebbe altrettanto agevole, semmai ci si provasse, trovare ottime fonti per sconfessarli uno dopo l’altro.

Attraverso l’analisi di alcuni testi, l’esplorazione di determinati temi, e lo studio dei generi letterari in determinate fasi storiche, la ricerca intende approdare a una ridefinizione di specifici aspetti e di determinate funzioni della letteratura italiana della modernità in rapporto alla codificazione dell’identità nazionale. Data la vastità del campo di indagine preso in esame e la complessità dei problemi che lo stesso pone, si focalizzerà la fase operativa su alcuni nuclei critici e su snodi metodologici: la tradizione degli scritti saggistici sui caratteri, i modi e i costumi degli italiani tra Sette e Ottocento; la rappresentazione dell’ ‘altro’ (lo straniero, l’omosessuale, ma anche la donna) e la sua interpretazione e rielaborazione in sede critica e storiografico-letteraria; l’analisi di alcuni temi della narrativa siciliana moderna (ma anche della narrativa italiana di ambientazione siciliana) volta a delineare una diversa topografia della letteratura siciliana moderna.

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La ricerca si prefigge di avviare un’indagine, attraverso l’analisi di alcuni testi, l’esplorazione di determinati temi, lo studio dei generi letterari in determinate fasi storiche, che consenta di approdare a una ridefinizione di determinati aspetti e di funzioni della letteratura italiana della modernità in rapporto alla codificazione dell’identità nazionale.

In primo luogo si intendono rintracciare, nella trattatistica sui modi e costumi italiani fiorita tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo, sulla scorta della voga settecentesca dei resoconti letterari sui costumi dei popoli stranieri, i primi segni della lunga opera di codificazione dell’identità nazionale moderna (in autori come P. Calepio, G. Baretti, S. Bettinelli, M. Gioja, M. Palmieri di Miccichè, G. Leopardi). Uno scavo ‘archeologico’ che vorrebbe dunque riportare alla luce i reperti letterari che hanno fondato questo sapere-potere nella modernità, i palinsesti 'letterari' dell’identità italiana moderna, per provare a ragionare della costruzione letteraria del ‘discorso’ identitario nazionale.

Parallelamente, un secondo versante della ricerca mira a verificare come la rappresentazione dell’ ‘altro’ (lo straniero, l’omosessuale, ma anche la donna) e la sua interpretazione e rielaborazione (ovvero mancata o fuorviante ricezione) in sede critica e storiografico-letteraria, abbiano concorso a definire il ‘campo’ della letteratura italiana nella modernità e come, più in generale, la storiografia letteraria e la ricezione ‘canonizzante’ e ‘ufficiale’ di alcune opere abbiano avuto un ruolo preponderante nel disegnare i confini della disciplina (e le sue mansioni di repertorio identitario nazionale) e nel fissare quegli statuti epistemologici ‘moderni’ che oggi sembrano essere in via di radicale trasformazione. Di contro, il recupero di alcuni testi trascurati o poco noti e una ricognizione critica della storia della tradizione letteraria e dei canoni, consentiranno di delineare nuovi approcci volti a rinnovare gli statuti epistemologici dell’italianistica in una prospettiva che, superato il modello identitario nazionale e i suoi corollari ideologici, potrà indicare nuove direzioni verso l’interdisciplinarietà, l’approccio sovranazionale, il meticciato e l’ibridazione. Un primo esito critico, concreto, sulla base di questi presupposti, potrà essere conseguito attraverso l’analisi di alcuni temi della narrativa siciliana moderna (ma anche della narrativa italiana di ambientazione siciliana) con la quale si verificherà come, attraverso alcune interpretazioni della tradizione letteraria isolana, sia stata elaborata una nozione controversa come quella di ‘sicilitudine’ e di ‘identità siciliana’. A questo scopo si privilegeranno tematiche come la mafia (motivo presente tanto in opere di autori canonici -da Verga a Sciascia- quanto in testi meno conosciuti, meritevoli di nuove attenzioni critiche) proprio per provare a delineare una diversa topografia della letteratura siciliana moderna.
Per una adeguata definizione delle problematiche critiche poste dalle questioni che si intendono affrontare, nonché al fine di definire alcune griglie scientifiche con le quali condurre la ricerca, verranno privilegiate metodologie e approcci derivati dagli studi culturali e dagli studi postcoloniali, dai gender studies e dagli studi sulle donne, dai queer studies. Inoltre si utilizzerà la nozione di ‘campo letterario’ per come è stata elaborata, in sede teorica, da Pierre Bourdieu, insieme a modelli ‘archeologici’ di derivazione foucaultiana.

Nell’individuazioni di temi rilevanti ai fini della ricerca si terranno presenti le innovazioni metolologiche recentemente prospettate dalla critica tematica, privilegiando l’analisi di tematiche e motivi che consentano di aprire nuove prospettive interpretative.

Per l’interpretazione dei testi non verranno trascurate le tradizionali meto
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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