L'edilizia del primo novecento tra tradizione e innovazione: studio dei caratteri tecnologici e funzionali per la sua conservazione e manutenzione

Progetto: Research project

Description

L'Architettura Moderna è stata l’espressione di un periodo di transizione durante il quale l’innovazione tecnologica ha preso il posto della tradizione costruttiva apportando radicali mutamenti nel modo di concepire e realizzare gli edifici. L’uso di nuovi materiali e tecniche di messa in opera, agli inizi poco sperimentati, ha in molti casi precocemente determinato l’insorgere di nuove patologie edilizie seguite dallo sviluppo di fenomeni di degrado ignoti agli antichi "mastri fabricatori", che fino alla seconda metà dell'Ottocento avevano operato sulla scorta della cosiddetta "Regola dell'Arte", unica e sicura garanzia di qualità dettata dall'esperienza. Non si può, quindi, parlare di "invecchiamento fisiologico", per quanto riguarda l'architettura Moderna, ma di un precoce decadimento derivato, spesso, dalla stessa "natura" dei materiali e dalle tecniche adoperate per la loro messa in opera. L’innesco di tale processo di decadimento è stato favorito da una serie di fattori, tra i quali: l'avvento di nuovi materiali, di nuove tecniche costruttive, il mutamento di valore attribuito al requisito di "durabilità" indotto dall'introduzione del concetto di "tempo di vita utile" di un manufatto, la necessità di provvedere alla realizzazione in poco tempo di una gran quantità di edifici, necessari per far fronte al vasto fenomeno dell’urbanesimo e delle distruzioni belliche. Oggi non c'è città che non abbia bisogno di recuperare i quartieri residenziali realizzati a cavallo tra le due guerre e negli anni della ricostruzione postbellica, interessati da vasti fenomeni di degrado formale e funzionale, oltre che sociale, ma soprattutto, occorre recuperare le grandi aree industriali dismesse e gli edifici pubblici, quali poste, caserme, università costruiti, perlopiù, dai primi alla metà del Novecento. Com'è facile immaginare si tratta di un patrimonio edilizio di inusitate dimensioni caratterizzato da patologie di degrado che interessano, quasi sempre, particolari elementi tecnici per i quali si rende necessaria la messa a punto di appropriate metodologie di intervento capaci di tener conto, oltre che del valore simbolico dei manufatti, anche del valore intrinseco delle stesse tecnologie e dei materiali che hanno contribuito alla loro realizzazione. Il precoce invecchiamento dell’architettura moderna è dovuto quindi, in molti casi, all’utilizzo di diverse tecniche e materiali impiegati al fine di ottenere una nuova e ricercata conformazione degli spazi abitativi. Molte architetture condividono oggi, purtroppo, numerose patologie di degrado, quando non veri e propri dissesti derivati essenzialmente da quella diffusa velleità di sperimentazione, formale e tecnologica che caratterizzò gran parte dell’operato di ingegneri ed architetti per tutta la prima metà del XX secolo e che tendeva ad istituire rinnovate relazioni tra spazi funzionali e prodotti industrializzati senza, però, un’adeguata verifica delle possibili future ripercussioni. Spesso, infatti questi prodotti, le cui applicazioni ottimali vennero messe a punto solo in seguito (a partire essenzialmente dal secondo dopoguerra), così come certe soluzioni costruttive, hanno rivelato rapidamente la loro labilità e inaffidabilità provocando fenomeni di deterioramento sia delle parti strutturali che delle finiture. La mancata sperimentazione di certi materiali e/o di certe soluzioni tecniche in uno alla eliminazione di elementi e finiture del repertorio tradizionale ha, quindi, contribuito al facile deperimento di queste architetture. Per quanto riguarda gli elementi tecnici in cui è impiegato

Layman's description

Si vogliono mettere a punto strumenti tecnico-economici per la individuazione di interventi in grado di tener conto, oltre che del valore simbolico dei manufatti, anche del valore intrinseco delle stesse tecnologie e dei materiali che hanno contribuito alla loro realizzazione. Ciò al fine di operare un recupero sia tecnologico che funzionale. Tali modalità di intervento potrebbero costituire un repertorio di metodologie e di criteri, più che soluzioni predefinite, per il mantenimento o il miglioramento delle prestazioni degli elementi di fabbrica appartenenti tanto ad edifici di tipo residenziale, in cui maggiori sono le commistioni tra materiali e tecniche di messa in opera tradizionali e moderne, che di tipo pubblico in cui gli elementi in cemento armato vengono impiegati in maniera più spregiudicata. Dalla ricerca, infatti, si ritiene possano scaturire strumenti di indagine e di progetto utili agli operatori del settore che si apprestano ad intervenire su architetture moderne, interessate da crescenti fenomeni di degrado, ampiamente diffuse nell’ambito del patrimonio edilizio esistente. Ci si occuperà di elementi tecnici realizzati in c.a. quali solai, strutture intelaiate, sbalzi, elementi di protezione, ecc, e di tutti quegli elementi che pur impiegando materiali tradizionali vennero realizzati con tecniche costruttive di tipo misto (tradizionali e innovative al contempo). Le cinque unità di ricerca coinvolte nel progetto fanno capo ad altrettanti cinque significativi contesti geografici dell'Italia meridionale (dislocati tra Sicilia, Puglia e Basilicata) dove è possibile riscontrare edifici che presentano aspetti peculiari riguardo le tecniche costruttive adottate in differenti periodi della prima metà del Novecento. Per raggiungere gli obiettivi specifici del programma di ricerca le unità procederanno sviluppando, nel complesso, le seguenti attività che potranno essere condotte, in alcuni casi, anche simultaneamente: - analisi delle implicazioni storiche che hanno dato origine alle trasformazioni edilizie dei primi decenni del XX secolo;- individuazione di edifici che presentano soluzioni tecnologiche, emblematiche soggette a significative patologie di degrado; - individuazione degli elementi tecnici realizzati esclusivamente in cemento armato o con l’impiego di altri materiali, più o meno tradizionali;- studio delle caratteristiche geometriche, della natura dei materiali e delle modalità di messa in opera degli elementi individuati; - individuazione di particolari tipologie funzionali,- analisi delle cause responsabili dello sviluppo delle patologie riscontrate;- valutazione del grado di sicurezza degli edifici sottoposti a processi di adattamento funzionale e tecnologico;- individuazione di possibili criteri d‘intervento finalizzati al recupero e alla manutenzione straordinaria e verifica della compatibilità con l'originaria destinazione funzionale e con destinazioni d'uso alternative; - valutazione dei possibili rapporti costi/benefici.Le ultime tre attività costituiscono l’obiettivo precipuo della ricerca.Tutte le attività prima elencate fanno capo, sostanzialmente, a due “fasi” in cui può essere suddivisa la ricerca e che riguardano una l’ acquisizione, l’analisi e la sintesi delle conoscenze maturate attraverso specifiche attività. La seconda, propositiva, fornirà elementi metodologici e operativi generalizzabili ad altri contesti. Le singole “attività” risulteranno più o meno pregnanti in relazione alla ricerca che ciascuna unità svilupperà attraverso l’analisi di manufatti con specificità differenti.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/02 → …